L’UC Lugagnano presenta la nuova stagione sportiva, che celebra il novantesimo di fondazione della società

Prende il via la stagione sportiva 2022/2023 anche per l’UC Lugagnano, la gloriosa società calcistica della frazione. Questo sarà però un anno veramente speciale: ricorre infatti il novantesimo anniversario di fondazione della società.

Correva l’anno 1932 quando maglie rosse, con la croce bianca sul petto ad evocare lo scudo sabaudo, iniziarono a muovere i loro primi passi sui campi della provincia. Dal sito della società si legge un bellissimo ricordo: “Un gruppo di butei del paese, innamorati del fubal (allora si diceva così, storpiando l’inglese football) si ritrova spesso e volentieri “là alla Rampa”, vicino alla vecchia stazione ferroviaria. C’era un campo abbastanza improvvisato, senza linee e senza porte vere. “Femo la squadra?” dicono i butei, gasati dall’idea di misurarsi con altre formazioni nel frattempo sorte nella provincia e di cui si hanno poche e suggestive notizie. I butei andarono da don Garonzi, il parroco di Lugagnano, pregandolo di poter realizzare ‘là a Mancalacqua’ un campo di calcio, su un terreno della parrocchia, liberandolo col proprio lavoro dai grossi gelsi che lo occupavano. Don Garonzi non si tirò indietro: la squadra poteva così iniziare un’attività ufficiale”.

Quel campo da calcio del paese rimase tale fino al 1975, anno in cui venne costruito il nuovo impianto in via stadio intitolato a Bruno “Enci” Guglielmi.

Dopo un doveroso viaggio nell’amarcord di tanti ragazzi di Lugagnano passati da quei storici campi da calcio, parliamo ora del presente della società. Lo facciamo con Giovanni Forlin, leggenda del calcio Lugagnanese e uno dei due presidenti del sodalizio nato dalla fusione di AC Lugagnano e Real Lugagnano. L’altro presidente è un’altra icona del calcio giovanile locale, Sergio Coati, allenatore di intere generazioni di calciatori.

Il nuovo allenatore dell’UC Lugagnano Pippo Perinon e Giovanni Forlin, uno dei due presidenti. Sopra giocatori e staff della Prima Squadra.

I due presidenti sono coadiuvati dal direttore generale Giampaolo Campedelli, dai due direttori sportivi Roberto Spada e Cristian Lorenzi. Alla vicepresidenza un altro viso noto del calcio lugagnanese (nonché storico de Il Baco da Seta), Massimo Gasparato.

Sono tredici le squadre che fanno parte dell’organico sportivo – ci spiegano Forlin e Coati –. La Prima Squadra, che milita nel campionato di Promozione, con il nuovo mister Pippo Perinon, che è stato anche un nostro bomber anni fa. Sette le squadre del settore giovanile e cinque quelle della scuola calcio. Nel settore giovanile abbiamo la Juniores Regionale U19, gli Allievi Provinciali U16 e U17, i Giovanissimi Regionali U15, i Giovanissimi Provinciali U14, due squadre di Esordienti. Nella scuola calcio abbiamo due squadre di Pulcini, due dei Primi Calci e una dei Piccoli Amici”.

“Quelli del settore giovanile e scuola calcio sono organiciprecisano la cui sussistenza e organizzazione sono chiaramente soggetti al numero di iscritti che abbiamo ad inizio stagione”. Diamo un numero della dimensione del movimento: al 31 dicembre scorso i tesserati complessivi erano 320. “Lo scorso campionato della Prima Squadra – conclude Forlin – è stato piuttosto tribolato ed abbiamo raggiunto la salvezza proprio all’ultimo. Quest’anno vogliamo soffrire meno”.

Uno degli obiettivi principali della stagione sportivaci confermano i due direttori sportivi Roberto Spada e Cristian Lorenzi è, come affermano i presidenti, raggiungere una salvezza serena della Prima Squadra. Il campionato di Promozione di quest’anno sarà ancor più impegnativo perché sarà composto da 14 squadre con due retrocessioni dirette e due squadre che disputeranno i playout. Siamo soddisfatti del lavoro che stiamo facendo con gli altri due settori con numeri di iscritti in crescita. I risultati ottenuti nella passata stagione sono stati buoni e vogliamo confermarli. La sfida nel settore giovanile di quest’anno – ci dicono i DS – è conquistare la Categoria Regionale in tutte le annate”.

