Lugagnano. Nuova area di sosta in via Liguria: Il Comune fissa i canoni di concessione

Lo scorso 23 luglio il Consiglio comunale di Sona ha approvato il “Regolamento per la gestione dell’area di sosta di via Liguria in Lugagnano di Sona”.

Si è trattato senza dubbio di un importante passo formale nella direzione della chiusura del campo nomadi presente da moltissimi anni in via Le Mase a Lugagnano, a ridosso degli impianti sportivi e della casa di riposo.

Durante l’ultima campagna elettorale per l’elezione del nuovo Sindaco, due anni fa, uno dei temi più caldi, su cui si accese un aspro dibattito, fu proprio il destino di quel campo nomadi. Su una cosa si era tutti concordi: quel campo non poteva rimanere lì. Tuttavia, sulle soluzioni da adottare per porre rimedio alla situazione, era emersa una profonda diversità di vedute: l’Amministrazione uscente, da tempo aveva individuato un’area dove ricollocare le famiglie nomadi in via Liguria, in zona Grande Mela, incontrando la forte opposizione della minoranza, che non riteneva quella zona adatta.

Contro la decisione di creare in quella zona “un’area di sosta a lungo termine” nel febbraio del 2018 vi era stato anche il ricorso al TAR di dieci ditte presenti nella zona industriale attorno alla Grande Mela.

Lo scorso luglio, grazie ad un’importante opera di mediazione dell’Amministrazione comunale, si è finalmente potuti arrivare all’approvazione di un regolamento per la gestione della nuova area di via Liguria, nei pressi della Grande Mela, condiviso anche con le famiglie di nomadi che dovranno spostarsi da via Le Mase nella nuova area.

Un lavoro che ha visto anche il sostanziale via libera delle minoranze in Consiglio comunale, che non hanno votato contro il provvedimento, limitandosi ad astenersi, e che per bocca del Consigliere Edgardo Pesce della Lega Salvini Premier, hanno dichiarato di ritenere che “l’adozione di un regolamento sia una cosa giusta perché si vanno a mettere delle regole su una situazione notoriamente precaria da diverso tempo”.

Il regolamento, composto da dodici articoli, indica alcune regole per il Comune e per i nuclei familiari Sinti che andranno ad abitare in quell’area attrezzata in Via Liguria.

Tra queste regole, si prevede innanzitutto che nell’area è consentita la permanenza solo alle persone autorizzate ed elencate nella concessione, che non subiscano, nel periodo di vigenza della concessione, condanne penali passate in giudicato per reati aventi natura non colposa. Inoltre, l’occupazione non autorizzata delle piazzole da parte di persone assegnatarie di altri spazi all’interno dell’area, comporta l’immediata revoca della concessione. Verrà inoltre nominato un rappresentante di residenti nell’area attrezzata, che avrà il compito di relazionarsi con il Comune.

Le concessioni delle singole piazzole hanno durata quadriennale e sono rinnovabili. La concessione e l’occupazione della piazzola comportano l’obbligo di pagare un canone con periodicità semestrale il cui ammontare viene determinato dalla Giunta comunale.

Il Comune ha l’obbligo di intervenire a proprie spese per fare fronte agli interventi di manutenzione straordinaria, derivanti anche da atti di vandalismo che interessano i beni di proprietà comunale, tranne nel caso che tali interventi siano dovuti azioni colpose o dolose degli assegnatari. In quel caso l’onere della manutenzione ricade su chi vive nell’area.

Interessante l’art. 8 del Regolamento che prevede che le famiglie che vivono in quell’area attrezzata devono garantire l’assolvimento degli obblighi scolastici da parte dei minori residenti nell’area; mantenere in buono stato i beni e le attrezzature comunali ed i servizi presenti all’interno dell’area di sosta; impedire il formarsi, all’interno dell’area, di rifiuti; curare la pulizia della piazzola assegnata, degli spazi e dei servizi comuni; rispettare le normative vigenti in materia di utilizzo delle bombole di gas, degli allacciamenti alle prese dell’energia elettrica, dell’acqua e agli scarichi dei vari moduli abitativi; provvedere autonomamente all’allacciamento all’energia elettrica e all’acqua, pagando i relativi corrispettivi; assolvere agli obblighi relativi al pagamento dei tributi e dei corrispettivi comunali; sostenere le spese per la manutenzione ordinaria delle strutture e dei servizi presenti nell’area di sosta; non svolgere attività all’aperto che possa causare disturbo ai confinanti e alla quiete pubblica; impegnarsi a presentare domanda per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare o di edilizia pubblica convenzionata e aderire al progetto socio-educativo proposto dal Comune.

Al regolamento mancava però un tassello fondamentale: stabilire i canoni annui di concessione per ciascuna famiglia per poter risiedere in quell’area attrezzata.

Per arrivare alla determinazione di quei canoni si è dovuto aspettare due mesi, il 22 settembre, quando la Giunta ha deliberato i canoni. Una situazione che ha creato anche qualche dubbio sulla legittimità del secondo provvedimento, considerato che la Delibera di luglio prevedeva che le tariffe fossero fissate “entro trenta giorni dall’approvazione del presente regolamento”.

Comunque sia, la Giunta di Sona ha stabilito che per ciascuna famiglia che andrà ad abitare nella nuova area i canoni, da pagarsi in rate semestrali, siano di 360 euro per piazzola con casa mobile messa di disposizione dal Comune e di 288 euro per piazzola con casa mobile di proprietà della famiglia.

La delibera, inoltre, prende atto della disponibilità delle famiglie a svolgere lavori di pubblica utilità nell’ambito di un programma da definire annualmente e da concordare con l’Ufficio Tecnico Lavori e stabilisce che le utenze dei servizi (come acqua, luce, gas, tariffa rifiuti, ecc.) dovranno essere intestate direttamente ai singoli nuclei familiari.

Ora rimane solo da attendere lo spostamento effettivo delle famiglie. Un evento che chiuderà definitivamente una vicenda aperta da decenni e che sicuramente va considerato un gran risultato per l’Amministrazione Mazzi.