C’è un nastro di terra che oggi parla la lingua dei cantieri e domani potrebbe cambiare il passo a un paese intero. È la pista realizzata a Lugagnano per i lavori dell’Alta Velocità tra località Messedaglia e via Rampa/via Stazione: un tracciato nato per far scorrere mezzi e materiali, ma che da mesi viene guardato con un’altra immaginazione addosso, quella di un collegamento ciclopedonale vero, utile, quotidiano.
A rimettere la questione al centro del Consiglio Comunale di Sona è un’interrogazione consiliare datata 20 marzo, firmata dai consiglieri di Scelta per Sona, Sona Domani e Fratelli d’Italia e indirizzata al presidente del Consiglio Edgardo Pesce, all’assessore Roberto Merzi e al sindaco Gianfranco Dalla Valentina. Il punto, scritto nero su bianco, è semplice: dopo le parole spese e gli impegni dichiarati, a che punto siamo davvero.
Il documento ricorda che una prima richiesta politica era già arrivata con una interpellanza del 18 aprile: si chiedeva chiaramente se l’Amministrazione intendesse acquisire quel tracciato e trasformarlo, una volta chiusi i cantieri TAV, in un percorso ciclopedonale “a servizio della comunità”. Non un’idea estemporanea, sostengono i firmatari, ma il frutto di un lavoro iniziato negli anni precedenti, quando la precedente amministrazione aveva spinto perché le piste di cantiere dell’Alta Velocità, una volta finite le opere, potessero essere cedute al Comune e “riciclate” come infrastrutture leggere.
In quella ricostruzione c’è un passaggio chiave: l’interrogazione parla di una prescrizione CIPE che aprirebbe alla possibilità di cedere al Comune le piste di cantiere a nord della linea ferroviaria. È qui che il ragionamento diventa concreto: non si discute soltanto di desideri o buone intenzioni, ma di una cornice che, almeno sulla carta, renderebbe praticabile la trasformazione.
Poi c’è la data che pesa come un promemoria: il 21 maggio, in consiglio comunale, rispondendo alla prima interpellanza, l’assessore Roberto Merzi avrebbe confermato la direzione. Nel documento vengono riportate testualmente alcune frasi pronunciate in aula, che suonano come una promessa pubblica e misurabile: “Confermo che l’intenzione dell’amministrazione è quella di proseguire per arrivare all’acquisizione di questo importante collegamento quindi la risposta è sì, certo, stiamo ancora sul pezzo e stiamo trattando questa cessione.”
E ancora, sempre Merzi in consiglio comunale: “Quel percorso diventerà, e noi perseguiremo assolutamente questa strada, un percorso ciclopedonale.” Nella stessa occasione, si sarebbe anche indicato un orizzonte temporale: la consegna dell’area al Comune non prima della fine del 2026.
Ecco perché oggi l’interrogazione chiede aggiornamenti puntuali. I consiglieri di minoranza domandano di sapere qual è lo stato delle interlocuzioni con RFI, CEPAV e con gli altri soggetti coinvolti; chiedono di chiarire se l’Amministrazione stia procedendo “concretamente” lungo il percorso annunciato; vogliono capire “a che punto” sia il progetto e quali tempi siano prevedibili per arrivare non solo all’acquisizione, ma anche alla futura realizzazione del collegamento. I firmatari chiedono una risposta scritta e la discussione nel prossimo Consiglio Comunale utile.
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