Ci sono bambini che conoscono perfettamente il nome di decine di animali visti su uno schermo, ma non hanno mai raccolto un uovo nel pollaio, dato da mangiare a una mucca o osservato da vicino come vive un’ape.
Sanno che frutta e verdura fanno bene, ma qualche volta è meno scontato sapere come crescono, quando maturano e quanta strada percorrono prima di arrivare sulla nostra tavola.
È dentro questa distanza, sempre più grande, tra la vita quotidiana e la natura che acquista significato l’esperienza della Fattoria Didattica Ape Regina, in via Bussolengo 2/A a Lugagnano di Sona, partner del Baco da Seta.
Un luogo che negli ultimi anni è cresciuto molto, ma che continua a partire dall’intuizione con la quale Sara Fiume, biologa nutrizionista, che con il marito Fabiano Merzari ha dato vita al progetto: per conoscere davvero la natura non basta raccontarla. Bisogna poterla vivere.
Quando una nutrizionista decide di mettere le mani nella terra
Il Baco aveva già raccontato la storia di Sara Fiume. Originaria di Monopoli, in Puglia, biologa nutrizionista, si era trasferita a Lugagnano dopo l’incontro con quello che sarebbe diventato suo marito, Fabiano. Portatore a sua volta di competenze ed esperienze importanti per questo nuovo progetto.
Poi era arrivata la pandemia. Durante il lockdown, mentre il lavoro di formazione professionale continuava davanti a un computer, il contatto con l’orto, il frutteto e la campagna attorno a casa aveva assunto per Sara, Fabiano e per i loro figli un significato completamente nuovo. Da lì la decisione di cambiare.
Non improvvisandosi, però, agricoltrice. Sara aveva frequentato il corso per imprenditore agricolo professionale di Coldiretti e successivamente quello per operatore di fattoria didattica. Alla preparazione da nutrizionista aveva poi aggiunto anche un diploma alberghiero, per approfondire tecniche, alimenti e preparazioni da utilizzare nei propri progetti di educazione alimentare.
Competenze apparentemente differenti che alla Fattoria Ape Regina hanno trovato un punto d’incontro: terra, cibo, salute ed educazione.
La natura qui non fa da scenografia
Oggi Ape Regina è molto più strutturata rispetto alla realtà che avevamo incontrato nel 2024. Eppure il principio di fondo è rimasto lo stesso.
Qui la natura non serve semplicemente a creare un bel panorama. Diventa parte dell’esperienza. Nel Villaggio degli Animali si incontrano cavalli e pony, alpaca, coniglietti, mucche Highlander, pecore e asinelli. Ci sono poi il lavandeto, l’apiario, il bosco di gelsi e piante mellifere, il biolago e il Villaggio dei piccoli frutti.
Spazi diversi che permettono di raccontare ai bambini qualcosa che sui libri rischia di rimanere astratto: la natura è fatta di relazioni. Le api hanno bisogno dei fiori. Le piante dipendono dagli impollinatori. Gli animali hanno esigenze precise. Frutta e verdura seguono le stagioni e non il calendario del supermercato. E anche noi siamo dentro questo sistema.
Una mappa in mano e si parte
Uno degli strumenti con cui la fattoria viene esplorata è l’Educational Tour, un percorso a tappe pensato per bambini, adulti, famiglie, scuole e gruppi. Si parte con una mappa e si attraversano le diverse aree seguendo il proprio ritmo. Lungo il percorso, pannelli informativi permettono di conoscere animali, piante e ambienti, mentre alcune esperienze consentono di entrare ancora più direttamente nella vita della fattoria.
Si può dare la merenda alle mucche Highlander, incontrare gli alpaca e i coniglietti, conoscere gli abitanti della voliera, osservare il biolago e attraversare il bosco dei gelsi.
E proprio i gelsi stabiliscono un curioso collegamento con la storia del nostro territorio. Quando il Baco visitò la fattoria nel 2024, Sara raccontò di aver recuperato e piantato gelsi secolari, alberi profondamente legati alla tradizione della bachicoltura veronese.
Non potevamo non notarlo: in un luogo nel quale si racconta ai bambini la storia del baco da seta, il nostro giornale si sente inevitabilmente un po’ a casa.
Le api spiegano anche ciò che mangiamo
Il nome Ape Regina non è stato scelto casualmente. Le api rappresentano uno dei cuori del progetto e vengono raccontate attraverso un’esperienza specifica.
Con l’Ape Regina Experience famiglie, bambini e gruppi possono conoscere l’organizzazione dell’alveare, il lavoro dell’apicoltore, i prodotti delle api e il ruolo delle operaie e della regina. Attraverso un’arnia didattica è possibile osservarne il mondo in sicurezza e, su richiesta e con l’accompagnamento dell’apicoltore, l’esperienza può comprendere anche la visita all’apiario.
