L’oratorio dell’Immacolata a Sona risale al 1855? Un mistero che ora ha una risposta

Sul lato sinistro della chiesa parrocchiale di Sona vi è un edificio noto come “oratorio dell’Immacolata”. Sappiamo anche l’anno della sua costruzione, il 1855, grazie allo storico Antonio Pighi che, in una sua pubblicazione di fine ‘800 sulla parrocchia sonese, elencò questa fra le tante opere del sacerdote Giovanni Pasqualini (la dedica a quell’epoca, però, era alla Madonna Addolorata). Venendo a tempi più recenti e tecnologici, su internet vi è un sito che fornisce dettagli architettonici particolareggiati di questa cappella.  Ne riportiamo alcuni.

La facciata è a capanna, il portale d’ingresso di forma rettangolare è sovrastato da un timpano spezzato retto da mensole, più in alto un oculo illumina l’interno dell’edificio, il timpano è coronato da tre pinnacoli su cui sono infisse altrettante croci in ferro.

La pianta è ad aula unica rettangolare, che circoscrive uno spazio modesto e raccolto, dalle linee equilibrate e solide. La pavimentazione consiste in piastrelle di cemento di colore rosso e bianco, disposte a formare un disegno a scacchiera a corsi obliqui. Il piano rialzato dell’altare è realizzato con una pedana di legno. Si conferma la data della costruzione, il 1855.

Tutto chiaro, allora? A dire la verità, i primi dubbi vengono quando osserviamo le cartoline paesaggistiche della piazza di Sona risalenti agli inizi del ‘900 (si veda, in alto, il particolare di una foto del 1904): alla sinistra della chiesa non vi è traccia di questo oratorio!

Solo nelle immagini dei primi anni ’30 (come in quella pubblichiamo qui sotto) l’edificio fa la sua comparsa: ha un intonaco molto chiaro, in contrasto con quello grigio della vecchia parrocchiale che gli sta accanto, segno evidente di una costruzione molto recente.

Cartolina dei primi anni ’30: sulla sinistra della chiesa c’è l’oratorio di costruzione recente, come si deduce dal colore molto chiaro dell’intonaco; sulla destra il teatro parrocchiale e i “casotini”. Sopra, cartolina di Sona del 1904: sulla sinistra della chiesa non vi è alcun edificio; sulla destra si vede l’oratorio originario, del 1855, con campanile a vela.

Ma non dovrebbe essere lì dal 1855? Secondo noi il mistero ha una risposta: l’oratorio originale, risalente a quell’anno, è il piccolo edificio situato sulla destra della chiesa, attualmente utilizzato come entrata laterale.

E’ assurdo, del resto, che si sia pensato a una costruzione del genere solo per consentire un accesso secondario. Molto probabilmente vi era all’interno di questa cappella un muro che la separava dal resto della chiesa. Nella citata vecchia cartolina del 1904 si nota anche che sul tetto vi era un campanile a vela, come richiamo per funzioni di secondaria importanza.

Evidentemente il parroco don Francesco Peretti pensò a un certo punto, agli inizi degli anni ’30 del Novecento, che quello spazio non era più sufficiente, e occorreva costruire un nuovo oratorio, grande il doppio. Esso fu eretto sulla sinistra, visto che vi era un’area disponibile, ripetendo lo stesso stile di quello vecchio (facciata a capanna, portale di ingresso sovrastato da un timpano spezzato, un oculo per l’illuminazione dell’interno, tre pinnacoli con croci, ecc.), ma variando la dedica alla Madonna, da Addolorata a Immacolata; abbattendo il muro divisorio del vecchio oratorio, recuperò uno spazio per la chiesa. L’opera completò un gruppo di lavori di edificazione avvenuti poco tempo prima, nel 1927, comprendenti il teatro e altri spazi parrocchiali soprannominati “casotini”.   

Peccato per l’abbattimento del piccolo campanile a vela, che conferiva alla cappella un tocco pittoresco. Ma in effetti, essendo l’ex oratorio ormai declassato a entrata laterale, non serviva più.

Articolo scritto in collaborazione con Mario Nicoli e Luca Bortignon.

Franco Fedrigo
Nato a Isola della Scala il 5 agosto 1961 e residente a Sona dal 1975. Sposato con tre figli. Appassionato di sport è componente del Comitato per la gestione del Teatro Parrocchiale e con alcuni amici organizza una rassegna di film sulla montagna. Fa parte della redazione del Baco dal 2002.