La scena è di quelle che a Lugagnano sanno di casa: la Baita Alpini, le sedie sistemate con cura, le bandiere che non sono arredo ma identità. E poi un titolo che è già una traiettoria, lunga mezzo secolo: “I reparti alpini dal 1975 al 2025”. Giovedì 23 aprile, alle ore 20.30, la Baita Alpini di Lugagnano “Arnoldo Cristini”, in via Caduti del Lavoro 4, apre le porte a una serata culturale che promette di mettere ordine nella memoria e di far parlare la storia recente con voce concreta.
A guidare il pubblico dentro questi cinquant’anni sarà il colonnello Massimo Beccati, relatore dell’incontro. Non un tema da museo polveroso, ma un percorso che attraversa decenni di cambiamenti, trasformazioni, passaggi di consegne, nuove missioni e nuove sensibilità. Dal 1975 al 2025 è un arco temporale che contiene generazioni: chi ha visto gli alpini in divisa nei momenti di servizio, chi ne ha incrociato il passo nelle cerimonie, chi li ha conosciuti nella protezione civile e nel volontariato, dove la penna nera diventa presenza quotidiana più che simbolo.
La serata nasce dall’invito dell’Associazione Nazionale Alpini, Sezione di Verona, Gruppo di Lugagnano, insieme a Zona Mincio e con il patrocinio del Comune di Sona. C’è anche la cornice dell’Associazione Museo Storico “Baita Monte Baldo” e la partecipazione come media partner de Il Baco da Seta. È un intreccio che dice molto: memoria, territorio e comunità che lavorano insieme, ciascuno con il proprio ruolo, per far sì che la storia non resti appesa alle fotografie, ma torni a essere racconto e riflessione.
Il cuore dell’incontro sta tutto in quel “dal 1975 al 2025”: un invito a ripercorrere non solo le tappe, ma anche i significati. Perché i reparti cambiano, si aggiornano, si riorganizzano, ma quello che resta è l’idea di servizio e appartenenza, letta dentro il tempo in cui viviamo. E un paese come Lugagnano, che ha nella Baita un punto di riferimento riconoscibile, sa bene che certe serate non sono semplici conferenze: sono occasioni per ritrovarsi, ascoltare, riconoscersi. Alla fine dell’incontro, è previsto anche un gesto semplice e concreto, da tradizione: verrà offerto un piatto caldo.
© 2026 Riproduzione riservata
