Lugagnano: gli Alpini consegnano la piastrina di riconoscimento di un Reduce di Russia

Sabato 18 alle ore 11.30 l’Associazione Alpini di Lugagnano, presso la Baita, ospita una cerimonia per la consegna delle piastrine di riconoscimento ai parenti del Sergente maggiore Pianaldo Guido, classe 1915, morto in Russia durante la Seconda Guerra Mondiale. L’evento è patrocinato dal Comune di Sona.

Le piastrine sono state recuperate casualmente in Russia e portate assieme a molte altre in Italia. Con cerimonie analoghe saranno consegnate, ai parenti ancora in vita, tramite l’Associazione Alpini Provinciale.

Con la  consegna di questi “pezzi di vita vissuta”, gli Alpini tentano di onorare al meglio chi le portò. Queste lodevoli iniziative rappresentano un dovuto messaggio di solidarietà verso chi ha vissuto quelle tragiche vicende e ai loro famigliari e di pace nei confronti di popoli dei quali siamo stati nemici, per cause esterne al volere dei chi le ha combattute in prima linea.

I ricercatori del Baco delle vicende storiche del nostro Comune stanno raccogliendo le informazioni che consentiranno di stampare, il prossimo anno, il terzo volume della trilogia  Lugagnano, Palazzolo, S. Giorgio, Sona: Fatti, Storie, Personaggi – che racconterà la storia civica per il periodo 1926-1951, con capitoli importanti relativi al Secondo Conflitto Mondiale.

La parte più complessa e dolorosa della ricerca è quella relativa ai Caduti e all’interna di questo capitolo, quella  degli “scomparsi”.

Sui Monumenti ai Caduti sono scritti quarantotto nomi. La ricerca ad oggi ci ha portato a verificare che altri ventiquattro sono quelli che non appaiono, perché evidentemente non fu possibile farlo al momento della costruzione del manufatto, e per altri ventre stiamo verificando presso l’Archivio di Stato se lo siano.

Perché queste incertezze? L’ultimo conflitto, che portò i giovani militari di Sona nel nord Africa, in Grecia ed in Russia, ha ancora dei capitoli aperti.

Abbiamo dovuto seguire molte tracce ambigue e contraddittorie che segnalavano anche i nomi di militari scomparsi, fortunatamente riapparsi come prigionieri o rientrati a casa dopo mesi. Purtroppo, per alcuni di essi,  non ci è ancora stato possibile confermare se la definizione di “Presenti alla Bandiera”, formula usata in quegli anni per indicare chi non era segnalato né vivo né morto, sia relativa ad un Caduto.

Cerimonie come quella organizzata dagli Alpini di Lugagnano, così come la ricerca storica che il Baco ha in corso, ci aiutano a ricordare in anni nei quali buona parte delle popolazione della terra deve convivere con un brutale terrorismo, che la via della solidarietà fra i popoli attraverso un dialogo ed un confronto fraterno sulle rispettive esigenze ed aspettative  è l’unica possibile per garantire una convivenza civica degna di questo nome alle future generazioni.