Avere la Categoria Regionale e mantenere la Promozione per la Prima Squadra garantisce alla società una certa competitività e un certo appeal per atleti e famiglie.  

Diciamo che l’obiettivo complessivo è fare bene – concludono Spada e Lorenzi –. Fare bene significa principalmente divertirsi nel praticare questo sport: vuol dire far divertire sia gli atleti che le rispettive famiglie ma anche dirigenti, staff e accompagnatori. Ci deve essere una leggerezza nel fare le cose che rende quasi naturale il lavoro serio e impegnativo che è necessario per gestire al meglio il club. Abbiamo preso visione e consapevolezza degli errori dello scorso anno e ne vogliamo fare tesoro per migliorarci”.

La società potrà continuare a contare sui due impianti sportivi di via Barlottini, dove gioca principalmente la Prima Squadra, e quelli di via Stadio dove giocano le altre squadre. Rettangoli di gioco sui quali, per altro, si può riscontrare un manto erboso che quest’anno fa invidia ai migliori campi da calcio della provincia.

Nel corso dell’evento di presentazione della nuova stagione i presidenti hanno tenuto a ringraziare particolarmente tutte le persone che, a vario titolo, contribuiscono al buon mantenimento dell’organizzazione. Persone che lavorano in silenzio e dietro le quinte ma che costituiscono uno dei tanti pilastri di una società sportiva: i membri del consiglio direttivo, i responsabili dei settori giovanile e primi calci, gli allenatori, i massaggiatori e fisioterapisti, la segretaria, i magazzinieri e i manutentori degli impianti.

Al tavolo ero seduto vicino a due persone che mi hanno fatto letteralmente tornare indietro di quasi cinquanta anni, agli albori dei miei primi calci nell’AC Lugagnano: Leonardo Bendinelli e Omero Benedetti, due leggende del calcio lugagnanese nell’epopea dei ragazzi di Giancarlo Apostoli. Li seguivamo adoranti da bambini quando la domenica andavano a vederli giocare al campo di via Stadio. I nostri idoli erano loro più che i giocatori di serie A.

Erano tempi in cui il pallone si cominciava a prenderlo a pedate sulla strada davanti a casa o nella corte li vicino. Il campo da calcio ufficiale era una conquista. In TV, per chi ce l’aveva, si vedeva la Domenica Sportiva e la sintesi della partita più importante di quel turno di campionato. Lo stadio era il campo del paese, sugli spalti di Lugagnano i tifosi avevano appoggiata all’orecchio la radiolina per ascoltare Tutto il Calcio minuto per Minuto e ogni tanto si sentivano le urla di gioia di Mario Meloni quando segnava la Juventus.

Quando ripenso al “fare bene” auspicato dai DS del Lugagnano penso, con tanta nostalgia, alla leggerezza di quegli anni. Altri tempi, altre priorità, altre necessità. Non ha neanche nemmeno senso fare paragoni.

Ma quel modo di vivere l’impegno sportivo collettivo, sia da parte della società sia da parte della comunità paese che vi girava attorno, rendeva tutto più semplice e spontaneo. E i ragazzini sognavano di diventare gli Omero o i Leonardo degli anni a seguire. Gli esempi di impegno, serietà e dedizione venivano dati tra le mura del campo da calcio del proprio paese.

E, da quello che abbiamo capito, le intenzioni della società calcistica Lugagnanese rimangono ancora queste.

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Sono nato a Bussolengo l'8 ottobre 1966. Risiedo a Lugagnano sin dalla nascita, ho un figlio. Sono libero professionista nel settore della consulenza informatica. Il volontariato è la mia passione. Faccio parte da 30 anni nell'associazione Servizio Operativo Sanitario, di cui sono stato presidente e vicepresidente e attualmente responsabile delle pubbliche relazioni. Per 8 anni sono stato consigliere della Pro Loco di Sona. Ritengo che la solidarietà, insita nell’opera del volontario, sia un valore che vale la pena vivere ed agire. Si riceve più di quello che si dà. Sostengo la cooperazione tra le organizzazioni di volontariato di un territorio come strumento per amplificare il valore dei servizi, erogati da ognuna di esse, al cittadino.