AS Calcio a 5 Lugagnano: Lo sport come stile di vita

Appuntamento in palestra per le 21.00… ed io ci arrivo puntualmente in ritardo. Fortunatamente non è un problema perché l’allenamento della squadra precedente non è ancora finito, ed i ragazzi si dimostrano comprensivi. Si inizia con le presentazioni che, trattandosi di una squadra di calcetto – la A.S. Calcio a 5 Lugagnano – seguono lo schema di gioco: in porta Mattia Zenelli, sulle fasce difensive ci sono due Davide, Fasoli e Sgargaglia, mentre al centro della difesa troviamo Alberto Pachera. Al centro del campo, perni delle azioni offensive nonché i pivot Fabio Granuzzo e Davide Permunian, quest’ultimo anche capitano della formazione e mio primo interlocutore per l’intervista. Nel reparto avanzato Marco Boninsegna, Federico Granuzzo ed Elia Mazzi ed infine il mister, Stefano Mazzi.

 

Lentamente si riuniscono vicino agli spalti, alcuni seduti per terra e altri appoggiati al muro. Niente di meglio che partire dall’inizio; la prima curiosità che mi sorge spontanea è: quando e da chi è partita l’iniziativa? Prende la parola alzando la mano Davide Permunian: “Circa quattro anni fa è stata ideata da me, il dirigente, e dai miei collaboratori, Diego e Valeria. Ci siamo uniti ad un’altra squadra e abbiamo creato il CA5 Lugagnano. La squadra è insieme da 4 anni, poi ogni anno sono arrivati nuovi giocatori, anche quest’ anno abbiamo delle novità, per esempio Mattia, uno dei primi ragazzi del calcio 5, che dopo l’abbandono è tornato tra noi”.

 

Proseguiamo con le informazioni tecniche: quando vi allenate? Quando avete la partita? “Dunque – inizia Davide – ci alleniamo al martedì sera alle nove mentre disputiamo le partite il giovedì sera, perciò abbiamo la palestra riservata per due serate, e ce le terremo strette, data la scarsità di impianti sportivi qui a Lugagnano.”

 

In che categoria giocate? Com’è stato il campionato scorso? “Noi giochiamo nel campionato CSI, Centro Sportivo Italiano, attualmente in A2, che corrisponde alla serie C del calcio 11. L’anno scorso ci siamo posizionati terzi ai play out e siamo stati promossi in A2”. Propositi per il campionato a venire? “Si, la salvezza. Essendo stati promossi l’anno scorso non sappiamo cosa ci attende, per questo motivo speriamo nella salvezza e abbiamo cominciato ad allenarci a fine agosto, per lavorare sugli aspetti tattici e ritrovare la perfetta forma fisica che avevamo raggiunto l’anno scorso. Anche perché bisognerà lavorare sui nuovi arrivi, per integrarli e far sì che entrino in sintonia con il resto della squadra. Ovviamente l’anno scorso ce la siamo cavata abbastanza bene, il nostro obbiettivo era la promozione ed è stato così, per quest’anno la salvezza è lo scoglio che vogliamo superare ma possiamo fare anche di più.”

 

Ora tocca i ragazzi soprattutto: voi tutti avete passato da un bel po’ l’adolescenza e per questo vedete con occhi diversi i giovani d’oggi. Che impressioni avete su di loro? “Mi basta un aggettivo: disperati. Basti guardare dei semplici servizi alla televisione: gli Emo, i Dark… Io credo di aver vissuto un’adolescenza completamente diversa. I tempi sono radicalmente cambiati e a me gli adolescenti di oggi mi fanno quasi “paura”. Prende la parola Stefano Mazzi, l’allenatore, che anticipa la mia domanda: “Secondo me, fino a qualche anno fa lo sport andava a braccetto con l’adolescenza perché aiutava i ragazzi a sfogarsi, ma soprattutto gli metteva in testa un sogno. I ragazzi speravano in una selezione di una grande squadra e magari arrivare a giocare a livello alto, per questo ci mettevano l’anima. Ora questi giovani vedono lo sport come un semplice passatempo che li distragga dai compiti, dallo studio e un’occasione per vedersi con gli amici.”

 

Sappiamo che oltre a sfogo, rapporti sociali e ambizioni lo sport da anche un insegnamento. Ognuno ha il suo: il karate la disciplina, il fioretto l’astuzia e il calcio? “Sicuramente il rispetto dell’avversario, chiunque sia, ma credo che come tutti gli sport di squadra l’unione, l’idea del condividere tutto con chi ti è a fianco, nel bene e nel male. Detto in tre parole senso di squadra. Bisogna dire che l’anno scorso abbiamo ottenuto la promozione con il sudore, ma senza il complesso, senza l’intesa in questo sport non si riesce e quindi il merito va tutto alla squadra, al gruppo che si è creata la mentalità vincente che ci ha portati al salto di qualità.”

 

Avete qualcosa da aggiungere? Davide riprende parola: “Si, io volevo ringraziare lo sponsor che da anche il nome alla squadra, la gelateria “Il Gelato di San Massimo” che da anni ci sponsorizza. Ma soprattutto vorrei segnalare il fatto che noi facciamo uso della palestra della scuola media Anna Frank da circa tre anni, solo da quest’anno però abbiamo la possibilità di giocare le partite casalinghe qua. Questo fatto apre gli occhi a tutti facendo capire che gli impianti a Lugagnano scarseggiano. La cosa che più fa riflettere è che noi, il calcio 5 di Lugagnano, siamo l’unica squadra di calcetto con risultati e obbiettivi seri e meriteremmo qualche oretta in più in questi impianti per allenamento e preparazione, purtroppo invece ci sono ancora disguidi nella direzione per l’assegnazione degli orari. Comunque mi auguro che tutto si risolverà e che tutto dia i suoi frutti.”

 

Se qualcuno volesse contattarli questi i riferimenti:

 Davide Permunian 

Presidente
348-3235217

A.S. Calcio a 5 Lugagnano – Il Gelato di San Massimo
via Carducci 1
37060 Lugagnano di Sona (VR)
www.ca5lugagnano.it
info@ca5lugagnano.it

 

La Redazione
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