“Lo sport serve per essere più felici”, ci spiega Alice Giardini. Classe 2011, è atleta agonista di pattinaggio Inline Freestyle della Verona Skates ASD.
La chiamo per un’intervista, e dall’altra parte della cornetta avverto una voce al contempo timida e sicura di sé. Alice è campionessa regionale in quattro discipline e campionessa nazionale nelle specialità Roller Cross e High Jump, nata a Verona ma di Lugagnano da quando aveva quattro anni. Giovanissima, ha già chiara l’importanza di mettersi in gioco, ed io lo comprendo dalle risposte che ricevo.
Come nasce la passione per la disciplina che pratichi? C’è un motivo specifico che ti ha fatto capire di volerti avvicinare a questo mondo?
Ho provato vari sport: danza, tuffi, nuoto e anche ginnastica. Verso gli otto anni, mia mamma mi ha spinto a provare pattinaggio, visto che lo faceva anche lei. Me ne sono appassionata e ho continuato a farlo.
Di che sport si tratta e in cosa consistono le quattro discipline in cui sei campionessa regionale?
Faccio pattinaggio Inline Freestyle, una disciplina che si specializza poi in altre quattro discipline: Rollercross, High jump, Classic e Skatecross. Il Rollercross è un percorso ad ostacoli, in cui devi affrontare sottopassi, salti, rampe e correre per arrivare prima di tutti al traguardo. Si fanno prima delle qualifiche in cui gareggi da solo e in cui viene cronometrato il tuo tempo. Si va poi in ordine, dal tempo migliore a quello peggiore, e si svolgono delle “batterie” a gruppi di quattro persone. Si qualificano due persone per il round successivo, fino alle finali. Lo Skatecross è praticamente la stessa cosa, solo che bisogna affrontare rampe molto più alte. Il Classic style slalom è una disciplina in cui bisogna fare dei passi in tre file composte da venti coni, prima a cinquanta centimetri di distanza, poi a ottanta e infine a centoventi. Bisogna fare una coreografia con dei passi artistici e tecnici specifici, accompagnati dalla musica. Chi fa più punti, in base ai passi più difficili, vince. Si può svolgere anche in coppia, in tal caso i giudici giudicano anche la sincronizzazione con il partner. L’ultima disciplina è l’High jump, ossia “salto in alto” con la rampa. Bisogna correre ad una distanza di cento metri tra la partenza e la rampa, e poi saltando bisogna convalidare il salto tagliando una linea a quindici metri dalla rampa. Vince chi salta più in alto possibile. Ai regionali ho saltato due metri e venti, agli italiani due metri e dieci, e ho vinto!
Sei seguita da un allenatore?
Per Rollercross, Skatecross e High jump, sono seguita da due allenatori ventiduenni. Per il Classic, da un’altra allenatrice.
Come ti prepari prima di una gara?
Durante l’allenamento, la prima mezz’ora è solitamente dedicata alla preparazione atletica, per riscaldarmi e stretcharmi. Poi, nella seconda parte che dura due ore, provo le partenze e il percorso di gara per Rollercross. Per l’High Jump provo le posizioni del salto da ferma, mentre per il Classic ci si riscalda prima con i conetti e poi si ripassano tutti i passi da fare in gara, con l’aggiunta di un’ultima prova con la musica per ripassare la coreografia.
Quali sono le sensazioni che provi mentre sei in pista?
Sono sempre un po’ agitata. Tengo a tutte le gare che faccio, quindi l’ansia c’è. Ma so gestirla, cerco di rilassarmi e mi ripeto che ho tutte le possibilità per posizionarmi bene, perché so di essere forte.
Come dicevamo, sei campionessa regionale in quattro discipline e campionessa nazionale nelle specialità Roller Cross e High Jump. Come ci si sente a detenere tanti premi e riconoscimenti?
Sono intanto molto soddisfatta. Questi premi sono frutto di un percorso continuo e mirato. Ai regionali puntavo a vincere tutte le discipline che facevo, perché so che ne sono capace. Lo stesso ai Campionati Italiani. Per Rollercross ho fatto quattro Campionati Italiani. Nel primo, dove ero anche la più piccola, sono arrivata sesta. Due anni fa sono arrivata seconda, ed anche un anno fa. Sapevo che quest’anno potevo farcela, perché l’anno scorso ho fatto il miglior tempo di qualifica. Nel Rollercross quest’anno volevo arrivare prima, quindi ho dato tutto. Sono stata molto determinata anche nel corso di tutto l’anno, per arrivare a quell’obiettivo. Nell’High jump, invece, sono la prima ad aver saltato così in alto nella mia categoria.
