“La Polisportiva è un po’ come un’azienda: c’è chi si occupa dell’amministrazione, chi della parte finanziaria, chi di quella tecnica, chi dell’organizzazione. Ognuno ha un ruolo diverso, ma l’obiettivo deve essere uno solo: il valore del gruppo deve essere superiore alla somma delle singole persone”.
È questo il messaggio che Claudio Hueller, nuovo presidente della Polisportiva Vivo Sport di Lugagnano (nella foto di Mario Pachera), ha voluto trasmettere fin dal suo insediamento. Incarico che gli è stato affidato lo scorso 20 maggio, durante il direttivo tenutosi con tutte le associazioni sportive. Hueller succede al precedente presidente Franco Castagna.
“Da soli non si va da nessuna parte, per questo voglio ascoltare tutti: tennis, calcio, danza, atletica, basket, pallavolo. Essere presidente della Polisportiva significa essere presente per tutte le associazioni, non soltanto per quella di appartenenza”. Per Hueller è fondamentale creare un vero spirito di squadra anche tra i dirigenti, il tema centrale sarà infatti la collaborazione tra le diverse sezioni.
“Il direttivo è composto dai presidenti delle varie associazioni più il presidente della Polisportiva. Sarebbe bello vedere il presidente del tennis partecipare alla premiazione di un evento calcistico, o viceversa. Dobbiamo sentirci parte della stessa famiglia sportiva, siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo remare nella stessa direzione. È chiaro che qualcuno farà più fatica o avrà esigenze diverse, ma bisogna creare una cultura della collaborazione. Se una sezione, come ad esempio la danza, ha meno iscritti e fatica a sostenersi, chi è più forte deve essere disposto a dare una mano. È questo lo spirito di una polisportiva, secondo me”.
Un altro obiettivo è quello di allargare la comunità che ruota attorno alla Polisportiva: “Vorrei attirare sempre più persone, giovani e meno giovani. Lo sport non è soltanto attività fisica: è salute, socialità, educazione. Mi piacerebbe che la Polisportiva diventasse un punto di riferimento per il territorio – prosegue – lavorerò per aumentare il numero degli iscritti ma anche per sviluppare progetti che abbiano una visione, investendo in migliorie che abbiano senso e siano durature, non fare interventi destinati a essere rifatti dopo pochi mesi”.
Hueller racconta di aver trovato un clima positivo già dal primo direttivo: “Ho trovato persone disponibili e di buon senso. Dopo il primo direttivo ho proposto di andare tutti insieme a mangiare una pizza, ognuno pagando la propria parte, semplicemente per conoscerci meglio. Credo che anche questi momenti aiutino a costruire un gruppo”.
Parlando della gestione precedente, preferisce non esprimere giudizi personali, pur riconoscendo alcune criticità emerse negli anni: “Molte responsabilità erano concentrate nelle mani del presidente uscente e tutto doveva passare attraverso la su figura – ci spiega – ma quando non si delega e si cerca di controllare ogni cosa il rischio è quello di caricarsi di un peso enorme. Alla lunga diventa difficile per chiunque”.
Un altro punto fondamentale per il nuovo presidente è che deve esserci una distinzione tra le attività rivolte al territorio e quelle di natura commerciale. “Se un’azienda privata mi chiede di utilizzare gli impianti per organizzare un evento è giusto che paghi il servizio. Diverso è il discorso quando si parla di ragazzi, scuole o associazioni del territorio – precisa -. In quei casi bisogna trovare un equilibrio e ragionare anche sul valore sociale di quello che si fa. Cento euro in meno non cambiano il bilancio di una polisportiva, ma possono fare la differenza per chi organizza un’iniziativa dedicata ai giovani”.
Infine, Hueller rivolge un pensiero a chi ogni giorno lavora dietro le quinte: “Ho conosciuto Giancarlo Franzini, che si occupa della manutenzione delle aree verdi, una persona straordinaria. Ha vissuto momenti molto difficili nella sua vita ma continua a mettersi a disposizione con un entusiasmo incredibile. Ogni mattina passo a salutarlo e a scambiare due parole. È una di quelle persone che rappresentano la memoria della Polisportiva. Accanto a lui lavora anche Giampietro Fasol, che segue gli impianti sportivi, entrambi sono persone preziose, che meritano di essere valorizzate tanto quanto chi ricopre ruoli più visibili”.
Le parole di Claudio Hueller delineano una visione che va oltre la semplice gestione degli impianti o delle attività sportive, al centro del suo mandato c’è l’idea di una Polisportiva capace di fare squadra innanzitutto al proprio interno, mettendo in rete le diverse associazioni e valorizzando il lavoro dei volontari, costruendo un senso di appartenenza condiviso.
L’EDITORIALE DEL BACOBrian May dice basta ai tour. Ma la magia dei Queen non va in pensioneUna sfida che richiederà tempo, dialogo e collaborazione, ma che potrebbe rappresentare un nuovo punto di partenza per questa realtà nata nel 2021. Come sottolinea lo stesso presidente, il valore di una comunità sportiva non si misura soltanto nei risultati ottenuti sul campo, ma nella capacità di crescere insieme, sostenersi a vicenda e diventare un punto di riferimento per l’intero territorio.
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