Lugagnano: Se n’è andato Arnoldo Cristini, storico Capogruppo degli Alpini di Lugagnano e uomo tutto d’un pezzo

“Per gli Alpini non esiste l’impossibile”. Ci lascia un altro grande Lugagnanese. E’ “andato avanti” Arnoldo Cristini, l’indimenticabile Capo di lunga militanza del Gruppo Alpini Lugagnano. Classe ’34, un uomo che, con il suo notevole spessore umano, ha creato le fondamenta per la significativa crescita organizzativa e valoriale delle Penne Nere della frazione.

Se n’è andato giovedì 2 luglio, dopo una lunga malattia che lo ha privato, per tanto tempo, delle sue doti più significative: il dialogo, il creare relazioni umane, il dare l’esempio. Una notizia che ha colpito profondamente la comunità di Lugagnano tutta, in particolare quella delle sue Penne Nere che ricordano con grande affetto Arnoldo e la sua figura carismatica. Non solo gli Alpini di Lugagnano, ma anche quelli di Palazzolo, Sona e San Giorgio in Salici, per arrivare a tanti gruppi della provincia di Verona e della Zona Mincio, che comprende anche gruppi della provincia di Mantova.

Arnoldo era un uomo che lasciava il segno ovunque andasse. Ricordo che da ragazzino ero solito frequentare Arnoldo perchè condivideva con mio padre la grande passione per la pesca. Mio papà non era un alpino ma quando si riferiva ad Arnoldo lo chiamava “el Capo” con un profondo senso di rispetto, come per riconoscere le sue innate qualità di leader e il suo carisma.

Alla fine degli anni 90 gli Alpini non erano certo nei miei pensieri – ci dice l’attuale Capogruppo di Lugagnano Fausto Mazzima un bel giorno Arnoldo mi invitò a bere un prosecco alla pasticceria Alla Delizia in via Pelacane. Prima mi fece visitare la baita che era praticamente finita. ‘Hai mai pensato di entrare a far parte degli Alpini?’. Mi chiese. Li per li non avevo motivi per non farlo per cui accettai. Alla fine della bevuta mi avvicinai alla cassa per pagare la bottiglia ma Arnoldo mi fermò dicendo che era compito suo e, nel linguaggio di esperto pescatore qual era, mi disse: pàr ciapàr el tencòn bisogna molàr l’aolòn!”.

Era una chiaro gioco di parole tale per cui per agganciare la preda (il tencòn cioè Fausto) serviva un esca (l’aolòn rappresentato dalla visita alla baita e dal momento conviviale a base di prosecco). L’obiettivo di Arnoldo era la sua successione a Capogruppo e Fausto era stato individuato come il suo obiettivo primario. In effetti, pochi anni dopo nel 2001, Fausto diventò il nuovo capogruppo con passaggio ufficiale di testimone e consegne durante un pranzo di tesseramento.

Arnoldo Cristini il 25 aprile del 1982 con il Sindaco Giorgio Gatto in occasione dell’inaugurazione del Parco don Gnocchi a Lugagnano. Sopra, Arnoldo sul lago di Braies.

Arnoldo è stato un Capogruppo di lunghissima militanza. Ha rivestito la carica per ben 33 anni dal 1968 al 2001. Erano gli anni in cui la baita era situata presso la vecchia canonica in centro paese di fronte all’ufficio anagrafe comunale. Erano gli anni della massima spinta dell’associativismo delle penne nere, con numeri di tesserati e di attività di solidarietà in crescita esponenziale. Erano tempi in cui i giovani nati e vissuti all’ombra della Seconda Guerra Mondiale erano freschi del periodo di naja ed avevano molte energie da spendere, grazie alla freschezza della loro gioventù.

Erano i tempi in cui servivano leader forti e carismastici per mettere sui giusti binari un movimento a trazione posteriore. E Arnoldo lo era. Fu il terzo capogruppo, in ordine cronologico, del gruppo di Lugagnano. “Ad Arnoldo sono da riportare alcune delle opere principali della storia del nostro gruppo – prosegue Mazzi -, a partire dalla baita in cui siamo che è senza ombra di dubbio il suo fiore all’occhiello. Fortemente voluta e realizzata con grande impegno di tutta la squadra. La professione di impresario edile l’ha posto al centro di altre grandi realizzazioni quali il parco Don Gnocchi e lo spostamento del monumento ai caduti dalla piazzetta Battaglione Alpini al piazzale a fianco della chiesa. Gli Alpini erano la sua seconda casa, se non la prima a volte”.

Nel 1976 un tremendo terremoto sconvolge il Friuli. Arnoldo, con una squadra di giovani alpini, si trasferisce per un mese a Buja per dare una mano alla ricostruzione. “Fu un momento apicale per tutto il gruppo – ci dice Fausto -. Lo possiamo considerare come il momento in cui furono gettate la basi per la nuova baita. Dopo la ricostruzione un manufatto in legno era stato donato al gruppo Lugagnano. Ma Arnoldo e la sua squadra stavano già ragionando sulla possibilità di realizzare un opera in muratura, per cui la baita in dono prese un’altra destinazione verso il gruppo alpini di Fane”.

La voce si fa un po’ rotta dall’emozione e i ricordi affiorano nitidi come un fiume in piena. “Una altra bellissima opera che vide la luce grazie alle competenze e all’impegno di Arnoldo fu la fontana degli alpini che si trova a fianco del monumento ai caduti. Fu progettata dall’Ing. Walter Tomezzoli e la messa in opera fu di Arnoldo”.

Chiedo a Fausto di tracciare, per chiudere l’intervista, un profilo umano di Arnoldo. “Un uomo di grande carisma, autoritario ma giusto, estremamente concreto, un decisionista nel vero senso della parola. Un grandissimo organizzatore di eventi e di partecipazioni alle adunate nazionali. Ciò che era organizzato da Arnoldo era perfetto sin nei minimi dettagli. In questa baita e in questo gruppo c’è e ci sarà sempre il suo DNA”.

I funerali si tengono sabato 4 luglio alle ore 10 presso la chiesa parrocchiale di Lugagnano. A dargli l’ultimo saluto ci saranno sicuramente amici di Lugagnano e Penne Nere da ovunque. Alla moglie Palma, alla figlia Cristina, ai figli Alpini Raffaello e Giancarlo le più sentite e sincere condoglianze di tutta la redazione de Il Baco da Seta.          

Alfredo Cottini

About Alfredo Cottini

Nato a Bussolengo l'8 ottobre 1966. Residente a Lugagnano sin dalla nascita, un figlio. Libero professionista nel settore della consulenza informatica. Attivo nel volontariato da 27 anni nell'Associazione Servizio Operativo Sanitario, di cui è attualmente Vice Presidente e responsabile delle Pubbliche Relazioni. Per 8 anni è stato consigliere della Pro Loco di Sona. E' tra gli ideatori del progetto Associazioni di Sona in rete attivato nel settembre 2014 e sostenitore di progetti di rete e cooperazione tra Organizzazioni No Profit

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