Come si formano, crescono e poi si diffondono in modo incontrollato le notizie, soprattutto quando si tratta di assolute fake news?
Ad un caso interessante stiamo assistendo in questi giorni sul nostro territorio, con l’ormai celebre e fantomatico “semaforo sciolto dal caldo” a Lugagnano.
Di cosa si tratta? Come si può vedere dalla foto che pubblichiamo, in effetti il gruppo semaforico dell’incrocio principale di Lugagnano, sulla direttrice Verona-Sona, in direzione Sona, risulta incredibilmente deformato, quasi sciolto. Dando vita, in un certo modo, ad un’opera di arte contemporanea, come qualcuno ha fatto notare sui social. Quasi un Dalì, o un Magritte.
Una notizia, semaforo sciolto a causa delle temperature torride di questi giorni, che ha fatto il giro d’Italia, e pure di mezza Europa. Notizie sui giornali, servizi curiosi sulle televisioni, addirittura un telegiornale spagnolo che così accompagna l’immagine di quel semaforo: “Se pensavate di aver visto tutto con l’ondata di caldo, guardate come sta soffrendo l’arredo urbano. Si tratta di un semaforo completamente fuso sotto il sole a Verona, nel nord Italia. La città di Romeo e Giulietta si trova immersa in un soffocante blocco atmosferico con massime vicine ai 40 gradi in pieno sole. Una prova visiva e impressionante di come il caldo estremo stia colpendo duramente il paese”.
Tutto bello, tutto curioso, tutto fuori dalla norma. Immagine drammatica e perfetta per raccontare questo caldo effettivamente impressionate, che sta colpendo tutta l’Europa in questo inizio estate senza tregua.
Il problema però è che il caldo non c’entra nulla con quello scioglimento. O meglio, il caldo c’entra, ma non quello prodotto dal sole. Infatti lo scorso martedì 23 giugno, attorno all’ora di cena, un’auto ha preso fuoco a Lugagnano proprio sotto quel semaforo, un brutto incendio che ha costretto la polizia locale a deviare il traffico e ha visto l’intervento dei Vigili del Fuoco per contenere le fiamme e riportare la situazione in sicurezza. Una vicenda che solo il Baco ha raccontato, in esclusiva.
Un incendio di cui si vedono ancora oggi le tracce, tanto che sotto quel semaforo “sciolto per il caldo estivo” vi è ancora la macchia larga dei prodotti utilizzati per domare il fuoco.
Quale lezione trarre da questa (piccolissima e divertente) vicenda? Quella di prestare sempre attenzione alle fonti da cui si prendono le notizie. Il Baco è una di quelle affidabili, ad esempio. Buon caldo, ma non apocalittico, a tutti.
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