Al Parco Franco Conti di Lugagnano, quando scende il sole e le lampadine si accendono tra gli alberi, l’estate prende la rincorsa con un rito semplice e riconoscibile: tavoli che si riempiono, voci che si intrecciano, profumo di cucina che resta nell’aria. Avis in Festa torna da venerdì 5 a domenica 7 giugno e lo fa nel suo “formato pocket”, quello che non pretende di essere una maxi sagra ma riesce comunque a far sentire tutti dentro la stessa scena: una comunità raccolta, rilassata, con la musica a fare da colonna sonora.
Il cuore dell’appuntamento batte sempre nello stesso posto, e non è un dettaglio: la location è parte del successo. Il parco è il teatro naturale in cui la festa si muove senza strappi, con un ritmo da serata estiva che non ha bisogno di effetti speciali. Gli stand gastronomici aprono dalle 19.30, e da lì in poi la serata prende forma tra piatti, chiacchiere e quel via vai continuo che è la fotografia più fedele di un paese quando decide di ritrovarsi.
Dietro c’è una collaborazione che mette insieme pezzi diversi della frazione: ad accompagnare l’evento di AVIS Lugagnano sono il Comune di Sona con il patrocinio, il comitato del parco e il Gruppo Alpini di Lugagnano. E poi ci sono gli Scout Lugagnano 1, presenti tutte e tre le sere con lo stand dei dolci per autofinanziare le attività estive: un dettaglio concreto, quasi domestico, che racconta bene cosa sia questa festa, fatta di volontariato che non si vede in vetrina ma tiene in piedi le cose.
Il programma gioca su tre serate diverse, ciascuna con la sua atmosfera. Venerdì 5 giugno è la notte del Karaoke, dalle 21, quella in cui il palco diventa una sfida gentile tra amici e tavolate, e in cui la timidezza spesso dura lo spazio di un ritornello. Sabato 6 giugno arriva invece un ospite che porta con sé una storia più lunga: la scuola di musica di Lugagnano One Music Academy festeggia 20 anni di attività e si racconta con un concerto dal vivo, un passaggio che aggiunge spessore alla festa e fa entrare nel parco un pezzo di percorso culturale del paese. Domenica 7 giugno, infine, la chiusura torna alle origini e alla tradizione: Giovanni Signorato “in acustico”, alle 21, per quella serata che di solito finisce con la gente ancora seduta anche quando la musica si è già fermata, perché l’atmosfera non si spegne di colpo.
C’è però un altro livello, meno rumoroso e più importante, che questa festa continua a portarsi dietro. Non è un contorno: è il motivo per cui AVIS esiste. Negli ultimi mesi, a Lugagnano, il tema della donazione è tornato a mordere, con numeri che hanno fatto scattare l’allarme: l’assemblea dei soci ha registrato un fine anno “in negativo”, con 42 donazioni in meno, e l’avvio del 2026 non ha invertito la rotta. In provincia, a gennaio, il saldo è stato pesante: circa 402 donazioni in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, 2411 contro 2813.
È in questo contesto che la festa cambia luce: non diventa una predica, ma un’occasione visibile per ricordare che la donazione non è un gesto astratto, e che basta poco perché una comunità si ritrovi a inseguire un bisogno quotidiano. Lo dice con chiarezza la presidente Valentina Boscaini, senza alzare la voce: “Sarà una festa fatta di musica, tavolate e leggerezza, ma il cuore resta quello di sempre: la donazione. In queste serate ci ritroveremo con i nostri soci e socie e proveremo a parlare anche a chi non ha mai donato. Perché il bisogno di sangue e plasma non va mai in pausa”.
Così Avis in Festa resta quello che è sempre stata: tre sere leggere, con la cucina che lavora e la musica che accompagna, ma con un messaggio che non ha bisogno di striscioni per farsi capire. Al Parco Franco Conti si viene per stare bene, certo. E intanto, quasi di lato, si ricorda che la solidarietà non è una parola da locandina: è una pratica che va tenuta viva, come una luce accesa tra gli alberi.
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