Sui campi di Lugagnano l’estate ha avuto il rumore secco delle palline colpite in corsa, le attese tese a bordo campo, gli applausi dopo gli scambi più lunghi. Si è chiusa sabato 4 luglio, negli impianti sportivi comunali gestiti dalla Polisportiva Vivosport, una nuova edizione del torneo di tennis che ha portato in campo numeri importanti e una partecipazione capace di raccontare molto più di una semplice competizione sportiva.
Sono stati 153 i tennisti che si sono sfidati nel corso del torneo, tra cui 29 donne, con incontri aperti fino alla terza categoria. Un dato che restituisce la dimensione di un appuntamento cresciuto attorno agli impianti comunali e alla loro capacità di diventare, nei giorni del torneo, un piccolo centro di gravità sportivo per atleti, famiglie, appassionati e volontari.
Il premio più ambito è andato ad Anna Ramponi nel tabellone femminile e ad Alessandro Nannini in quello maschile. Due nomi che chiudono l’albo d’oro di questa edizione, ma anche due percorsi costruiti partita dopo partita, dentro un torneo che ha chiesto continuità, tenuta mentale e qualità tecnica.
Alla conclusione dell’evento erano presenti il sindaco di Sona Gianfranco Dalla Valentina, l’assessora allo sport Orietta Vicentini, il presidente della Polisportiva Vivosport Claudio Hueller, recentemente intervistato da Il Baco da Seta, e il presidente dell’ATL Giancarlo Cristini. Una presenza istituzionale e sportiva che dà il segno del valore riconosciuto a una manifestazione capace di muovere persone, energie e relazioni attorno a un luogo pubblico.
Il torneo di Lugagnano conferma così una verità semplice ma decisiva: gli impianti sportivi comunali non sono soltanto campi, spogliatoi e reti. Sono spazi dove una comunità misura la propria vitalità. Lo si vede nei giocatori che arrivano con la borsa in spalla, nei familiari che seguono le partite sotto il sole, negli organizzatori che controllano orari e tabelloni, nei volontari che fanno funzionare ciò che spesso resta invisibile.
Ed è proprio qui che l’evento trova una parte importante della sua forza. Gli organizzatori hanno voluto ringraziare tutte le persone che, volontariamente, hanno reso possibile il torneo. Un ringraziamento che non è una formula di rito, perché dietro una manifestazione con 153 partecipanti ci sono tempo, disponibilità, presenza costante e una macchina organizzativa che deve reggere dall’inizio alla fine.
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