Lugagnano: condanna a nove anni per la rissa del luglio 2014 fuori dal bar “Francesca Ni Hao”

Il violento litigio era avvenuto a Lugagnano il 27 luglio dello scorso anno tra i tavolini davanti al centralissimo bar “Francesca Ni Hao” (nella foto), proprio sulla via principale.

Coinvolti Karim Abaloul, un marocchino di 29 anni che aveva accoltellato un croato di 50 anni.

Proprio in questi giorni il processo scaturito da quei fatti è andato a sentenza, e nel corso del dibattimento è stato ricostruito quanto successo.

Tutto era nato qualche giorno prima di quel 27 luglio, quando i due uomini, ciascuno con il proprio cane, si erano incontrati per strada a Lugagnano.

Il croato, proprietario di un cane di piccola taglia, dopo che il suo cagnolino era stato quasi aggredito dal cane di taglia invece considerevole del marocchino aveva segnalato all’uomo che era il caso che tenesse il suo cane al guinzaglio.

Il marocchino gli aveva a quel punto risposto che il guinzaglio avrebbe dovuto metterselo lui, e non soddisfatto l’aveva anche duramente picchiato.

Il cittadino croato nei giorni seguenti si era nascosto in casa, per smaltire i postumi del pestaggio e soprattutto terrorizzato da quanto accaduto. A quel punto era stato raggiunto da un amico in visita da fuori città che l’aveva convinto a riprendere ad uscire di casa. Il 27 luglio i due avevano incontrato Karim Abaloul e l’amico del croato aveva chiesto al marocchino di lasciarlo in pace, dandogli anche un paio di spintoni.

Dopo quell’incontro si erano diretti al bar “Francesca Ni Hao” per bere qualcosa. E’ a quel punto che il marocchino – dopo essere passato da casa per recuperare un’arma – si è avvicinato ai due e, senza parlare, ha estratto un coltello e colpito il croato al viso e al corpo, perforandogli anche un polmone.

Sfortunatamente per lui, quanto accaduto è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza, e i fatti sono stati confermati anche da alcuni testimoni tanto che il tribunale è arrivato ad emettere a carico di Karim Abaloul – che dal 27 luglio 2014 si trova in carcere – una sentenza di condanna a nove anni. Riconosciuta a Karin l’attenuante della provocazione, è rimasta invece l’aggravante della premeditazione.

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