L’Ortica. Arriva la “prova costume”: perchè non proviamo almeno a cambiargli nome?

Amo la primavera. Dopo il freddo, il gelo, i piumoni, i geloni, e il buio alle tre del pomeriggio, la natura si risveglia. Sbocciano i fori, gli uccellini tornano a cantare e l’universo in generale sembra pervaso da una generale spinta alla rinascita. Insomma, la gioia pervade i nostri cuori.

C’è però una cosa che della primavera mi crea scompiglio. Ed è una faccenda che non riguarda solo noi donne (ansiose), ma sempre di più anche gli ometti. Si tratta della prova costume. Eh già. Dopo tutto quello che ci abbiamo messo per accumulare grasso e provviste per l’inverno, i giornali, le pubblicità e le palestre sbandierano in ogni dove che sì, è giunto il momento di sbarazzarsene. Dopo tutta la fatica per acquisire una guaina lipidica protettiva e resistente alle basse temperature e all’umidità padana, ci consigliano caldamente di levarcela di torno.

Ogni anno credo che moltissimi individui si trovino impreparati di fronte a tali richieste, ma c’è anche chi è bravissimo e non smette mai di allenarsi, mantenendo il corpo in forma per 365 giorni all’anno. Io, ovviamente, non faccio parte di quest’eroica categoria. Faccio parte del club di coloro che in questa stagione cercano di recuperare il tempo perso, proprio perché la pigrizia invernale ci ha impedito di darci da fare fino in fondo per mantenere un tono muscolare accettabile.

Ci troviamo quindi ad affrontare la prova costume. Vorrei fare una precisazione a favore di noi ansiosi. Già mettersi in costume non è così semplice, soprattutto quando la procedura prevede una serie di aspetti importanti, quali una depilazione totale (che spesso d’inverno è stata, come dire, sorvolata) e il coraggio di mettere in mostra un colorito sbiadito, della tinta “latte di soia” che a confronto la carta igienica è più abbronzata. Al di là di questi aspetti, quello che aumenta la mia difficoltà è la parola “prova” costume.

Cioè, dai. Nella vita avrò fatto mille prove: la prova di ingresso per il piffero alle medie, la prova di salto in lungo, la prova di resistenza, la prova di grammatica, di latino e greco, la prova di ingresso all’università e due prove finali. Nonché la prova di sopravvivenza che affronto ogni giorno da 25 anni. A me la parola prova evoca una serie di nessi bene o male negativi, o comunque che hanno a che fare con qualcosa per cui si studia o si deve arrivare preparati altrimenti la prova non si passa.

Ecco. Tornando alla prova costume, studiare per questa prova purtroppo è impossibile: il test è sempre a sorpresa, e di solito la vicina di banco secchiona non mi fa mai copiare. Poi non si capisce mai quanto c’è da studiare e qual è il livello minimo di preparazione per prendere un 18 e tornare a casa. Inoltre, gli appelli ufficiali variano di anno in anno, a seconda del meteo sostanzialmente.

Vi sarete quindi convinti o comunque accorti che non si tratta di una prova affatto facile. Propongo quindi di cambiare la parola Prova Costume, sostituendo “prova” con un sostantivo più adeguato, rilassato, che non mandi in ansia gli ansiosi come me.

Se il termine fosse più positivo, meno accademico e didattico e più “morbido”, la preparazione per la messa addosso del costume risulterebbe un po’ più rilassante. Butto lì delle proposte. Anziché, quindi, prova costume, “esperienza costume”, “avvicinamento al costume”, “esibizione del costume”.

Esperienza costume è la mia preferita, si accettano candidature. Nel frattempo, prepariamoci!

Elisa Sona

About Elisa Sona

Mi chiamo Elisa Sona, ho 24 anni e abito a lugagnano di Sona. E sì, ho lo stesso cognome del mio Comune di residenza. Non so ancora bene cosa voglio fare da grande, ma mi sto dando da fare. Mi piacciono la storia dell’arte, il cinema, i cani, le macchine e la velocità. Eh sì. Ma cosa più importante ho un rapporto simbiotico con la musica, per me è importantissima. Sono decisamente lunatica e impulsiva, ma non sono un soggetto così pericoloso e devo dire che ho anche delle buone giornate! Mi piace scrivere di getto quel che mi passa per la testa. Per il resto, disponibile alle chiacchiere!

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