Lugagnano cambia ancora volto: anche don Elia lascia la parrocchia, arriva don Gabriele

Le parole sono arrivate durante la messa del sabato, dentro un’estate che per la parrocchia di Lugagnano sta diventando il confine netto tra ciò che è stato e ciò che comincerà a settembre. Dopo l’annuncio della partenza del parroco don Giovanni Ottaviani, anche il curato don Elia Aldegheri (nella foto di Mario Pachera) ha comunicato alla comunità che lascerà il paese.

Non un semplice avvicendamento, dunque. Nel giro di poche settimane Lugagnano saluta entrambi i sacerdoti che ne hanno guidato la vita parrocchiale negli ultimi anni e si prepara ad accogliere una nuova coppia pastorale. Al posto di don Giovanni, destinato a San Martino della Battaglia dopo sette anni, arriverà come parroco don Sebastiano Cassini. Ad affiancarlo sarà don Gabriele Polledri, nominato vicario parrocchiale dal vescovo Domenico Pompili.

È stato lo stesso don Elia, sabato 11 luglio, a spiegare ai fedeli la strada che gli è stata indicata. “Il vescovo Domenico mi ha chiesto la disponibilità di lasciare la parrocchia di Lugagnano e di proseguire il ministero sacerdotale in nuovi servizi”, ha annunciato.

Da settembre il giovane sacerdote inizierà gli studi per conseguire la Licenza in Diritto Canonico alla Facoltà di Diritto Canonico San Pio X di Venezia. Un percorso universitario che occuperà parte della settimana e che risponde, ha spiegato, anche a un suo desiderio personale: approfondire una materia che attraversa l’organizzazione, le regole e la vita concreta della Chiesa.

Lo studio non lo allontanerà però dal servizio nelle comunità. Per il resto della settimana don Elia sarà vicario parrocchiale a Nogara, dove continuerà il proprio impegno pastorale. “Ho accolto questi nuovi impegni che il vescovo mi affida, riconoscendo che nell’obbedienza si trova pace e serenità”, ha detto alla comunità.

Si chiude così un cammino cominciato nel 2021, quando don Elia, appena ordinato sacerdote, arrivò a Lugagnano per affiancare don Giovanni. Classe 1996, originario di Cellore d’Illasi, era stato ordinato alla vigilia di Pentecoste ed era allora il sacerdote più giovane della diocesi di Verona.

In questi cinque anni il suo volto è diventato familiare soprattutto tra i ragazzi, gli adolescenti e i giovani. Pochi mesi fa, parlando al Baco proprio dei giovani di Lugagnano, don Elia aveva restituito l’immagine di una generazione tutt’altro che vuota o indifferente: ragazzi da incontrare senza pregiudizi, capaci di profondità ma bisognosi di adulti credibili, presenti e disposti a condividere davvero un tratto di strada. Un modo di guardare alla pastorale giovanile che ha segnato il suo servizio in paese.

Non sorprende, quindi, che nella comunicazione di sabato il pensiero più diretto sia andato proprio a loro. “Ai ragazzi, agli adolescenti, ai giovani un pensiero speciale: vorrei suggerire di accogliere don Gabriele, e proseguire bene con lui il cammino che in questi anni abbiamo percorso insieme”.

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Il nuovo curato ha 30 anni, è originario di Palazzolo ed è sacerdote dal 2023. Dopo l’ordinazione ha svolto il proprio servizio a Valeggio sul Mincio. Anche per lui Lugagnano rappresenterà un passaggio importante: una comunità numerosa, viva, attraversata da molte attività e con un mondo giovanile che costituisce una delle parti più delicate e impegnative della vita parrocchiale.

Don Elia ha sottolineato proprio il valore della continuità garantita dalla presenza di un sacerdote giovane. “Il Signore è grande: anche in un tempo in cui i preti giovani sono pochi, Lugagnano avrà ancora un curato giovane. È una grazia grande”.

Dietro queste parole c’è anche la consapevolezza di una difficoltà che riguarda ormai tutta la Chiesa: il numero sempre più ridotto di sacerdoti e la necessità di distribuire presenze, responsabilità e competenze su territori ampi. A Lugagnano, però, il passaggio sarà particolarmente evidente perché coinvolgerà nello stesso momento sia il parroco sia il curato.

Settembre non porterà soltanto due nomi nuovi sull’agenda delle celebrazioni. Cambieranno riferimenti, consuetudini, modalità di lavoro e relazioni costruite nel tempo. Don Sebastiano Cassini e don Gabriele Polledri dovranno entrare insieme dentro una comunità articolata, impararne velocemente il passo e raccogliere il testimone lasciato da chi li ha preceduti.

Per don Elia comincia invece una stagione divisa tra i libri e le aule di Venezia, la vita pastorale di Nogara e una specializzazione che potrà aprirgli in futuro altri servizi all’interno della diocesi. Il distacco da Lugagnano, tuttavia, conserva inevitabilmente il peso degli incontri e dei legami maturati dal suo primo giorno da sacerdote. “Già fin da questo momento la gratitudine per questi anni a Lugagnano riempie il mio animo. Grazie di cuore”, ha concluso.

È il saluto ancora sospeso di chi non è già partito, ma sa che il tempo condiviso sta terminando. Per Lugagnano sarà un’estate di ringraziamenti e congedi, prima di voltare pagina. Non senza fatica, perché le comunità non cambiano guida come si sostituisce un nome su una porta. Ogni partenza porta via abitudini, confidenze e pezzi di strada percorsa insieme. Ogni arrivo, però, chiede lo spazio e la fiducia necessari per cominciarne una nuova.

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Francesca Tenerelli
Nata il 29 gennaio del 1976, parte attiva da sempre nella comunità di Lugagnano, con una breve interruzione per trasferimento a Decimomannu vicino a Cagliari. Ha conseguito la maturità scientifica presso il liceo Galileo Galilei a Verona e attualmente è impiegata in un’Agenzia di Assicurazioni. Sposata e madre di due figli, trova sempre il tempo per dedicarsi alla sua passione, la lettura.