Lugagnano: Pallottole nella notte contro una casa in via Bussolengo

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Un’azione che sembra eseguita in perfetto stile mafioso, è questa la prima impressione che hanno avuto gli inquirenti la notte di giovedì scorso 3 settembre quando sono stati chiamati da Stefano Zambon, che risiede a Lugagnano in via Bussolengo nei pressi del nuovo agriturismo Fasoli.

L’uomo è noto alle cronache in quanto ritenuto la mente dietro ad una gigantesca truffa a carico di venticinque banche che lo portò nel 2011 ad una condanna a sette anni e quattro mesi, iniziata a scontare prima nel carcere di Opera a Milano e quindi agli arresti domiciliari. Condanna poi annullata dalla Corte di Cassazione.

A sparare contro casa sua dopo la mezzanotte, come accertato dai Carabinieri di Villafranca, sono state una o più persone a bordo di una Fiat Uno rossa, con un fucile calibro 12. La Uno è stata poi ritrovata dai militari dell’Arma in via Binelunghe, sempre a Lugagnano, completamente bruciata con l’evidente intenzione di impedire qualsiasi possibile individuazione delle persone che erano a bordo.

Zambon ha dichiarato ai Carabinieri di non aver il minimo sospetto su chi possa aver compiuto questo attentato, anche se le modalità con le quali si è svolta l’azione fanno appunto pensare ad un tentativo di intimidazione.

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