…ma peggiorerà Lugagnano

E’ risaputo come i Comuni dell’area metropolitana di Verona risentano fortemente delle scelte politiche ed urbanistiche del capoluogo. Molto spesso succede che queste scelte siano imposte per il maggior peso della città e di conseguenza si finisce per subire scelte che per i piccoli Comuni della cinta metropolitana hanno pochissimi vantaggi a fronte di enorme disagi.

 

Nella nostra realtà, il paese che subisce di più queste scelte è giocoforza Lugagnano stretto com’è quasi come un cuneo nel territorio di Verona. E’ già successo con la cava di Ca’ di Capri nata negli anni ’70 come cava per la costruzione dell’autostrada del Brennero e trasformata poi dal Comune di Verona in discarica, tanto poi chi si annusava gli odori maleodoranti e rischiava di bere acqua inquinata erano i residenti di Lugagnano, che potevano lamentarsi quanto volevano tanto non contavano nulla.

 

Rischia di diventare la stessa cosa il traforo delle Torricelle, “l’opera che migliorerà Verona”, secondo un opuscolo che gira in città con l’obiettivo di giustificare una delle scelte più impattanti della giunta Tosi. L’opera dovrebbe iniziare a breve (finita poi non si sa quando, anche se viene dichiarato entro il 2017) e noi a Lugagnano ci troveremo a dover subire l’ennesimo sopruso da parte del più potente vicino.

 

Questa strada (nella foto, clicca per ingrandirla) che prevede il passaggio di 4/5000 auto nelle ore di punta, ha il suo terminale ad ovest, proprio a Lugagnano, appena al di là dei ponti autostradali e subito prima della contrada Salvi. Non solo, su via Binelunghe verrà realizzato un autoparco per mezzi pesanti, che troveranno di conseguenza qui un punto di concentrazione. Ma qualcuno si è posto il problema delle ricadute sui residenti di Lugagnano?

 

Resta inteso che non parliamo soltanto dei residenti delle Beccarie. I rumori, le polveri sottili, l’inquinamento dell’aria non si ferma lì a 50 metri, quindi non è che i residenti di Mancalacqua possano sentirsi immuni da questi fenomeni. E’ dimostrato da studi scientifici come certe malattie respiratorie hanno il loro picco in presenza di fonti inquinanti e noi già ci troviamo a ridosso di una trafficata autostrada e ora diventiamo pure il terminale della tangenziale nord di Verona.

 

Leggiamo sull’opuscolo: “inquinamento ridotto – abbattimento polveri sottili – salute migliore”. Ma questo forse per chi abita nei quartieri di Verona. Non certo per i residenti di Lugagnano. Leggiamo di opere di mitigazione ambientale, di parchi urbani, di piste ciclabili. Quante di queste opere verranno fatte per proteggere l’abitato di Lugagnano? Zero! Persino la TAV che forse non ha lo stesso carico inquinante (in fondo si tratta di treni) aveva previsto opere di protezione del paese. Invece con il passante delle Torricelle non siamo nemmeno riusciti ad ottenere un imbocco differente al ponte di via Binelunghe, quello che ci consentirebbe di usufruire dell’incompleta, promessa, fantomatica tangenziale di Lugagnano, se mai qualcuno ci sta ancora pensando.

 

Leggiamo che le previsioni dicono che quest’opera costerà 802 milioni di euro. Cosa poteva incidere realizzare un nuovo imbocco al ponte? 100/200 mila euro? Lo 0,02% del costo complessivo dell’opera. In questo modo anche gli abitanti di Lugagnano potevano trovare una giustificazione a questa imponente modifica del territorio appena fuori dall’uscio di casa. Ahinoi, questo è quanto conta Sona. Quanto politicamente la nostra posizione sia subordinata rispetto a quella di Verona, da non riuscire nemmeno ad ottenere delle minime opere di mitigazione per quanto si possano puntare i piedi per ottenerle.

 

Le Amministrazioni comunali di San Martino Buon Albergo e San Giovanni Lupatoto quando si son viste che Verona intendeva aprire l’inceneritore di Ca’ del Bue sul limitare dei loro paesi, hanno fatto sentire le loro ragioni, con assemblee pubbliche e con formali proteste ad ogni livello politico, e da anni nel bel mezzo delle loro strade campeggiano striscioni di protesta contro quell’opera, voluta da Verona ma giudicata dannosa dai Comuni limitrofi. Ora saremmo curiosi di sapere quanti, tra chi ha la pazienza di leggerci, sanno soltanto qualcosa del traforo delle Torricelle, se sanno che un terminale sarà proprio qua da noi, se sanno che si aggiungerà il passaggio di migliaia di macchine a 200 metri dalle nostre finestre. Un po’ di informazione ci sembrava il minimo.

 

Certamente con ciò non vogliamo dire che il traforo delle Torricelle sia inutile. Rimaniamo dell’idea che portare il traffico lontano dai centri abitati abbia sempre una sua utilità, anche se non possiamo esprimerci sul fatto che questa sia la soluzione migliore in assoluto. Ma questa regola deve essere valida per tutti. Togliamo il traffico dal centro di Verona senza buttarlo su Lugagnano. Che non succeda come la Cà di Capri. Togliamo le immondizie dal centro di Verona e le sbattiamo sull’uscio della casa d’altri.