Luca Falcon morto in un incidente in Africa. Un dolore immenso che non deve fermare il progetto di solidarietà “Karma on the road”

Ci giunge in queste ore una ferale notizia che ci lascia basiti e disorientati: Luca Falcon, anima assieme alla moglie Giulia Trabucco dell’associazione sonese “Karma on The Road”, è deceduto in un incidente stradale durante un viaggio in Angola. Una vicenda che lascia senza parole.

Avevamo incontrato qualche tempo fa Luca e Giulia per un intervista nella quale ci avevano raccontato della loro splendida iniziativa sociale: creare e dare impulso a una Associazione, Karma on the Road appunto, che facesse del riciclo delle protesi dismesse di persone amputate e della successiva donazione a pazienti del terzo mondo in Africa la propria mission. Un racconto straordinario che ci colpì profondamente sia per i contenuti etico sociali sia per la incredibile resilienza ai fattori avversi della vita che questa storia porta in se.

Della sua menomazione a seguito di incidente stradale Luca aveva saputo trarre, in simbiosi con Giulia, una ispirazione totale a superare l’avversità e a puntare dritto lo sguardo all’orizzonte, a quello che c’è alla fine del tunnel buio in cui la vita a volte ci catapulta.

Nel loro racconto avevo colto, al di là dell’opera umana straordinaria, proprio questa forza. Ricordo i suoi occhi che brillavano mentre raccontavano della loro associazione con la naturalezza che Luca metteva nel narrare il suo andare oltre al problema contingente che l’ha colpito, avendo come stella polare del suo cammino il bene per altri.

Ricordo della sua volontà di trasformare la sua esperienza di vita in una professione di tecnico ortopedico nella quale, ne sono sicuro, avrebbe fatto risaltare non solo la sua competenza tecnica ma soprattutto la sua qualità umana. E Dio solo sa quanto abbiamo bisogno di persone, che si prendono cura di altre persone, che sappiano rapportarsi anche sul piano umano con i propri pazienti. Speriamo che l’esempio di Luca posso essere fonte di ispirazione.

Quando questa mattina mi è arrivata la notizia del suo incidente mortale mi è venuto spontaneo il pensiero che la vita sa essere sia fonte di grande gioia a volte, ma sa anche essere matrigna perfida in tante altre. Ti dà, ti toglie, ti ridà e ti ritoglie senza preavviso, senza un apparente disegno. Della giovane vita di Luca credo sia proprio da ricordare, come esempio di ispirazione per chi vive le difficoltà, il momento in cui la vita stessa gli ha tolto per poi ridargli. Per dare seguito a questo splendido progetto umano.

Delle persone che non ci sono più rimane il ricordo delle loro azioni, belle o brutte che siano. Quelle belle sono semi gettati nel terreno, in questo caso quello fertile della solidarietà. Sono semi da annaffiare continuamente, anche se chi li ha piantati non c’è più. Non abbiamo dubbi che l’esperienza di Luca continuerà ad avere un futuro. Luca lo merita. Un caro e effettuoso abbraccio a Giulia, alla sua famiglia e a quella di Luca da parte di tutto Il Baco da Seta.

Alfredo Cottini
Sono nato a Bussolengo l'8 ottobre 1966. Risiedo a Lugagnano sin dalla nascita, ho un figlio. Sono libero professionista nel settore della consulenza informatica. Il volontariato è la mia passione. Faccio parte da 30 anni nell'associazione Servizio Operativo Sanitario, di cui sono stato presidente e vicepresidente. Per diversi anni sono stato consigliere della Pro Loco di Sona. Amo il mio cappello da Alpino per quello che rappresenta. Ritengo che la solidarietà, insita nell’opera del volontario, sia un valore che vale la pena vivere ed agire. Si riceve più di quello che si dà. Considero la cooperazione tra le organizzazioni di volontariato di un territorio uno strumento utile per amplificare il valore dei servizi, erogati da ognuna di esse, al cittadino