La scuola dell’infanzia paritaria “Don Fracasso” di Lugagnano allestisce ogni anno mostre originali, fuori dagli schemi, dove il vintage dialoga con l’avanguardia e lo scarto industriale si trasforma in un’opera d’arte unica. Stupisce, infatti, trovare esposti lavori realizzati ispirandosi ai colori, alle linee, alla visione di artisti come, per esempio, la giapponese Yayoi Kusama, la cui ossessione per i pois si riconosce in alcuni tavolini e sedie vintage ridipinti per l’occasione.
Colpisce anche come le mostre di questa scuola siano sempre rigorosamente legate ad un’idea di riciclo creativo perché basate sulla filosofia dello sviluppo sostenibile, che i bambini imparano sin da piccoli. Chi si accinge a vedere l’esposizione, rimane incantato di fronte alla quantità di opere diverse e coloratissime, dove materiali di scarto hanno una nuova vita diventando lampadari, cornici, piante di cactus, tavolini ricoperti di stoffa, cornici, maschere e pupazzi. Il tutto in una serie di piccoli ambienti vivi, capaci di accogliere il bambino nella sua unicità e di sostenerlo nel suo percorso di crescita.
La mostra si chiama “Abitare la scuola e abitare la casa” e “nasce dalle riflessioni che sono emerse tra i piccoli ad inizio anno scolastico. Cercando di capire cosa sono i diritti di ognuno, ne sono emersi due ritenuti prioritari: stare a casa e stare a scuola”, dice l’insegnante Marilena Milano.
“L’esposizione si propone perciò di tradurre il diritto fondamentale dei bambini ad avere un luogo sicuro in cui stare bene, cioè sentirsi accolti, protetti e nelle condizioni di crescere serenamente. Qui si intrecciano relazioni significative, ma si può anche trovare spazio e momenti di pausa, dove stare tranquilli da soli e in ascolto di sé. Abitare davvero uno spazio significa anche essere liberi di provare, sbagliare, fare errori senza paura, a volte anche provare noia.” La noia è fondamentale e oggi piuttosto sottovalutata. Il bambino non ha bisogno per forza di riempire tutti i tempi e gli spazi, deve anche potersi serenamente annoiare perché è in queste circostanze che nascono le idee più creative, i pensieri più profondi.
Esplorando la mostra, una sezione è completamente dedicata alla geometria e al colore, che non sono solo elementi estetici, ma veri e propri strumenti educativi: attraverso forme e strutture i piccoli si accostano al concetto di ordine, misura e bellezza, sviluppando competenze di vario genere. I materiali presenti in questa zona, diversi per colore, forma e dimensioni, sono tutti scelti nell’ottica del riuso creativo.
Se prima erano destinati ad altre funzioni, ora vengono sperimentati in altri ambienti e per altri scopi. “Il riciclo creativo vuole valorizzare anche il passato – dice Marilena Milano -. Ogni oggetto esposto, come per esempio il vecchio telefono e la valigia di cartone presenti all’entrata, portano con sé tracce, storia e memorie che non vengono cancellate ma reinterpretate”.
“A questo proposito – precisa la coordinatrice Sabrina Montresor – ci teniamo molto a ringraziare l’Associazione Il Dono di Lugagnano e l’azienda Litofilm di Sommacampagna, che ci hanno regalato tanti materiali, a cui abbiamo cercato di dare nuova vita grazie alla fantasia dei bambini: sagome di cartone, tappi, bottigliette dello yogurt, carta da imballaggio, vecchie stoffe e tanto altro.”
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