Ma chi è veramente un papà? Tanti auguri a chi è stato ed è ancora presente nelle nostre vite

La tradizione di festeggiare il papà il 19 marzo deriva, come molti sapranno, dalla cultura cattolica, nella fattispecie dalla celebrazione in questo giorno di un Santo, ovvero San Giuseppe, patrono dei padri di famiglia e dei carpentieri. Ma vi siete mai chiesti quanto sappiamo di San Giuseppe? Pensandoci un po’, ho realizzato che nei Vangeli canonici è un personaggio poco approfondito.

È parte della Sacra Famiglia e viene anche soprannominato l’uomo giusto: se ne parla poco, tuttavia viene rappresentato come un uomo buono, forte d’animo e dedito al proprio lavoro, che si adopera totalmente per ciò che è necessario per la sua famiglia. La tradizione cattolica lo definisce anche “padre putativo”, che, dal latino putare (credere), significa colui che ha creduto. Ha infatti creduto alle parole dell’angelo, ha creduto a Maria, ha creduto in Dio, ma soprattutto ha creduto in quello che sarebbe diventato suo figlio, esattamente come un vero padre farebbe.

Leggendo questa breve descrizione il lettore potrà accorgersi di sentir parlare di qualcuno di molto simile al proprio padre: io stessa ci rivedo il mio! E sarebbe bello poter dire, generalizzando un po’, che tutti i padri possano essere riassunti così. Tuttavia, non sarebbe corretto nei confronti di chi un papà non l’ha mai avuto, o di chi non ha fatto in tempo a conoscerlo, o ancora di chi lo ha avuto ma non lo reputa tale.

La domanda sorge dunque spontanea: chi festeggiano queste persone nella giornata di oggi? Nessuno, apparentemente. A me però piace pensare che festeggeranno la persona presente nella loro vita che meglio reincarna tale descrizione, quella stessa persona che, proprio come San Giuseppe per Gesù, ha rivestito il ruolo di padre, anche se non lo era a tutti gli effetti. Perché per essere un buon padre non conta la genetica, o l’anagrafe, ma la presenza, l’affetto e l’esempio.

Spero che leggendo queste parole prenda forma nella mente di ogni lettore un’immagine ben precisa e che quindi almeno un augurio venga mandato. Anche se più che degli auguri dovrebbero essere fatti dei ringraziamenti: perché un padre è protezione, è affetto, è sacrificio, è fiducia. In una sola parola è un esempio.

Perciò un grazie a tutti i papà, quelli che ci sono e quelli che non ci sono più, e a tutte le mamme che hanno ricoperto questo ruolo, ma anche ai nonni, agli zii o ai fratelli che lo hanno fatto. Affinché sappiano che il loro ruolo, talvolta sottovalutato o dato per scontato, è fondamentale per plasmare una generazione di nuovi papà.

Buona festa del papà!

Veronica Posenato

About Veronica Posenato

Nata nel 1996, risiede a Lugagnano. Diplomata presso il liceo scientifico Messedaglia a Verona nel 2015, si è laureata in infermieristica presso l'Università di Verona nel dicembre 2018. Scrive per il Baco dal 2010, alla ricerca di persone del Comune di cui raccontare le storie, per valorizzare ulteriormente il nostro territorio.

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