Lugagnano, Corte Briggi canta con Ed Sheeran e De André sotto le stelle

Live outdoor concert at night with two musicians: a violinist and a guitarist on a lit stage, audience silhouettes in front, 'Il Baco da Seta' text in the corner.

Lo scorso fine giugno ad illuminare Corte Briggi di Lugagnano sono le diverse luci del palco che ospita una delle prime serate che compongono la rassegna estiva ideata da Giamprimo Zorzan, patron del music club “Il Giardino 2.0”.

Nonostante il caldo afoso, il pubblico ha occupato tutti i posti a sedere rigorosamente armato di ventagli e bottigliette di acqua.

A salire sul palco ad inaugurare la serata è Giulio Signorato, in arte Giulio Rod, che da più di un anno porta in giro il suo tributo ad Ed Sheeran. “Questa sera ho portato sul palco non solo i suoi brani più famosi ma anche qualcosa di più particolare” dichiara “ho deciso di voler provare qualche canzone di nicchia”.

Non a caso, la canzone di apertura della sua performance è proprio “Azizam”, primo singolo uscito dell’ultimo album del cantautore inglese, per poi passare a “I see fire”, brano utilizzato nella colonna sonora del film Lo Hobbit e “Gimme Love”, estratto del primissimo lp e meno conosciuta. Non sono mancate le popolarissime “Shape of you” e “Photograph” mentre a concludere la performance è stata proprio “Bad habits”, accolta con grande entusiasmo dai presenti.

Non passa molto tempo prima che i riflettori si spostino su una coppia di ragazzi: sono Andrea Filippi e Marianna Vidale che insieme formano “I Notturni”, noto tributo a Fabrizio De Andrè nato nel 2018 a Vicenza. Lui, voce e chitarra nel duo, indossa un paio di pantaloni lunghi neri, un maglietta bianca abbinata ad una camicia colorata e un paio di scarpe nere mentre lei, al violino, porta un vestito lungo floreale dai toni caldi.

Ad inaugurare il concerto è “La collina”, introdotta dallo strimpellio delle corde della chitarra per poi passare a brani indimenticabili come “La ballata dell’amore cieco”, “Nancy” e “Geordie”. Il pubblico rimane incantato dall’incredibile somiglianza della voce di Filippi a quella del cantautore genovese; per lo spettatore ogni esibizione rappresentava un viaggio nei testi di Faber, accompagnati dal dolce suono del violino di Marianna fino a raggiungere i punti più salienti ed emozionanti della serata, con i brani “Amore che vieni amore che va” e “La canzone dell’amore perduto”.

Andrea Filippi e Marianna Vidale
Giulio Signorato, in arte Giulio Rod

Tra risate e momenti di riflessione, Filippi e Vidale ripropongono anche “Via del campo”, “Creuza de Ma”, “Fiume Sand Creek” e “Bocca di rosa” per poi concludere la serata con un bis de “Il pescatore”, approvato con una lunga standing ovation.

“Questa sera è la terza volta che ci esibiamo per “Il Giardino 2.0”, la seconda con Marianna anche se, a pensarci bene, avevo suonato un altro paio di volte con un altro gruppo” dichiara Filippi, ricevendo un cenno di conferma dalla violinista.

Non perderti questa rubrica del Baco
Il questionario del Baco

“Abbiamo avuto qualche piccolo imprevisto, probabilmente dovuto dal caldo, ma abbiamo fatto tutto il possibile per goderci la serata e per dare il nostro meglio. A proposito, la location è a dir poco splendida!” dichiarano meravigliati al termine dell’esibizione.
“Per noi questa occasione rappresenta una grandissima responsabilità e un grande onore” aggiungono i due ragazzi.

“Io la sento come una necessità perché, come cantautore, mi ha segnato moltissimo – continua Filippi -. Per me, Fabrizio De Andrè è il cantautore che ha saputo meglio unire musica, poesia, testi che ti portano a farti delle domande e, dunque, a cercare delle risposte che possono cambiare; a livello intellettuale, lo posso considerare come un secondo padre”.

Il famoso cantautore ha saputo fondere la lezione della chanson francese, sonorità blues e folk all’interno del suo repertorio musicale, ponendo categorie socialmente basse come gli emarginati e i reietti al centro delle sue canzoni. “Sicuramente c’è una grande ricerca e vastità nei temi perché sono molto variegati – aggiunge Vidale -. De André non si è limitato agli ultimi della società e mi piace il fatto che abbia voluto trattare anche del dolore: non lo santifica ma nemmeno lo eleva, semplicemente lo racconta quindi è davvero un cantastorie”.

Nonostante la loro giovane età (lui 26 anni, lei 23), Filippi e Vidali vogliono lanciare un messaggio molto importante al loro pubblico: “Non abbiate timore di commuovervi anzi, prendete la vostra tristezza in mano e soffiatela nel fiume”.

© 2026 Riproduzione riservata

IL BACO OGNI GIORNO

Segui il Baco

Scegli il canale che preferisci per ricevere e trovare più facilmente le notizie del territorio.

Alessia Vesentini
Nata nel 2003 a Lugagnano. Diplomata presso l’istituto tecnico agrario “Stefani Bentegodi” a Buttapietra nel 2023, attualmente frequento il corso di Lettere moderne presso l’Università di Verona e collaboro con il giornalino universitario “La Gallina Ubriaca”. Amante del cinema, della musica (specialmente opera), della natura e del buon cibo.