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Sono passate oltre due settimane dal 4 dicembre e ci siamo lasciati alle spalle il referendum e la frenetica campagna elettorale.

Verso fine novembre avevamo sentito i nostri politici locali di Sona, per sondare come loro si posizionano in merito alla scelta tra il Sì ed il No (LEGGI IL SERVIZIO). Aveva suscitato un po’ di perplessità la scelta della maggioranza di non schierarsi e dare una non-risposta.

In quel pezzo indicavamo che se definiamo lista civica come espressione politica non nazionale, in grado di raccogliere candidati appartenenti a partiti diversi dalle posizioni anche diametralmente opposte su questioni di carattere generale, il fatto che membri al suo interno preferiscano la non esposizione possa rappresentare un punto di debolezza della lista civica stessa, in quanto vengono meno il punto di riferimento per la cittadinanza e, soprattutto, l’importanza dell’opinione del singolo.

Su questo tema squisitamente politico siamo andati a sentire ad urne chiuse l’Assessore Gianmichele Bianco (nella foto), probabilmente il più autorevole interprete politico del movimento di liste civiche che sostengono la maggioranza a Sona, per provare ad approfondire questo tema.

È passato il referendum. La pagina è stata voltata e ora si reinizia. Abbiamo letto con attenzione l’articolo in relazione alle posizioni sul referendum. In particolare la riflessione sul fatto che è “una lista civica dovrebbe trovare forza nella molteplicità delle sue diversità, non farne il suo tallone d’Achille: non si capisce perché una lista debba essere così aggregata quando è ora di chiedere il voto, e fare invece un passo indietro quando è ora di manifestare una scelta.

Su quelle affermazioni – spiega Bianco, anche a nome dei suoi colleghi di maggioranza – siamo in disaccordo totale. Partiamo dalle scelte, ad esempio: operiamo decine di scelte ogni settimana, non solo quella di aggregarci per le elezioni, basta vedere le deliberazioni di Giunta, per esempio, con tutto ciò che viene discusso nella maggioranza: i tanti e organici lavori pubblici attesi da anni o da decenni in taluni casi, i tantissimi e delicati interventi sociali, la cultura, il turismo, le iniziative per il commercio e gli imprenditori, la creazione di contesti per facilitare il lavoro, le decisioni per avere le tasse più basse della provincia e quasi del Veneto, il coinvolgimento di tanti giovani. Potrei continuare. Forse ci si riferiva alla scelta sul referendum, non alle scelte in generale della politica che stiamo portando avanti dall’insediamento che, tra l’altro, sono tutte e sempre state prese all’unanimità. Fatto sorprendente per ogni partito italicamente noto, o no?

Entrerò quindi nella questione del referendum, che mi pare sia quella cui ci si riferisce, riportando riflessioni comuni e unanimi dei nostri gruppi. Primo punto che vorremmo sottolineare. Titolo: gli insulti. Dovremmo seguire l’esempio di quei partiti – spiega Bianco – che hanno dato della “scrofa” da un lato, “dell’accozzaglia” dall’altro o, se mi è permesso, del “cazzaro di Firenze” da un altro ancora? (Per i riferimenti, basta andare a vedere in internet). Dovremmo prendere esempio da questi? Se è così, ci teniamo strette le nostre presunte debolezze.

Secondo punto. Titolo: la confusione. I partiti sembra abbiano fatto proprio di tutto per non chiarire cosa si votava. In televisione creavano risse, e anche fuori non smettevano. Io ho personalmente partecipato a due dibattiti sì/no, e dopo un’ora i relatori stavano ancora discutendo se fosse vero che il referendum tagliava di 500 milioni o di 50 milioni le spese del Senato. Chi era presente in sala non riusciva a prendere un appunto e aveva sguardi persi a seguire quelle polemiche. Ancora. Dobbiamo prendere esempio da questi?

Terzo punto. Titolo: il tanto lavoro in Comune. Siamo qui per lavorare duramente per il nostro Comune, Sona. E questo è il nostro obiettivo primo: curare le piccole e grandi cose dei nostri cittadini, come ho detto all’inizio. Questioni politiche o etiche nazionali – prosegue l’Assessore – non solo non dipendono da noi, ma la nostra posizione quale interesse poteva avere se non essere bersagliata nel mentre di insulti, vedi il primo punto, oppure perdersi nella confusione, vedi il secondo?

Roma mi pare scortese, insultante e confusa, e non siamo interessanti a replicare quella Roma a Sona, ma un modello diverso, rispettoso delle persone e della loro e nostra intelligenza, oltre che della loro (e nostra) necessità di lavorare duramente e serenamente. Confusione e insulti sono l’ultima cosa che vorremmo dare alle donne, uomini, anziani, ragazzi, bambini, famiglie, imprese e commercianti del nostro Comune. Se si vogliono confusione e insulti, ognuno di noi basta che accenda un canale televisivo: ci sono tanti esempi a cui rifarsi.

Qualsiasi posizione personale sarebbe stata facilmente associata a quella di tutto il gruppo. Siamo una vera lista civica – termina l’Assessore Bianco – dove uno dei valori fondamentali è il rispetto reciproco: abbiamo scelto forse la strada meno facile, e pure criticata: quella di rimanere in silenzio. Il silenzio in questo caso, e per tutte le ragioni espresse, è sicuramente una forza.