Lugagnano: la Regione autorizza la riapertura della Discarica Cà di Capri. Ed è polemica

Lunghissima e parecchio travagliata è la vicenda della contestatissima discarica Cà di Capri, che sorge a nord dell’abitato di Lugagnano.

L’ultimo atto registrato era stata la sentenza del Consiglio di Stato, attivato da un ricorso del Comitato dei Cittadini, che lo scorso anno aveva annullato l’autorizzazione che consentiva la riapertura della discarica Cà di Capri con il conferimento del car fluff.

Arriva invece in questi giorni, del tutto inaspettata, la decisione della Giunta Regionale del Veneto che con delibera 1148 del 12 luglio scorso, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione del 9 agosto, autorizza nuovamente l’apertura della discarica, sempre con il conferimento di car fluff.

La discarica Cà di Capri è una ferita aperta sul nostro territorio da ormai troppi anni. Questa Amministrazione – dichiara a caldo il Sindaco Gianluigi Mazzi – ha cercato fin da subito la via del dialogo con tutti i portatori di interesse: cittadini, istituzioni e proprietà, con l’obiettivo di mettere fine a questa vicenda e salvaguardare la salute dei nostri cittadini e l’ambiente nel quale viviamo. Quando nel 2013 è nuovamente iniziato in Regione l’iter autorizzativo per la riapertura della discarica abbiamo partecipato a tutti i tavoli istituzionali per portare le ragioni dei nostri cittadini e le nostre proposte concrete per effettuare una vera messa in sicurezza della discarica.

Purtroppo in tutte le commissioni VIA in Regione siamo sempre stati gli unici, su circa una decina di istituzioni coinvolte, a votare un deciso NO alle proposte di autorizzazione, che miravano a concedere nuovamente il conferimento del car fluff – spiega l’Assessore Dalla Valentina, che ha sempre rappresentato il Comune di Sona in questi incontri.

Per questa Amministrazione rimane fondamentale l’obiettivo di chiudere e mettere in sicurezza la discarica Cà di Capri – prosegue il Sindaco Gianluigi Mazzi – ma non accettiamo questo modo di procedere e di non coinvolgerci da parte della Regione, che non ha mai ascoltato le nostre legittime richieste; pertanto non ci resta che alzare il tono del confronto senza indugi e muoverci come Amministrazione con decisione, anche per vie legali. La salute dei cittadini non ha colore politico e viene prima di ogni altra questione.

La questione molto preoccupante della riapertura della Cà di Capri era ritornata di attualità a seguito della richiesta proposta dalla Rotamfer, la ditta che gestisce il sito, di vedersi approvato un nuovo piano di completamento. Piano che la Regione aveva poi approvato nonostante il voto contrario del Comune di Sona.

Il Comitato dei Cittadini di Lugagnano, a seguito di quanto era successo nel corso della seduta del Consiglio Comunale di Sona quando si era deliberato di non proporre ricorso ma di fornire ogni sostegno tecnico e giuridico al Comitato, aveva deciso di presentare comunque ricorso solitario al TAR, con il supporto di Legambiente.

Si va in udienza e la sezione terza del Tribunale Amministrativo del Veneto con sentenza n. 1049/2013 accoglie il ricorso del Comitato del Cittadini e annulla la Delibera della Regione in quanto, si legge in quella sentenza, “con il progetto approvato si passa immotivatamente da una messa in sicurezza a un ampliamento della discarica esistente”.

Quella sentenza del TAR, come ampiamente previsto, viene successivamente impugnata avanti il Consiglio di Stato da Rotamfer e Regione Veneto. Anche questa volta a costituirsi è solo il Comitato dei Cittadini, con Legambiente, in quanto il Comune di Sona tra molte polemiche decide comunque di non affiancarsi al ricorso.

Nella prima seduta il Consiglio di Stato si limita ad emettere un’Ordinanza con la quale accoglie l’istanza di Rotamfer e Regione Veneto e sospende la sentenza del TAR in quanto ritiene troppo complessa la vicenda per una decisione immediata. Viene quindi ‘congelata’ la sentenza del TAR per evitare un vuoto – e conseguenti pericoli – nella gestione della discarica, fissando la successiva udienza per il 2 dicembre 2014, per poter entrare nel merito tecnico e puntuale delle richieste e delle istanze delle parti.

Il 2 dicembre si tiene l’udienza a Roma ma solo il 23 marzo 2015 arriva la decisione che sembra mettere una parola definitiva sulla vicenda, in quanto vengono pienamente accolte tutte le tesi del Comitato dei Cittadini di Lugagnano e di Legambiente.

A fronte del parere della Commissione Regionale V.I.A. che si esprimeva favorevolmente sulla richiesta di variante sostanziale al progetto di ampliamento del 3° lotto della discarica in loc. Cà di Capri, subordinandolo ad una serie di incisive prescrizioni sul materiale introducibile e limitandola espressamente alla sola messa in sicurezza operativascrivono infatti i giudici amministrativiil nuovo parere favorevole n. 441 del 23 ottobre 2013, espresso sull’istanza di revisione del precedente parere anch’esso finalizzato alla messa in sicurezza operativa della discarica, ammette, oltre al conferimento dei materiali indicati nel precedente parere, anche quello del fluff espressamente escluso secondo il parere n. 315 del 21 settembre 2010, e altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti; inoltre, si indica espressamente il raggiungimento di una volumetria complessiva di mc. 715.024 (di cui 379.184 di rifiuti per conto proprio e 297.937 per conto terzi), di cui non vi era alcuna traccia nel precedente parere”.

Sebbene non possa dubitarsi che tale nuovo parere consegua all’istanza di revisione – proseguono i giudici nella sentenza 1564 – non può d’altra parte sottacersi che il nuovo parere favorevole emesso dalla Commissione Regionale V.I.A. non da in alcun modo conto delle ragioni che hanno indotto ad accogliere in modo pressoché integrale l’istanza di revisione e soprattutto a ritenere superato il precedente parere del 21 settembre 2010 che, sebbene anch’esso favorevole, aveva del tutto evidentemente una portata minore, tanto da essere ritenuto non soddisfacente dall’A.T.I. Rotamfer. Nel caso in esame – spiegano i giudici – è sostanzialmente autorizzato non solo il sostanziale prosieguo dell’attività, ma addirittura la sua ulteriore implementazione.

Nella sostanza quella sentenza, che respingeva i ricorsi di Regione e Rotamfer, stabilisce che non vi potranno più essere ampliamenti della discarica, che non potranno mai più essere conferiti car fluff o rifiuti pericolosi e che l’unica condotta ora possibile per Rotamfer è quella di colmare la discarica esistente, ed esclusivamente con inerti.

Sembrava la parola definitiva. Ed invece, come si diceva all’inizio, arriva questa nuova delibera della Regione Veneto che, di fatto, riapre tutta la vicenda.