Lugagnano nel cuore di don Mario Castagna, sacerdote da settant’anni

Catholic priest in green vestments reads from a sheet of paper at a church altar with two lit candles.

Ci sono vite che si misurano con le date e altre che, dentro quelle date, riescono a contenere intere comunità. Per don Mario Castagna, domenica 5 luglio, le due dimensioni si sono incontrate nella chiesa di San Mauro di Saline: settant’anni di sacerdozio, celebrati insieme ai parrocchiani che da quasi diciotto anni lo vedono arrivare dalla strada della Lessinia, entrare in paese e prepararsi ancora una volta alla Messa.

Settant’anni dall’1 luglio 1956, quando l’allora vescovo Giovanni Urbani lo ordinò sacerdote. Un tratto di strada lunghissimo che don Mario continua a percorrere anche nel senso più concreto del termine. Ha compiuto 94 anni il 18 giugno, ha rinnovato da poco la patente e dalla sua casa di San Rocco di Piegara, frazione di Roverè Veronese, raggiunge in automobile San Mauro per celebrare e accompagnare la comunità.

A ricordare l’anniversario sono stati innanzitutto i parrocchiani di San Mauro, gli stessi che hanno ripercorso l’arrivo in paese di quello che per tutti è semplicemente don Mario. Era il 2008 e l’allora vescovo Giuseppe Zenti gli aveva affidato l’incarico di amministratore parrocchiale. La prospettiva iniziale era quella di una presenza limitata a pochi mesi. Quei pochi mesi sono diventati quasi diciotto anni, un tempo abbastanza lungo da trasformare un incarico provvisorio in un legame stabile, fatto di celebrazioni, incontri, funerali, feste e domeniche condivise.

Ma per comprendere fino in fondo questi settant’anni bisogna scendere dalla Lessinia e tornare a Lugagnano, il luogo che più di ogni altro ha segnato la vita sacerdotale di don Mario.

Nato a Velo Veronese, dove ricevette il battesimo e frequentò le scuole elementari, lasciò presto le montagne per entrare in Seminario, indirizzato da don Marcellino Orlandi. Dopo l’ordinazione arrivarono le prime esperienze pastorali e quindi Lugagnano, inizialmente come curato e poi come parroco per trentadue anni, fino al 2007. Sommando i due periodi, sono trentacinque anni vissuti dentro la stessa comunità: una parte enorme della sua esistenza e una pagina decisiva della storia recente del paese.

A Lugagnano don Mario non ha soltanto celebrato Messe. Ha accompagnato generazioni di bambini, famiglie, giovani e anziani. Ha lasciato opere concrete come la scuola materna, il centro parrocchiale, la casa degli Scout e il grande affresco nella chiesa. Ma soprattutto ha costruito relazioni capaci di resistere al passare degli anni e alla distanza.

Lo si vide con chiarezza il 18 giugno 2016, quando proprio a Lugagnano festeggiò il sessantesimo anniversario di sacerdozio (nelle foto di questo articolo, di Mario Pachera). La chiesa era piena e don Mario, che quel giorno compiva 84 anni, aveva davanti molti dei volti incontrati durante il suo lungo ministero. Poco prima della celebrazione aveva chiesto a due religiose: “Come sta il mio asilo?”. Una domanda pronunciata quasi di passaggio, ma sufficiente a mostrare quanto ancora sentisse sue le opere e le persone lasciate in paese.

Durante quella Messa la sua voce, ancora forte, si era spezzata più volte per la commozione. Guardando la chiesa aveva detto: “Questa chiesa mi riempie di commozione”. Accanto a lui c’erano i sacerdoti di Lugagnano e alcuni curati che avevano condiviso una parte del cammino. Don Roberto Tortella aveva ricordato: “Devo a don Mario il mio essere sacerdote”. Don Bruno Zuccari lo aveva indicato come “un esempio di come si possa essere pastori lasciando la libertà di agire”.

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Quel giorno si era concluso attorno a un risotto condiviso. Don Mario aveva salutato le persone una per una, tra abbracci, sorrisi e ricordi. Non era stata soltanto una festa per un anniversario sacerdotale. Era stata la fotografia di un rapporto che trentadue anni da parroco, tre da curato e il trasferimento altrove non erano riusciti a consumare.

Dopo Lugagnano ci sono stati Erbezzo, un anno di servizio tra le chiese di Roverè e San Vitale e infine San Mauro di Saline. Luoghi diversi, tenuti insieme dalla stessa disponibilità a rimettersi ogni volta in cammino.

Domenica 5 luglio, nella piccola comunità lessinica, il numero settanta ha avuto dunque un peso che va ben oltre una ricorrenza. Dentro ci sono le montagne dell’infanzia, il Seminario, l’ordinazione del 1956, le navate di Lugagnano, le opere costruite, i ragazzi diventati adulti, i curati accompagnati, il ritorno in Lessinia e quella strada che ancora oggi don Mario percorre in automobile per andare a celebrare.

San Mauro lo ha festeggiato come il sacerdote che da quasi diciotto anni serve il paese. Lugagnano, anche da lontano, non può che riconoscere in questo anniversario un pezzo importante della propria storia. Perché alcuni parroci passano da una comunità. Altri vi restano dentro, anche quando la vita li conduce altrove.

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Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.