Se dovessi dedicare le tue vittorie a qualcuno?
Alla mia famiglia e ai miei genitori, che mi supportano sempre. Mi portano agli allenamenti e fanno tanti sacrifici. Mi comprano tutti i pattini, ad esempio. È molto importante per me.
L’EDITORIALE DEL BACOSona: Suona la campanella tra volti nuovi e l’entusiasmo di sempreChi è invece Alice al di fuori dello sport? Che scuola frequenti e quali sono, se ne hai, le altre passioni che ti caratterizzano?
Frequento il Liceo Scientifico Cambridge all’Angelo Messedaglia di Verona, quindi ho scienze e fisica da portare in inglese. Faccio anche Scout a Lugagnano, nel gruppo Lugagnano 1.
Quanto credi che influisca lo sport nella tua vita di tutti i giorni?
Molto. Durante quest’anno ho fatto sei allenamenti alla settimana, quindi ha occupato la maggior parte del mio tempo. Dovevo organizzarmi con la scuola, lo studio e lo scout. Ma sono riuscita a gestire tutto.
La scuola ha tenuto conto dell’importanza che ricopre lo sport nella tua vita?
Ho avuto accesso alla formula dello “studente atleta”, un’agevolazione che mi ha fornito la scuola. Potevo avere alcune interrogazioni programmate e, nel caso in cui avessi avuto una gara prima di una verifica, potevo decidere di saltarla o rimandarla per concentrarmi meglio nei giorni a seguire. Tenevano conto di tutto.
Invece, la passione per lo scoutismo te l’ha trasmessa qualcuno in particolare?
Mia mamma mi ha indirizzata perché vedeva che, avendo sempre fatto scuola fuori da Lugagnano, non conoscevo la gente del mio paese. Ho iniziato in quinta elementare e mi sono appassionata. È molto bello, tutti gli amici li ho a scout. Lo continuerò sicuramente finché non finisce il percorso.
Pensi che lo scoutismo e lo sport che pratichi abbiano dei valori comuni?
La determinazione, sicuramente. Nel reparto di scout in cui sono inserita io, il gruppo si suddivide in sottogruppi detti “squadriglie”. C’è un ordine, con un capo e un vice. Per essere capo bisogna avere delle responsabilità ed essere determinati. Bisogna soprattutto sapere ciò che si fa. Anche lo sport può avere delle caratteristiche comuni, ci sono obiettivi in campo da raggiungere.
Hai mai vissuto degli episodi che ti hanno fatto credere di voler abbandonare lo sport?
No, in generale mai. Lo sport che faccio mi piace molto e non ci sono mai state delle delusioni che mi abbiano portato a dire di non volerlo più fare. Mi è sempre piaciuto molto ed è sempre stato bello anche fare gli allenamenti, con le amicizie che si sono create nella società.
Se dovessi pensare a te stessa tra qualche anno, ti vedresti ancora sportiva? Come credi possa evolvere il rapporto che hai con lo sport?
Sì, certamente mi vedo ancora sportiva. Mi piace esserlo e mi piace mantenermi in forma. Vorrei anche partecipare a gare più importanti, come gli Europei o le Nazionali. Mi piacerebbe essere nella Nazionale, anche perché quest’anno sono stata convocata con le Promesse della Nazionale per la disciplina Classic Style Slalom. Si tratta di un raduno per coloro che in futuro potranno essere nella Nazionale, perché talentuosi. Se mi hanno convocata, magari significa che comunque qualcuno vede qualcosa in me. Voglio continuare per vedere come andrà avanti.
Perché lo sport è così importante?
Lo sport fa bene a tutti, si creano amicizie e aiuta a mantenersi in forma. Aiuta anche a distaccare la testa da altri pensieri, come la scuola e ciò che può succedere. Serve per essere più felici.
All’inizio della nostra intervista, Alice si è descritta in tre parole: solare, socievole e determinata. Al termine della stessa telefonata, posso dire di condividere a pieno. La sua determinazione le fa onore.
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