Un messaggio di cioccolato che parla di autonomia, lavoro, diritti e soprattutto di persone che chiedono di essere conosciute per ciò che sono, non per una diagnosi. Oggi, sabato 3 ottobre, e domani, domenica 4, Fondazione Più di un Sogno porta anche a Lugagnano la campagna collegata alla Giornata nazionale delle persone con sindrome di Down.
I volontari sono presenti con un banchetto all’esterno del supermercato Rossetto di Lugagnano e fuori dalla chiesa della frazione dopo la messa di oggi e quelle di domani. Un’occasione per incontrare direttamente chi opera sul territorio, conoscere i progetti della Fondazione e sostenerli attraverso il tradizionale “messaggio di cioccolato”, una tavoletta prodotta con cacao proveniente dal commercio equo e solidale e distribuita in cambio di un contributo volontario.
La presenza di questo fine settimana anticipa la Giornata nazionale delle persone con sindrome di Down, promossa ogni anno da CoorDown, il Coordinamento nazionale delle associazioni delle persone con sindrome di Down, nella seconda domenica di ottobre, che quest’anno cade domenica 11 ottobre.
L’appuntamento nazionale punta a promuovere una cultura della diversità, contrastare stereotipi e pregiudizi e sostenere concretamente percorsi di autonomia e inclusione. CoorDown promuove infatti ogni anno sia questa giornata sia il World Down Syndrome Day del 21 marzo.
A Lugagnano l’iniziativa assume un significato particolarmente concreto perché Più di un Sogno opera nel territorio veronese da quasi vent’anni, costruendo percorsi rivolti alle persone con disabilità intellettiva e alle loro famiglie. Il tema dell’inclusione lavorativa, in particolare, ha già trovato nel territorio di Sona esperienze significative: Il Baco aveva raccontato, tra le altre, quella di Matteo, ragazzo di Lugagnano con sindrome di Down che nel 2022 aveva iniziato un tirocinio alla Leaderform di Palazzolo, seguito proprio dalla Fondazione Più di un Sogno.
Ma inclusione significa anche linguaggio. Ed è proprio sulle parole che CoorDown ha scelto di concentrare nel 2026 una parte importante della propria azione di sensibilizzazione. La campagna internazionale “Just Evolve”, lanciata in occasione della Giornata mondiale sulla sindrome di Down del 21 marzo, invita a smettere di utilizzare termini riferiti alla disabilità come insulti o sinonimi di stupidità, incapacità o inferiorità.
Nella versione italiana la campagna affronta apertamente anche parole come “ritardato” e “mongoloide”, quest’ultima appartenente a una terminologia medica del passato ormai abbandonata e divenuta nel linguaggio comune un insulto. Lo stesso meccanismo riguarda altri termini collegati alla disabilità che vengono utilizzati con intento offensivo: non è soltanto una questione di buona educazione, perché le parole contribuiscono a costruire il modo in cui guardiamo le persone.
È il punto centrale della campagna di CoorDown: quando una condizione di disabilità viene utilizzata per indicare qualcosa di ridicolo, stupido o incapace, si continua implicitamente ad associarla a un valore inferiore. Secondo il Coordinamento, questo linguaggio alimenta un immaginario abilista che rafforza stereotipi e discriminazioni e rende più difficile una piena partecipazione alla vita sociale.
La parola scelta per rispondere a tutto questo è semplice: evolvere. La società lo ha fatto molte volte, abbandonando convinzioni, comportamenti e parole un tempo considerati normali e successivamente riconosciuti come sbagliati. La proposta è di fare lo stesso anche nel modo in cui raccontiamo e nominiamo la disabilità.
Le giornate di sensibilizzazione servono proprio a questo: far incontrare le persone prima ancora delle definizioni. Per Lugagnano l’occasione comincia già questo fine settimana, con i banchetti di Più di un Sogno di oggi 3 e domani 4 ottobre. Nel successivo fine settimana del 10 e 11 ottobre l’iniziativa si allargherà con altri banchetti a Verona e provincia.
L’EDITORIALE DEL BACOSona: Suona la campanella tra volti nuovi e l’entusiasmo di sempreE dietro una tavoletta di cioccolato resta un messaggio molto meno piccolo di quanto possa sembrare: autonomia, inclusione e pari dignità si costruiscono anche attraverso occasioni concrete di incontro e conoscenza.
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