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È il 22 maggio, quando a casa di alcuni abitanti della zona di Via Martiri delle Foibe a Lugagnano (la nuova lottizzazione “Adige” di Via Betlemme) arriva una lettera del Comune: “Si comunica che … la ditta lottizzante e gli aventi causa si obbligano alla manutenzione e gestione delle aree a verde, in modo direttamente proporzionale alle quote di millesimi di proprietà, in relazione alla superficie fondiaria con il vincolo della solidarietà civile stabilita dagli artt. 1292 e seguenti del Codice Civile. Alla luce di cui sopra si precisa che pertanto il Comune non potrà accollarsi alcun onere relativamente alla manutenzione del parco”.

 

Fin qui sembrerebbe un principio interessate: non sarà più il Comune, alla ricerca di risparmi di spesa dappertutto, ma i proprietari che devono impegnarsi anche economicamente se vogliono tenersi bello il parco. Ma come? Sulla base dei millesimi in relazione alla superficie fondiaria. Cioè? In realtà, i proprietari si trovano un bel problemino da risolvere.

 

Prima di tutto perché per con l’art. 2051 del Codice Civile si attribuiscono al custode del bene le relative responsabilità derivanti da danni che possano accadere a terzi dal bene oggetto di custodia. La responsabilità si imputa al custode, ossia a chi esercita quindi un potere di fatto sulla cosa. Ciò significa che qualsiasi problema accada, un bimbo che si fa male o la manutenzione del verde sono a carico dei proprietari. Con le relative, anche pesanti, responsabilità.

 

E’ proprio sul punto di come suddividersi questa responsabilità che non vi sono indicazioni: su un appezzamento di terreno della stessa ampiezza si costruisce una villetta unifamiliare o una bi/tri familiare. I proprietari pagano allo stesso modo e hanno medesime responsabilità?  Ci sono indicazioni? E dove si reperiscono?

 

I proprietari che ci hanno segnalato il fatto lamentano che in Comune le risposte siano state del tipo “non sappiamo”, “non ci sono esempi”, “non abbiamo idea”. Insomma appare singolare che nessuno possa aiutare su questo passaggio di oneri, e che sappia dare  informazioni precise su quanto pagare. Senza contare che per redigere le citate tabelle millesimali serve un professionista: chi pagherà la parcella? E se qualcuno tra i proprietari non pagasse? Non siamo alla presenza di un condominio né di un amministratore: qui non c’è né condominio, sono infatti lotti separati, nè c’è amministratore poichè mai si è visto un amministratore di “lottizzazione”.

 

Sta di fatto che sembra che dal giorno del collaudo, l’8 febbraio 2011, con il nuovo quartiere  popolato da  meno della metà degli abitanti insediabili, il parco appare abbandonato. Gli alberelli piantumati stanno deperendo in fretta non essendo annaffiati ordinariamente, il prato seminato sta scomparendo poichè non è irrigato né falciato, vi sono alte erbe infestanti, le panchine e le giostrine cominciano a mostrare i segni dell’incuria. In tale situazione non si esclude il sorgere di problemi sanitari.

 

Così oltre all’ordinaria manutenzione si dovrà prevedere un intervento straordinario per ripristinare ciò che già era stato fatto a regola d’arte e finanziato con gli oneri di urbanizzazione, e quindi di conseguenza dagli acquirenti finali. Il principio di gestione dei beni comuni è molto interessante, tuttavia i cittadini troverebbero maggiore soddisfazione nell’avere risposte alle loro domande e sulla richiesta di istruzioni su come mettere in atto le regole che lo stesso Comune prevede.

 

Sennò il regalo non solo è avvelenato ma genera esattamente la reazione contraria: invece di avere un bel parco seguito e gestito dai privati, si avrà un parco non seguito e incolto (nelle foto le condizioni in cui versa il parco). Se è quello che non si voleva, il Comune deve correre ai ripari subito.

 

Questo articolo è presente sul numero del Baco in edicola da oggi ma, a causa di un problema in fase di stampa, sulla rivista mancano alcune righe e risulta illeggibile. Ce ne scusiamo con i lettori.