Lugagnano: Riapre parte dell’impianto Sun Oil, il giudice autorizza il dissequestro. Ma il Comune è contrario

La Sun Oil ha riaperto i battenti. Parte degli impianti della ditta di via Molinara sono stati dissequestrati. L’impresa, che si occupa del trattamento di rifiuti speciali, rimasta sotto sequestro giudiziario dall’aprile del 2006 e sotto la custodia del sindaco di Sona Gualtiero Mazzi, ha ottenuto dal tribunale di Verona il dissequestro dell’impianto di autolavaggio delle cisterne. Una decisione presa nonostante che il giudice per le indagini preliminari, su parere negativo del pubblico ministero Fabrizio Celenza, avesse rigettato la richiesta di dissequestro presentata dalla SUN OIL.

Il primo spiraglio per la ripresa delle attività dell’azienda era stato dato dalla Provincia lo scorso giugno, quando aveva concesso l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera dell’impianto di lavaggio. Una decisione che si era basata sull’istruttoria proposta dal responsabile del procedimento e sul parare favorevole della commissione tecnica provinciale per l’ambiente (Ctpa).

Il Comune di Sona aveva dato parere contrario all’autorizzazione e in seguito aveva presentato ricorso al Tar, tribunale amministrativo regionale del Veneto. Quindi è arrivato il provvedimento del tribunale che ha disposto in pratica la riapertura dell’attività della SUN OIL dissequestrando il reparto lavaggio, sebbene non sia ancora funzionante. L’area dove sono presenti gli impianti per il trattamento dei rifiuti speciali rimane invece sotto sequestro.

“Il Comune – spiega il sindaco Gualtiero Mazzi – in collaborazione con la polizia municipale, ha subito preso tutti i provvedimenti del caso per impedire il dissequestro. Tuttavia auspichiamo che il pm faccia ricorso in cassazione per sovvertire la decisione del tribunale, visto che ora il Comune non ha alcuna possibilità per intervenire in merito. L’altra speranza è che il Tar accolga il nostro ricorso e che revochi l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera”.

E visto che il pubblico ministero avrà tempi assai ristretti per presentare l’istanza, la decisione del tribunale amministrativo potrebbe essere davvero l’unica possibilità per il Comune di riottenere il sequestro dell’impianto di autolavaggio.

“Siamo amareggiati di fronte a questa nuova evoluzione della vicenda – prosegue Mazzi .- Con il dissequestro in pratica si dà la possibilità di produrre nuovi rifiuti a una ditta che non ha ottemperato all’ordinanza di smaltimento di rifiuti illecitamente acquisiti da terzi e prodotti anche con l’attività oggi autorizzata. Siamo di fronte a una fase della vicenda contraria all’interesse pubblico e assai discutibile”.

“A seguito del provvedimento del tribunale – prosegue il primo cittadino – temo che avremo maggiori difficoltà nel controllare l’area e le attività dell’azienda. E sarà più complicato verificare l’effettivo rispetto delle prescrizioni inserite dalla Provincia nell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera”.

Secondo uno degli obblighi inseriti nella determina provinciale la SUN OIL dovrà separare con una recinzione l’impianto di lavaggio da quello del trattamento dei rifiuti, senza l’inserimento di passaggi e collegamenti. I rifiuti prodotti dall’attività di lavaggio dovranno essere stoccati solo nelle quattro vasche interrate e coperte e nei due serbatoi in acciaio presenti all’interno dell’area.