L’oriente ed il mondo di Mulan al campo estivo a Lumini dei lupetti degli Scout di Lugagnano

“Cittadini! Vi portiamo un proclama dalla Città Imperiale. Gli Unni hanno invaso la Cina! Per ordine dell’Imperatore, un lupetto di ogni famiglia dovrà servire l’Esercito Imperiale”. Questo è il messaggio urgentemente inviato dallo scriba Chi Fu, che ogni membro del branco Occhio di Primavera (ovvero i bambini dagli 8 agli 11 anni) del Gruppo Scout Lugagnano 1 ha ricevuto all’inizio di agosto.

Così, domenica 6 agosto, mentre a Polsa terminava il campo estivo dell’altro branco del nostro gruppo, il Roccia della Pace, cominciavano ufficialmente le Vacanze di Branco per i loro fratellini e sorelline dell’Occhio di Primavera.

Se a prima vista il loro campo sembrava essersi svolto a Lumini, un occhio più esperto avrebbe notato che il branco si era spinto ben oltre, raggiungendo il famoso centro di addestramento del capitano Li Shang, in Cina. Il comandante del campo non li aspettava da solo; insieme a lui c’erano i soldati Chieng Po, Ling e Yao, oltre a Mushu, un draghetto simpatico e talvolta un po’ goffo (alcuni tra i personaggi più importanti del film d’animazione Mulan, il tema che ha caratterizzato le attività settimana).

Già nel primo giorno, i lupetti si sono organizzati in tre gruppi, più precisamente in tre reggimenti, ognuno con un nome e un motto, creando anche una bandiera e uno scudo che li rappresentassero. Da subito quindi sono iniziati gli allenamenti per preparare i giovani aspiranti guerrieri della Cina alla battaglia contro gli Unni.

Tra le innumerevoli prove, i lupetti si sono cimentati in simulazioni di battaglie a cavallo, durante le quali i bambini si sono sfidati restando in equilibrio sulle spalle l’uno dell’altro, difficili staffette per affinare la velocità, enigmi e codici da tradurre per esercitare la mente e tornei a giochi di squadra come roverino per migliorare l’armonia con il proprio corpo e con il proprio reggimento.

I veri guerrieri cinesi però non devono eccellere solo nelle prove fisiche e intellettuali, è infatti fondamentale anche possedere abilità manuali fuori dal comune. Per questo motivo, i lupetti hanno imparato a costruire strumenti indispensabili per la vita da soldato come elmo, arco, frecce e lanterne.

Il branco ha imparato anche un’importante regola della vita nel campo di addestramento: tanto più ci si allena duramente durante il giorno, tanto più ci si diverte la sera. Infatti, tra scenette, canti e giochi tipici cinesi come il “Giro di Mushu” e “Unni in Fabula” (versioni modificate del giro dell’oca e di Lupus in Fabula), le risate e l’allegria non sono mai mancate durante i cerchi serali.

Terminato il duro addestramento, l’ultimo passaggio prima della cerimonia per diventare ufficialmente soldati dell’Imperatore è stato una cena povera, durante la quale ogni portata ha simboleggiato una delle sette qualità dei guerrieri cinesi. Il banchetto si è poi concluso con la nomina a guerrieri imperiali per tutti i membri del branco.

Tuttavia non c’è stato tempo per i festeggiamenti. Dopo una giornata passato ad esplorare le montagne vicine alla ricerca degli Unni, è infatti cominciato il combattimento con il terribile esercito nemico. I valorosi guerrieri della Cina però si sono mostrati pronti e agguerriti, tanto da riuscire a sconfiggere le truppe unne per ben due volte: prima abbattendo con arco e frecce i loro approvvigionamenti (in una sorta di tiro al bersaglio), poi obbligando alla fuga i migliori soldati dell’armata Unna, che di nascosto avevano provato a rubare le monete d’oro dell’Imperatore. La battaglia finale per occhi inesperti poteva sembrare una partita di “Alce Rossa”, tipico gioco scout, tra i lupetti e i loro genitori.

Per festeggiare l’incredibile vittoria si è tenuto un grande banchetto, seguito dalla premiazione del reggimento scelto dall’Imperatore, ovvero la sestiglia che durante la settimana aveva totalizzato più punti durante le varie attività.

A quel punto ormai l’avventura del branco era giunta al termine. Dopo aver contribuito a sistemare i luoghi che li avevano ospitati per una settimana e aver fatto l’ultima revisione del campo, i lupetti sono partiti per fare ritorno alle proprie case molto stanchi, ma contenti e cambiati dall’esperienza vissuta.

Forse, ricordando una piccola riflessione del percorso di catechesi che si è svolto durante tutta la settimana, sono tornati anche con una nuova certezza nel cuore: “è molto più importante accendere una piccola lanterna che maledire l’oscurità”.