Lotta a topi e zanzare, una guerra che a Sona combattè (perdendola) anche il fascismo

L’Amministrazione comunale di Sona ha comunicato qualche giorno fa l’avvio di una diffusa campagna di disinfestazione per topi e zanzare ed il pensiero è corso alle molte altre campagne, contro mosche e zanzare, organizzate dal Regime fascista nel Ventennio.

Negli archivi comunali di Sona abbiamo trovato parecchi riferimenti che fanno capire che fu un punto d’onore per il Fascismo ottenere in quel campo risultati concreti.

Nel 1927 la Prefettura di Verona inviò al Podestà di Sona una circolare che illustrava come fosse necessario, e pure semplice, vincere la guerra contro quei fastidiosi insetti, non uccidendo le rondini “uccelli preziosissimi nel distruggere le zanzare di cui si cibano”.

zanzareNel 1928, in ottemperanza ad una specifica legge del Governo, fu avviata una campagna utilizzando  per l’amplificazione dei messaggi le chiese. Ai Parroci fu richiesto di spiegare dal pulpito che si dovevano distruggere le mosche nelle stalle, nei cortili rurali, nelle cucine e nelle scuole.

Ai rivenditori di generi alimentari inoltre fu impartito l’ordine di evitare il contatto degli insetti con i cibi, utilizzando veli o vetri.

La campagna anti-insetti continuò anche negli anni successivi e non cessò neppure con l’inizio della guerra.

Nel 1938, su richiesta della Prefettura, il Podestà di Sona aprì un apposito capitolo di bilancio per la lotta alla mosche, mettendo a disposizione L.2.000 per l’anno in corso (Euro 1.800 a v.a.);

Nel 1940 furono pagate al “Fascista De Marchi Umberto già pratico nella lotta alle mosche” L.582 (L.12 al giorno) per il lavoro effettuato e non meglio definito, sotto la supervisione dell’Ufficiale sanitario.

Nel 1941 lo stesso De Marchi fu incaricato dello stesso lavoro di disinfestazione con un compenso di L.15 per giornata lavorativa, e l’incarico gli fu riaffidato con lo stesso compenso per il 1942.

Correva un aneddoto relativo alla “guerra alla mosche e zanzare” del periodo del Regime. Un Federale visitò un Comune e si trovò assalito da mosche e zanzare. Apostrofò allora aspramente Podestà e Segretario del Partito. I due, presi alla sprovvista, non seppero fare di meglio che dichiarare che la guerra a quegli insetti era stata avviata e combattuta con il massimo sforzo possibile, ma… era stata persa!

Auguriamoci che a Sona le cose oggi vadano meglio.