Lisetta Zardini di Lugagnano ha compiuto cento anni: “Mi ha sempre sostenuta la fede”

Ieri, 30 aprile, ha compiuto cento anni di età la signora Lisetta Zardini, residente a Lugagnano.

Siamo andati a trovarla, per rivolgerle gli auguri ma anche per intervistarla. Ci siamo trovati di fronte a una persona che, nonostante gli acciacchi che l’hanno costretta in carrozzina, è ben lucida, e volentieri ha accettato di parlare della sua lunga vita.

“Sono nata a Marano di Valpolicella il 30 aprile del 1921, in una numerosa famiglia di agricoltori, con ben dodici figli, sei maschi e sei femmine. All’anagrafe fui registrata come Irma, e questo in effetti è il mio nome ufficiale, ma ben presto i miei genitori preferirono chiamarmi Lisetta, in onore di una zia scomparsa. E da allora per tutti sono sempre stata Lisetta. All’età di 25 anni mi trasferii a Pescantina…”.

L’intervista è appena cominciata, e già la interrompo per una mia curiosità storica; nel 1946 ci fu il referendum per la repubblica o la monarchia, e per la prima volta furono ammesse le donne al voto: che ricordo ha di quell’evento epocale?
Purtroppo ci furono dei disguidi burocratici  dovuti al mio cambio di residenza da Marano a Pescantina, e non potei votare… 

Un appuntamento con la storia mancato! Niente paura, andiamo avanti con il racconto della sua vita.
Nel 1950 mi sposai con Adelino Simonetti, e andammo ad abitare a Lugagnano in corte San Giovanni. Diventai madre di sei figli. Oltre che accudire la famiglia, aiutavo mio marito nei campi, in un’epoca in cui  si faticava molto perché il lavoro si svolgeva quasi tutto a mano. Nel 1965 mi trasferii con la famiglia in centro a Lugagnano, nella mia attuale abitazione. Purtroppo fui anche toccata da una grave tragedia: persi un figlio quindicenne in un incidente stradale. Negli ultimi anni, quando la salute ancora  me lo permetteva, mi sono dedicata a fare beneficienza confezionando magliette di lana, che  consegnavo ai missionari per il Terzo Mondo.

I segreti sono segreti; ma qual è quello per arrivare a cent’anni?
Mi ha sempre sostenuta la fede in Dio. Quando subii la disgrazia del figlio morto di cui le ho parlato, non so come avrei fatto senza il conforto della Religione. Per i problemi di salute che ho avuto, sono sempre stata curata bene dai medici che mi hanno assistita. Infine… non mi è mai mancato l’appetito!

Ieri nel corso del semplice momento di festa organizzato dai parenti stretti sono intervenuti per qualche minuto il sindaco Gianluigi Mazzi e il consigliere Arianna Gambini, che hanno portato a nonna Lisetta gli auguri dell’amministrazione e di tutta la comunità di Sona (Foto Mario Pachera).

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Nato a Verona nel 1956, lavora come medico di base. Dal 2003 è redattore del “Baco da seta”, su cui pubblica articoli che trattano quasi sempre di storia del nostro Comune. E’ presidente del “Gruppo di ricerca per lo studio della storia locale di Sona”, che fa parte della Biblioteca comunale di Sona.