Lugagnano, serata della parrocchia per il NO al referendum: interviene il CFNO di Verona

La serata tenutasi in Parrocchia a Lugagnano sul tema del referendum per la riforma costituzionale, per il quale voteremo il prossimo 4 dicembre, ha fatto molto discutere nella frazione e sui social soprattutto per le modalità con le quali è stata presentata su un volantino, distribuito fuori dalla chiesa dopo le messe domenicali (LEGGI IL SERVIZIO).

Sul tema abbiamo ricevuto un intervento di un’esponente del CFNO Comitato Famiglie per il NO al referendum di Verona, che era tra gli organizzatori della serata assieme all’Azione Cattolica di Lugagnano e alla Scuola Materna Parrocchiale.

Mercoledì 21 settembre presso il Teatro parrocchiale di Lugagnano il dott. Alfredo Mantovano, magistrato della Corte di Appello di Roma, è intervenuto in una conferenza dal tema “Il valore della famiglia nella Costituzione: salvaguardiamo i principi etici”, organizzata dal Comitato Famiglie per il No e dal Comitato Difendiamo i Nostri Figli Vr.

volantino-parrocchia-lugagnano-serata-no-referendum-2016-2Intorno all’evento si è sollevato una grande contestazione; perché pare che anche negli ambienti parrocchiali non si sia liberi di esprimere il proprio pensiero. Che sia lecito solamente bombardare di slogan a favore del Sì?

Pensavamo di essere in democrazia dove ognuno civilmente esprime la propria opinione, ma anche i propri dubbi per discuterne; ma soprattutto pensavamo di parlare con menti raffinate in grado di cogliere il nesso tra la Riforma Costituzionale e l’approvazione di leggi e riforme che ridefiniscono l’antropologia della famiglia.

La prima che prevede il depotenziamento del Parlamento e la dipendenza di questo al programma politico del Governo allo scopo di ridurre il dibattito e il confronto parlamentare in nome di una pretesa volontà di ammodernare; la seconda intervenendo su temi etici e antropologici vitali per il nostro futuro, in un processo di uniformazione e di omologazione degli stili e della concezione dell’uomo, sotto la pressione di lobby internazionali, degli Stati esteri e della massoneria.

Sebbene quindi la riforma non modifichi la prima parte della Costituzione, laddove all’art. 29 si definisce la famiglia, incide indirettamente anche su di essa. Oggetto della riforma sono gli articoli che riconoscono un ruolo importante dei corpi intermedi quali le regioni, le province e i comuni, depotenziandoli e accentrando nuovamente il potere statale, lontano dai cittadini.

Come dichiarato dallo stesso Presidente del Consiglio, si tratta di un processo di disintermediazione che, riducendo il numero degli intermediari tra lo stato e il singolo cittadino, lascia quest’ultimo sempre più solo di fronte al potere. E gli individui soli sono – evidentemente – più deboli e quindi più facilmente ricattabili.

Noi non vendiamo lucciole per lanterne, ma cerchiamo di porre in alto le lanterne per far luce e capire il progetto che c’è dietro la Riforma Costituzionale.

Maria Carmela di Martino, aderente al CFNO di Verona