Ci sono luoghi che si capiscono davvero soltanto quando le porte si aprono. Quando gli oggetti conservati nelle stanze smettono per qualche ora di essere semplicemente cose esposte e tornano a raccontare vite, lavori, guerre, fatiche. E quando, appena fuori, quello stesso spazio si riempie di bambini, famiglie, musica, tavoli e persone che arrivano magari per curiosità e finiscono per fermarsi.
A Lugagnano, sabato 5 settembre e domenica 6 settembre, la Baita Alpini “Arnoldo Cristini” di via Caduti del Lavoro 4 prova a tenere insieme proprio questi due mondi. Il titolo scelto per l’iniziativa dice già molto: “Una Baita e un Museo per Tutti”. Due giornate nelle quali la sede degli Alpini e il museo diventano un punto aperto del paese, con un programma costruito attorno alla storia, alla memoria locale e alle attività per le famiglie.
L’iniziativa vede insieme l’Associazione Nazionale Alpini – Sezione di Verona, Gruppo di Lugagnano, il Gruppo Storico 6° Alpini – BTG Verona e l’Associazione Museo Storico “Baita Monte Baldo”, con il patrocinio del Comune di Sona. Il Baco da Seta è media partner dell’evento.
Si comincia sabato 5 alle 15. Dopo l’alzabandiera e l’inno di Mameli partiranno le visite al Museo Storico Alpini e della Civiltà locale, organizzate con turni legati all’afflusso dei visitatori. Non sarà quindi soltanto un percorso nella storia militare alpina: nelle sale trovano spazio anche le arti, i mestieri e gli oggetti attraverso i quali si può leggere una parte della vita quotidiana di chi ha abitato questo territorio.
È probabilmente questo uno degli aspetti più interessanti della due giorni. La memoria militare e quella civile non vengono separate in due stanze impermeabili. Da una parte le vicende degli Alpini, dall’altra il lavoro, gli attrezzi e la quotidianità della comunità: fili differenti che, messi uno accanto all’altro, restituiscono qualcosa di più ampio di una semplice esposizione.
Fuori dalla Baita la storia prenderà invece una forma decisamente più visibile. Per tutto il pomeriggio sarà presente una rievocazione storica permanente, curata dal Gruppo Storico del 6° Alpini – BTG Verona. Scene e narrazioni riporteranno ai primi decenni del Novecento e alle vicende legate alla Prima Guerra Mondiale, trasformando l’area esterna in uno spazio nel quale uniformi, ambientazioni e ricostruzioni proveranno a dare un volto concreto a pagine che sui libri rischiano talvolta di restare lontane. Le attività del pomeriggio termineranno alle 18 con l’ammainabandiera.
Ma la Baita non richiuderà le porte. Dalle 19.30 la giornata cambierà tono e si sposterà sui tavoli e sulla convivialità, con cucina e musica. Il programma prevede la partecipazione dei “Sengàli de Lugagnàn” e di DJ Philip. Un passaggio dalla memoria alla socialità che non è secondario rispetto all’impostazione dell’iniziativa: l’obiettivo dichiarato è infatti quello di costruire due giornate aperte, nelle quali il museo non resti uno spazio per pochi appassionati ma entri nella vita del paese.
Domenica 6 si riparte alle 10, ancora con l’alzabandiera e l’inno di Mameli. Proseguiranno le attività già avviate sabato, ma davanti alla Baita l’attenzione si allargherà soprattutto ai più piccoli. La Cooperativa Hermete curerà giochi e animazione per bambini e famiglie, mentre l’Associazione i Lemuri metterà a disposizione una parete di arrampicata sulla quale i bambini potranno cimentarsi nella scalata.
Ed è forse proprio qui che il titolo “per tutti” trova la sua traduzione più concreta. Nello stesso luogo potranno ritrovarsi chi vuole osservare da vicino una ricostruzione storica, chi vuole attraversare le stanze del museo, chi accompagna un figlio ai giochi, chi prova la parete di arrampicata e chi semplicemente decide di passare qualche ora in Baita.
Un museo, del resto, vive davvero quando riesce a fare il percorso opposto rispetto a quello che spesso gli attribuiamo: non soltanto conservare il passato dietro una porta, ma riuscire a portarlo fuori. Farlo incontrare con chi quel passato non l’ha vissuto e magari lo conosce appena. Anche con bambini che, pochi metri più in là, nel frattempo giocano e si arrampicano.
“L’idea è quella di aprire davvero la nostra Baita a tutto il paese e alle famiglie – spiega al Baco il capogruppo degli Alpini di Lugagnano Alfredo Cottini -, facendo conoscere non soltanto la storia degli Alpini ma anche quella della nostra comunità. Un museo ha valore se riesce a parlare alle persone e soprattutto alle nuove generazioni. Per questo abbiamo voluto affiancare alle visite e alla rievocazione anche giochi, arrampicata e momenti di convivialità: vogliamo che in questi due giorni ciascuno possa trovare un motivo per entrare, fermarsi e magari scoprire qualcosa che prima non conosceva”.
Durante l’evento ampio spazio verrà dedicato anche alle associazioni del territorio, con la presenza della sezione di Lugagnano dell’AVIS, il Centro Aiuto Vita, il Dono ed il Gruppo Micologico.
Per due giorni, quindi, la Baita “Arnoldo Cristini” proverà ad essere molte cose insieme: museo, spazio della memoria, luogo di incontro, terreno di gioco. E in mezzo ci sarà Lugagnano, chiamata non soltanto a guardare ciò che viene conservato dentro quelle stanze, ma a entrarci e farlo tornare, almeno per un fine settimana, parte della vita del paese.
© 2026 Riproduzione riservata
