Lugagnano ritrova la voce di Giuseppe Lugo, il tenore nato tra le campagne di Rosolotti

“Il tenore dalla voce che incanta”, “il tenore del vento e delle stelle”: così era definito Giuseppe Lugo, uno dei più acclamati tenori del Novecento. La sua carriera non fu molto lunga (una quindicina d’anni in tutto, dal 1931 al 1947), ma ricca di successi sia sui palcoscenici teatrali, sia nelle sale cinematografiche. La sua fama di cantante, infatti, attirò l’interesse di alcuni registi, che lo vollero come interprete principale di film di grande richiamo.

Stiamo parlando di un nostro conterraneo, perché Giuseppe Lugo nacque nel 1899 a Rosolotti, località di  San Giorgio in Salici. La storia della sua vita potrebbe costituire la trama di un romanzo. Nato povero, figlio di contadini, perse la mamma durante l’infanzia. Combatté come artigliere nella prima guerra mondiale, da “ragazzo del ’99”. 

Costretto ad emigrare per sfuggire la miseria, trovò lavoro in Belgio. Là un maestro di musica lo sentì cantare, ne intuì il talento vocale e lo addestrò all’arte canora. Fu così che divenne un tenore di professione, mietendo successi dapprima in Belgio e in Francia, poi in Italia e in altri stati  d’Europa.

A Verona cantò per la prima volta in Arena nel 1937, con l’opera lirica “Tosca” di Puccini, e fu un trionfo; “Brao Bepi!” gridavano dalle gradinate gli spettatori, fieri del loro conterraneo divenuto così famoso. Poi via via altre tappe di una carriera che sembrava inarrestabile. Nel 1947 decise di non cantare più. Dapprima aprì un ristorante a Custoza (“Villa Vento”), poi si ritirò definitivamente a Milano, dove morì nel 1980.

Della breve ma sfolgorante carriera di Giuseppe Lugo si parlerà giovedì 24 settembre alle ore 20.30 presso la baita degli alpini di Lugagnano, in via Caduti del lavoro 4.

Il relatore Mario Nicoli (storico del Baco) presenterà le varie fasi della vita artistica del tenore utilizzando spezzoni dei cinque film da lui interpretati; questi, salvati dall’oblio e dal rischio di andare perduti, costituiscono oggi dei veri e propri documenti storici, i quali conservano e riproducono la splendida voce che tanto incantò gli appassionati di musica lirica fra gli anni ’30 e ’40 del secolo scorso.

Nella foto in alto: Lugo durante una esibizione di “Tosca” nel 1939.

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