Ma per Sara Fiume l’ape contiene anche un messaggio strettamente collegato alla sua formazione professionale. Già nell’intervista al Baco spiegava come ape regina e api operaie nascano senza differenze sostanziali e sia anche la diversa alimentazione ricevuta a determinarne lo sviluppo. Un esempio naturale potentissimo per una nutrizionista: ciò che mangiamo contribuisce a costruire ciò che siamo.
Imparare da dove arriva il cibo
L’educazione alimentare rappresenta infatti uno dei fili che attraversano tutta l’esperienza di Ape Regina. Per un bambino raccogliere un frutto è molto diverso dal trovarlo dentro una vaschetta.
Significa vedere la pianta dalla quale nasce, capire che esiste una stagione nella quale quel frutto matura e scoprire che prima di arrivare sulla tavola c’è stato un lavoro.
La fattoria propone percorsi didattici dedicati proprio a bambini e ragazzi, con l’obiettivo dichiarato di far conoscere territorio, agricoltura, prodotti, tradizioni locali e legame tra alimentazione e salute.
La fattoria diventa così una grande aula senza pareti. E la lezione può iniziare davanti a un animale, continuare nell’orto e concludersi mangiando qualcosa che arriva proprio da quella terra.
La scuola esce dalla scuola
Una parte importante dell’attività è dedicata proprio alle scuole. I percorsi possono essere adattati all’età e alle esigenze dei gruppi e svilupparsi nell’arco di mezza giornata oppure dell’intera giornata. L’obiettivo va oltre l’apprendimento di qualche nozione sul mondo agricolo.
La proposta educativa punta infatti anche a sviluppare responsabilità, autonomia, rispetto degli esseri viventi, conoscenza dell’origine degli alimenti e consapevolezza del rapporto tra uomo e ambiente. Concetti grandi, che però diventano molto più comprensibili quando un bambino può toccarli con mano.
Le Settimane Verdi: crescere sporcandosi un po’
Lo stesso principio ritorna nelle Settimane Verdi, dedicate ai bambini dai 3 agli 11 anni. Le giornate comprendono attività con gli animali, esperienze nell’orto e nel frutteto, laboratori, letture, gioco libero e strutturato e momenti di relax nel verde.
La filosofia è semplice: imparare attraverso il fare. Prendersi cura, osservare, provare, sbagliare, sporcarsi le mani.
Esperienze normali per generazioni di bambini cresciuti nei nostri paesi e diventate invece meno scontate per chi oggi trascorre gran parte della giornata tra casa, scuola, automobile e dispositivi digitali. Ape Regina prova a restituire loro un pezzo di quella libertà.
Compleanni con gli animali al posto delle pareti
Anche un momento tradizionalmente legato a sale giochi e locali chiusi può cambiare completamente ambientazione.
La fattoria organizza infatti gli Agri-Compleanni, insieme ad attività ed esperienze dedicate alle famiglie. Ci sono poi la Pony Experience, gli appuntamenti del fine settimana e il Villaggio dei Bambini, che affianca la componente ludica a quella educativa.
Perché imparare qualcosa non significa necessariamente accorgersi che si sta imparando. Per un bambino può semplicemente voler dire trascorrere una giornata divertendosi in mezzo agli animali. Il resto arriva quasi da solo.
Dal campo direttamente alla spesa
Ape Regina rimane però prima di tutto anche un’azienda agricola. Il punto vendita propone frutta e verdura a km 0 e prodotti legati all’attività della fattoria.
È l’altra faccia dello stesso progetto. Dopo aver raccontato ai bambini da dove arriva il cibo, la filiera si chiude permettendo alle famiglie di portare a casa ciò che viene prodotto sul territorio.
Il chilometro zero smette così di essere uno slogan e torna al suo significato letterale: ridurre la distanza tra chi produce e chi mangia.
Un progetto che continua a crescere
Quando incontrammo Sara Fiume nel 2024, molti degli spazi della fattoria erano ancora in evoluzione. Ci raccontò una quantità impressionante di idee: animali, api, lavanda, alimentazione, cucina, educazione, attività per bambini.
A distanza di poco più di due anni, una parte importante di quelle idee ha preso forma. La Fattoria Ape Regina oggi offre attività per famiglie, scuole e gruppi, percorsi dedicati alle api, esperienze con gli animali, settimane estive e vendita diretta.
Ma forse il risultato più interessante non è il numero delle attività. È essere riusciti a costruire a Lugagnano, a pochi minuti dalle nostre case, un luogo nel quale un bambino può ancora scoprire che un uovo viene prima dalla gallina che dal supermercato, che una fragola non cresce dodici mesi all’anno e che dietro un cucchiaino di miele c’è un mondo sorprendentemente complesso.
Sono conoscenze elementari. Talmente elementari che rischiamo di perderle. Ed è proprio per questo che una fattoria didattica oggi può avere un compito molto moderno: riportarci a conoscere ciò che per secoli avevamo saputo naturalmente.
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