A volte basta un tavolo lungo, qualche sedia tirata vicino, il profumo della pizza appena sfornata e la voglia di ritrovarsi per trasformare una sera d’estate in qualcosa che va oltre una semplice cena. A Lugagnano torna “Una pizza in compagnia” e questa volta lo fa raddoppiando: non una, ma due serate nelle quali associazioni, volontari, pizzerie e famiglie proveranno a mettere insieme convivialità e solidarietà.
Il primo appuntamento è per giovedì 27 agosto, a partire dalle 19, al Circolo Tennis di Lugagnano, in Largo Weiler 7. Il secondo arriverà due settimane dopo, giovedì 10 settembre, sempre dalle 19, alla Casa di Alice, in via Kennedy 15.
Il meccanismo dell’iniziativa è volutamente semplice: pizza e bevanda vengono proposte a un prezzo pensato per consentire una partecipazione ampia, mentre il ricavato delle due serate sarà destinato all’Associazione ANTS e all’Associazione Suor S. Filippa Mareri di Torovice, in Albania. Dietro quella pizza servita ai tavoli, insomma, c’è un obiettivo molto concreto: raccogliere risorse per due realtà impegnate sul fronte della solidarietà.
“Una pizza in compagnia” riparte dall’esperienza dello scorso anno, che ha convinto gli organizzatori non soltanto a riproporre l’appuntamento, ma ad allargarlo. A promuoverlo sono il Club Enologico Culturale, la Polisportiva Vivisport, la Lega Italiana Fibrosi Cistica – Comitato di Lugagnano, l’Associazione Il Dono ODV, il Comune di Sona, l’AVIS di Lugagnano, l’Associazione Tennis Lugagnano e il Gruppo Alpini di Lugagnano.
Una rete piuttosto larga, dentro la quale ogni realtà porta volontari, tempo, organizzazione e capacità di mobilitare il territorio. Ed è probabilmente proprio questo il dato più interessante dell’iniziativa: soggetti diversi, con storie e attività differenti, che scelgono di lavorare fianco a fianco attorno a un obiettivo molto immediato e comprensibile.
A spiegare il senso del raddoppio è Giovanni Giardini, presidente del Club Enologico Culturale. “Visto il successo dello scorso anno, è con grande piacere che abbiamo deciso non soltanto di riproporre l’iniziativa, ma addirittura di raddoppiarla. Farlo insieme a così tante associazioni è il valore aggiunto di queste serate. Vogliamo offrire alle famiglie un momento piacevole, a un prezzo accessibile a tutti, e contemporaneamente fare qualcosa di concreto per chi ha bisogno”.
Il punto, dunque, non è soltanto riempire due spazi e servire pizze. L’ambizione è creare due occasioni nelle quali il paese possa incontrarsi senza barriere particolari, mantenendo basso il costo della partecipazione e trasformando quello stare insieme in una forma di aiuto.
A rendere possibile la parte più concreta e inevitabilmente più profumata delle serate saranno sei attività: Pizzeria Spizzati, Pizzeria Sorriso, Pizzeria Al Canton, Pizzeria Da Loris, Pizzeria Da Ciacco e Gluten Free Sans Souci. Sei nomi che si mettono a disposizione di un progetto comune, portando ciascuno il proprio prodotto dentro un’iniziativa che punta a qualcosa di più ampio della normale attività commerciale.
Le pizzerie partecipanti spiegano così la scelta: “Per noi è un’occasione per far conoscere e apprezzare la nostra pizza anche a chi magari non ha ancora avuto modo di assaggiarla, ma soprattutto per farlo con uno spirito particolare: mettere il nostro lavoro e il nostro prodotto al servizio di una buona causa. Mangiare una buona pizza, stare insieme e nello stesso tempo fare del bene è sicuramente il modo migliore per dare valore a queste serate”.
La seconda edizione porta con sé anche un altro segnale: rispetto allo scorso anno si sono aggiunte nuove associazioni. È il passaggio che sposta “Una pizza in compagnia” dalla dimensione del singolo appuntamento a quella, più significativa, di una piccola prova di collaborazione tra pezzi diversi della comunità. Quando volontariato, sport, realtà sociali, attività economiche e Comune riescono a stare attorno allo stesso tavolo, il risultato non si misura soltanto nel numero di pizze servite o nell’incasso finale. Conta anche la capacità di costruire relazioni che, una volta finite le serate, possono restare.
L’EDITORIALE DEL BACOL’amore esiste perché qualcuno domanda “Stai bene?”E il titolo scelto per l’iniziativa finisce così per raccontarne bene la sostanza. Una pizza è una cosa quotidiana, semplice, quasi inevitabilmente popolare. Dividerla con qualcuno significa sedersi allo stesso tavolo, fermarsi, parlare. Qui a quel gesto viene aggiunto un passaggio ulteriore: far sì che una serata piacevole possa produrre anche un aiuto destinato altrove.
Il 27 agosto il primo banco di prova sarà al Circolo Tennis; il 10 settembre toccherà alla Casa di Alice. In caso di pioggia, come specificato dagli organizzatori, l’evento non si svolgerà. Se invece il tempo accompagnerà le due serate, Lugagnano avrà due occasioni per riempire tavoli e sedie, incontrarsi e trasformare una pizza condivisa in un piccolo gesto concreto di solidarietà.
Perché, in fondo, il messaggio scelto per accompagnare l’iniziativa è tutto lì: “condividere una pizza è il modo più buono di stare insieme”.
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