Lugagnano: terminati i lavori in via Mancalacqua. Ma gli errori ci sono stati

Verso le ore 18 di venerdì 27 maggio gli operai della Ditta Givani spostano gli ultimi attrezzi, caricano i materiali rimasti, chiudono i lavori. E sembra finalmente chiudersi anche una settimana di roventi polemiche per via Mancalacqua Lugagnano.

La vicenda era esplosa martedì 24 maggio quando il Baco aveva dato in assoluta esclusiva la notizia che il giorno seguente sarebbero iniziati i lavori per la ristrutturazione dei due grandi rallentatraffico presenti sulla strada, operazione richiesta anche dalla Prefettura di Verona per alcuni esposti di cittadini e di un’associazione di motociclisti.

Apriti cielo. Si viene a scoprire che il Comune non aveva informato della chiusura i negozi e le attività commerciali che si affacciano su quella strada. Chiusura che, da ordinanza, era prevista tra l’altro addirittura fino al 6 di giugno.

lavori finiti via mancalacqua
Lavori teminati in via Mancalacqua

Immediata la reazione dei commercianti, che comprensibilmente lamentavano come questa mancanza di informazione potesse creare loro grossi problemi, ad esempio per l’impossibilità di avvisare i propri clienti o mettendo a rischio delle consegne o dei ritiri già in programma. Nel corso della giornata la polemica era poi cresciuta, e subito era iniziata una raccolta firme da inoltrare al Comune.

Per avere un’idea di quanto abbia colpito la notizia basta forse dire che il nostro sito solo martedì ha registrato quasi undicimila contatti.

La protesta era velocemente arrivata in Comune, e per parlare con i commercianti e tentare di spiegare le cose si era mosso direttamente il Presidente del Consiglio Comunale Roberto Merzi. Sempre nel pomeriggio di martedì il Comune emetteva quindi una nuova ordinanza, che restringeva il tratto di strada occupato dai lavori, consentiva il passaggio anche per ritiri e scarichi e, soprattutto, riduceva drasticamente i tempi di esecuzione dei lavori, portando il termine dal 6 di giugno al 30 di maggio.

Nel frattempo non accennava però a diminuire la polemica sui social, con interventi forti e posizioni talvolta anche fuori misura. Tanto che il giorno seguente era lo stesso Sindaco Gianluigi Mazzi ad intervenire sulla sua pagina Facebook, con un lungo intervento nel quale, scusandosi con i cittadini per l’accaduto e per la mancata informazione, si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe. Come quando scrive che “da novembre stiamo parlando di tutti i lavori che arriveranno in questo 2016. Abbiamo organizzato almeno sei incontri pubblici, sono usciti tantissimi articoli nel descriverli, informazione ne è stata fatta. Fra qualche mese asfalteremo tutte le due strade principali del paese: Che succederà? A questo punto immagino il finimondo! Ma allora mi chiedo: sapete quanto stiamo spendendo in assicurazioni e rimborsi per le denunce dei danni agli automobilisti vista la situazione del manto stradale? Non è anche questo un problema che grava sulla comunità e sulle tasche dei cittadini?”.

Ma come è finita la vicenda, vi chiederete? Come scrivevamo all’inizio, già la sera del 27 i lavori sono chiusi, tre giorni dopo il loro inizio. Le polemiche rientrate e gli stessi commercianti si dicono ora molto soddisfatti dell’intervento eseguito, che porta sicurezza e migliore percorribilità a quella via molto trafficata Commercianti che anzi ringraziano dai loro profili social la ditta che ha eseguito l’intervento. Simone Giacomelli – un imprenditore della zona – addirittura alla chiusura dei lavori offre da bere agli operai della Givani.

A vicenda chiusa (manca solo la segnaletica orizzontale che verrà sistemata nei prossimi giorni), resta il grave errore del Comune per quella comunicazione non arrivata ai commercianti. Un difetto di comunicazione importante perché avvisare dell’inizio dei lavori sarebbe stato un provvedimento dovuto nei confronti di commercianti e cittadini e che, tra l’altro, avrebbe probabilmente azzerato sul nascere la polemica incandescente che Lugagnano ha vissuto in questi giorni. Ad aggravare il disorientamento sono poi mancati anche quegli avvisi consueti, con volantini appesi ai lampioni come per le interruzioni di corrente dell’ENEL, che comunque nella loro semplicità permettono un passaggio di informazioni.

E’ giusto che ora sul colle di Sona, a mente fredda, si valuti quanto successo e se ne individuino le responsabilità. E questo non per inutili motivi punitivi ma per evitare che situazioni analoghe abbiano a ripetersi. E parliamo di responsabilità tecniche di chi doveva informare e di responsabilità politiche di chi doveva vigilare.

L’attenzione al cittadino passa anche attraverso la capacità di informare in maniera tempestiva e completa, soprattutto quando si vengono a toccare aspetti molto delicati come il lavoro e la viabilità.