Lugagnano: E’ scomparso Francesco Tosoni, fu il primo Rettore dell’Università Popolare di Sona

E’ scomparso ieri a 89 anni Francesco Tosoni. Era nato nel 1931 a San Giorgio in Salici nei pressi dell’Ara Decima dove il padre, con i fratelli, era titolare di una mezzadria agricola.

Non gli fu possibile frequentare gli studi dopo le elementari, perché venne richiesto il suo coinvolgimento, pur in così giovane età, nell’attività agricola. Questa decisione assunta dalla famiglia ha per lui rappresentato un rammarico sempre molto vivo. Ci ricordò in un’intervista che rilasciò al Baco alcuni anni orsono, che pianse quando si rese conto che anche l’interessamento del Parroco e della maestra delle elementari perché potesse proseguire negli studi, avendo ottenuto sempre ottimi risultati scolastici, non aveva sortito un risultato positivo.

Non si perse però d’animo, anzi trovò nuove energie per ricercare strade diverse, non tradizionali per completare la propria istruzione. Ancora minorenne riuscì ad iscriversi ad un corso domenicale di disegno e pittura per artigiani a Bussolengo che frequentò per quattro anni, acquisendo così le prime nozioni nel campo artistico, settore che lo appassionerà per tutta la vita.

Nel 1939 il padre, con la famiglia, lasciò San Giorgio trasferendosi a Mancalacqua continuando l’attività di agricoltore nel settore vitivinicolo.

Giunse poi l’ora del servizio militare, del lavoro quale ferroviere, da manovale a macchinista e del matrimonio nel 1968 con Braga Maria Rosa, nativa di Sant’Agata, e la nascita di due figlie.

Nel 1987, quando l’Amministrazione comunale di Sona avviò l’Università della Terza Età e del Tempo Libero, che sarà poi trasformata in Università Popolare, fu nominato Presidente del primo Comitato di Gestione.

La passione per l’arte lo portò, al momento della pensione, a frequentare per due anni i corsi liberi dell’Accademia d’Arte Cignaroli. Accrebbe così le sue conoscenze nel campo nel campo artistico e proseguì, da dilettante, a cimentandosi in campi diversi, dall’attività di “madonnaro” a quella di pittore per chiese e cappelle della provincia veronese, nel comparto degli affreschi e dei vetri ornamentali, oltre che a quello della pittura tradizionale.

Ben lontano dal settore dal suo interesse primario, frequentò anche corsi per corrispondenza della Società Elettra, riuscendo a costruirsi un vero apparecchio radio a valvole, che mantenne in funzione per anni e frequentò anche un corso per imbalsamatori, trasformando un fagiano in un originale regalo per la fidanzata.

Sempre attento ai problemi civici locali, per sollecitare un intervento per l’asfaltatura di via Brennero, divisa in quel periodo a metà fra i Comuni di Sona e Verona e quindi non asfaltabile, espose nottetempo un cartello con il dipinto del Negus etiopico che, in passaggio da Verona, avrebbe garantito il finanziamento dell’opera a breve.

Un altro suo intervento notturno si verificò quando, protraendosi la riparazione del semaforo centrale della frazione di Lugagnano, appese a ciascuno dei semafori tre oggetti di plastica di tre colori verde, giallo e rosso per sollecitare la necessaria riparazione.

Sempre molto ironico e, come si dichiarava lui stesso “un poco matto”, (noi possiamo scrivere “eccentrico”) ha sempre minimizzato i molti riconoscimenti dei quali è colma la sua abitazione. Purtroppo, per il modo riservato di presentarsi, ha ottenuto l’attenzione per le sue poliedriche attività soprattutto da chi ha avuto l’occasione, come il sottoscritto, di conoscerlo da vicino.

I funerali si tengono venerdì 18 dicembre alle 10 presso la chiesa parrocchiale di Lugagnano.

Vadano alla famiglia le condoglianze del Baco.