L’Ortica: Parliamo delle nostre manie? Tipo rifarsi il letto un attimo prima di andarci a dormire

Ho voglia di parlare di un bell’argomento che ho deciso di intitolare “io e la mia ossessione”. Se il nome non vi è nuovo, significa che avete guardato Real Time in tarda notte come me e sapete di cosa sto parlando.

Una delle ossessioni che voglio palesare a tutti e che spero riguardi anche qualcun altro ha a che vedere con la mia mania di farmi il letto. Ebbene, niente di strano. Anzi, potremmo considerarlo quasi un pregio. Eppure, io me la vivo in modo un po’ strano. Mi spiego meglio. Adoro farmi il letto per un semplice senso di ordine. Cioè, mi disturba che in camera mia il letto sia sfatto, mi irrita molto.

So che ci sono dei teorici contemporanei che sostengono che “cosa ti fai il letto che tanto devi tornarci dentro e disfarlo di nuovo”, ma io non appoggio assolutamente questa scuola. Il letto è l’ultimo posto in cui entro la sera e il primo che abbandono la mattina. E non mi va di entrare in un posto malmesso. Insomma, entrare in un letto con tutto il copriletto ben disteso, le lenzuola piegate, tirate, la piega della trapunta fatta bene, il cuscino bello rimpolpato, è una goduria.

La mia ossessione è tuttavia più profonda. Per esempio, quando ancora studiavo, stando alla scrivania davo le spalle al letto. Ma non riuscivo a studiare sapendo che dietro di me ci fosse un letto che sembrava aver combattuto la guerra per l’indipendenza. Non ho gli occhi anche di dietro, ve lo assicuro. Ma la cosa mi ha sempre turbata. Povero lettino. Quindi prima mi sistemavo il letto, la mia anima si calmava, e così studiavo.

Ma c’è una cosa per cui vengo presa in giro quando la racconto, che tuttavia mi riempie d’orgoglio (e che ritengo sia il nucleo della mia patologia); ovvero il fatto che spesso mi faccio il letto prima di andare a letto. Ma non alle 8-9-10 di sera. No no. Proprio quel secondo prima di andarci dentro, col pigiama di pile addosso, quando sono struccata, con i denti lavati e i calzini di lana. Cioè la procedura è questa: è sfatto, lo faccio, mi ci metto dentro e lo disfo di nuovo standoci. Pare inutile, bizzarro, lo so. Ma È una goduria incredibile. Una sensazione unica. Bellissima. Divina. Per cui ogni volta che lo faccio mi sento “brava” con il mio letto e con il mio riposo (e qui immagino che l’idea di un TSO sia balenata in non pochi di voi).

Devo però concludere con una confessione sincera: questa cosa non succede sempre sempre sempre. Diciamo nove volte su dieci. Forse otto. Va beh, In generale devo dire che il letto me lo faccio però eh. Chiedete alla mia mamma. È dalla scuola materna che non me lo sistema più.  Anche in vacanza. Soprattutto, anzi, in vacanza. Vuoi mettere tornare a casa dopo una giornata in giro dappertutto, cene, festoni fino alle 5 di mattina e buttarsi in un letto fatto? Sublime.

About Elisa Sona

Mi chiamo Elisa Sona, ho 24 anni e abito a lugagnano di Sona. E sì, ho lo stesso cognome del mio Comune di residenza. Non so ancora bene cosa voglio fare da grande, ma mi sto dando da fare. Mi piacciono la storia dell’arte, il cinema, i cani, le macchine e la velocità. Eh sì. Ma cosa più importante ho un rapporto simbiotico con la musica, per me è importantissima. Sono decisamente lunatica e impulsiva, ma non sono un soggetto così pericoloso e devo dire che ho anche delle buone giornate! Mi piace scrivere di getto quel che mi passa per la testa. Per il resto, disponibile alle chiacchiere!

Related posts