Lugagnano: in arrivo minori stranieri o mamme con bimbi piccoli. Il Sindaco: “Ho ricevuto anche minacce”

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A Lugagnano aprirà, presumibilmente tra aprile e maggio, un centro per l’accoglienza di persone richiedenti protezione internazionale. La scelta, però, è importante: ospitare minori non accompagnati, tra i 14 e i 17 anni, oppure mamme con bimbi piccoli. Il Comune ha chiesto di poter accogliere anche mamme italiane in difficoltà.

Trova risposta quindi una domanda che da tempo girava per la frazione, dando adito anche a squallide speculazioni sui social locali.

I minori o le mamme con i bimbi piccoli verranno ospitati in una casa di due piani acquistata dalla Cooperativa Spazio Aperto e posizionata in via Pelacane.

La decisione definitiva su quali saranno gli ospiti verrà presa presumibilmente la prossima settimana, e nel frattempo il Sindaco sta incontrando le forze politiche, le Associazioni e, sempre la prossima settimana, i Parroci del Comune in maniera da coinvolgere l’intera comunità in questa importante scelta, che comunque il Comune deve coordinare con l’Ulss e con la Prefettura di Verona.

Siamo stati obbligati dal Prefetto e dal Ministero dell’Interno a fare delle scelte – spiega al Baco il Sindaco Gianluigi Mazzi -: ogni scelta porterà comunque alla presenza di rifugiati sul nostro territorio. Va deciso, insieme all’intera comunità, se essere protagonisti nella gestione, nell’organizzazione, nell’operatività o se invece semplicemente subirla, lasciando tutto in mano alle cooperative e alla Prefettura, che decideranno senza un ruolo primario del Comune. Chi oggi afferma che è possibile non far arrivare nessun rifugiato a Sona dice sciocchezze solo per motivi elettorali o di bassa propaganda. Non fornisce risposte precise, ma solo finge di non capire, di non sapere, di non voler risolvere un’emergenza. Non è così che si amministra un territorio: il primo cittadino e chi rappresentai i cittadini di questa comunità, che opera all’interno dello Stato italiano, è chiamato oggi a prendere parte ad un problema internazionale e a decidere con la massima urgenza.

Io stesso avrei il mio punto di vista – indica il Sindaco Mazzi –. Sono veramente molto critico soprattutto sul modo con cui sono state gestite fino ad oggi le politiche internazionali. Ma sono idee che per ora lascio da parte, non è il mio compito quello di pensare alle scelte di natura internazionale, oltre a non avere alcun potere in materia ovviamente. Io ho invece il dovere di porre come primario obiettivo la risoluzione di un problema umanitario a Sona, qui, con persone che hanno bisogno di noi. Ci siamo orientati sull’accoglienza di minori e donne vittime di violenza, mamme che necessitano di protezione.

Con quale modalità? Sprar o Cas? lo decideremo prima possibile, ma lo voglio fare con tutti gli attori di questa comunità: Comune, Parrocchia, Associazioni, cittadini, AUSLL 9 Scaligera (Ex ASL 22), servizi sociali, dipendenti del Comune. Ognuno deve e può essere coinvolto, sia nella parte decisionale sia in quella operativa. Non sopporto chi non si presenta al tavolo, chi evita di condividere e discutere il proprio punto di vista, chi si tira fuori: è troppo facile criticare senza sapere, sparare a zero senza neppure affrontare il problema.

Nei quattro anni del mio mandato gran parte del tempo l’ho dedicata a risolvere le questioni lasciate in sospeso dalla precedente amministrazione: questa situazione va invece affrontata subito! Chi amministrerà dopo di me avrà in mano un progetto operativo funzionante, e potrà decidere se portarlo avanti oppure no, ma avrà comunque in mano una decisione presa, una scelta ponderata fatta, una squadra operativa coinvolta.

Ho già ricevuto delle minacce da alcuni nostri concittadini per questa vicenda – conclude amaramente il primo cittadino di Sona: nessun problema, si va avanti.