Una strada nuova, ancora da consegnare alle abitudini quotidiane di chi la percorrerà, porterà con sé una storia nata ottant’anni fa, tra le macerie della guerra e le fondamenta della Repubblica. A Lugagnano, nella zona residenziale in espansione di Mancalacqua, la giunta del Comune di Sona ha approvato la proposta di intitolare una nuova area di circolazione alle Madri Costituenti.
La via sorgerà nella lottizzazione vicina a via Molinara Nuova e assumerà ufficialmente il nome di Via Madri Costituenti soltanto dopo l’autorizzazione della Prefettura di Verona, passaggio necessario prima che la denominazione possa diventare definitiva.
Dietro quella targa non ci sarà soltanto una scelta toponomastica. Ci sarà il ricordo delle ventuno donne elette all’Assemblea Costituente nel 1946, chiamate insieme agli altri rappresentanti politici a scrivere le regole della nuova Italia democratica. Erano appena il 4% dell’Assemblea, una presenza numericamente ridotta che riuscì però a lasciare un’impronta profonda sui principi della Costituzione e sul riconoscimento dei diritti delle donne.
Il loro lavoro contribuì ad affermare temi allora tutt’altro che scontati: l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne, la tutela del lavoro femminile, l’ingresso delle donne nella magistratura e una partecipazione piena alla vita pubblica. Arrivavano da esperienze politiche differenti, dalla Democrazia Cristiana al Partito Comunista Italiano, dal Partito Socialista di Unità Proletaria al Partito Liberale, ma seppero attraversare le distanze tra i partiti per lavorare alla costruzione di una Carta destinata a tenere insieme il Paese.
Cinque di loro, Maria Federici, Angela Gotelli, Leonilde Iotti, Teresa Noce e Angelina Merlin, entrarono anche nella Commissione dei Settantacinque, il gruppo incaricato di preparare il testo della Costituzione. Nomi che appartengono alla storia nazionale, ma che per molti continuano a restare ai margini della memoria collettiva, spesso oscurati da figure maschili molto più presenti nei libri, nelle celebrazioni e negli spazi pubblici.
È proprio su questo terreno che si muove la scelta compiuta dal Comune di Sona. Una via non serve soltanto a orientarsi tra case, incroci e numeri civici. Con il passare degli anni entra nel linguaggio di un paese, finisce sugli indirizzi, sui documenti, sulle indicazioni stradali. Diventa una presenza silenziosa e continua. Intitolare uno spazio pubblico significa quindi decidere quali nomi accompagnino la crescita di un quartiere e quali storie meritino di essere sottratte all’oblio.
La vicesindaca Monia Cimichella sottolinea proprio questo significato: “L’intitolazione di una strada non è mai una scelta casuale, ma rappresenta un messaggio che lasciamo alle generazioni future”. E aggiunge: “Con Via Madri Costituenti vogliamo ricordare il coraggio e la visione di ventuno donne che, in un momento storico complesso, hanno contribuito a costruire un’Italia più giusta, democratica e inclusiva”.
Nelle sue parole emerge anche il valore educativo della toponomastica, capace di raccontare quali figure una comunità scelga di mettere in primo piano. “Dedicare uno spazio pubblico alle Madri Costituenti significa restituire visibilità a figure troppo spesso rimaste in secondo piano, pur avendo inciso profondamente sulla storia del nostro Paese e sui diritti di cui oggi tutti beneficiamo”, afferma Cimichella.
La nuova strada avrà anzitutto una funzione concreta all’interno della lottizzazione di Mancalacqua, accompagnando lo sviluppo residenziale di quella parte di Lugagnano. Ma il nome proposto le affida anche un compito più sottile: ricordare, ogni giorno e senza cerimonie, che la democrazia italiana fu costruita anche da ventuno donne capaci di sedersi in un’Assemblea quasi interamente maschile e di incidere sulle fondamenta del Paese.
Resta ora da attendere l’autorizzazione della Prefettura di Verona. Solo dopo quel passaggio Via Madri Costituenti potrà entrare ufficialmente nella mappa di Lugagnano. Sarà una strada nuova, dentro un quartiere che cresce, ma con un nome che arriva da lontano e porta con sé una parte decisiva della storia repubblicana.
L’EDITORIALE DEL BACOL’amore esiste perché qualcuno domanda “Stai bene?”© 2026 Riproduzione riservata
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