L’intervista di fine anno al sindaco di Sona Mazzi: “Ecco quali sono le leve di sviluppo e identità per il nostro territorio”

Nella consueta intervista a fine anno rivolta al sindaco Gianluigi Mazzi, divenuta ormai una consolidata tradizione editoriale per i lettori del Baco, abbiamo di solito occasione di redigere il bilancio politico e amministrativo dell’anno appena trascorso.

In questa sede, tuttavia, optiamo per il ribaltamento della prospettiva, guardare oltre questo 2020 eccezionale (horribilis) in termini di progetti e pianificazione sul nostro territorio, rimandando la cronaca degli eventi e i passaggi più significativi di quest’anno alla preziosa raccolta di interviste settimanali rivolte al sindaco da parte del Vice Direttore Federica Valbusa.

Sindaco, da quanto emerge dai rapporti istituzionali, la campagna di vaccinazione contro il Covid-19 partirà anche in Veneto sostanzialmente nel primo trimestre del 2021. Che tipo di ruolo avrà il Comune in questo ambito?

Essendo la questione sanitaria, e quindi di competenza nei rispettivi ruoli di Regione e Ministero della Sanità, il nostro Comune avrà un ruolo più indiretto, organizzativo in termini di spazi da mettere a disposizione.

Anche in termini di sensibilizzazione?

Assolutamente sì, e lo faremo. Dato che la situazione è tuttora in uno stato d’emergenza e sull’argomento, purtroppo, si leggono delle fake news allucinanti, ritengo che altrettanto risoluto debba essere il Governo centrale nell’imporre il vaccino. Quindi anche Sona si muoverà per quanto possibile nella direzione di sensibilizzare la cittadinanza nei confronti della somministrazione del vaccino.

A causa delle chiusure programmate dallo Stato centrale a Sona si sono verificati degli intoppi programmatici che hanno necessitato di un rinvio al prossimo anno?

Con una certa sicurezza e orgoglio posso affermare che gli unici intoppo della macchina amministrativa sono stati uno slittamento fisiologico delle tempistiche, senza che venisse meno il programma o il nostro piano operativo.

L’ente, quindi, ha lavorato nel massimo delle sue capacità.

Esatto. Nonostante qualche caso di positività e contatti stretti di positivi, il problema è stato smarcato alla grande, anche grazie allo smart working.

Sono avvenuti cambiamenti all’interno dell’ente in grado di mutare l’approccio lavorativo nel futuro prossimo?

Innanzitutto, abbiamo lavorato bene sulla pianta organica: alla luce di recenti riorganizzazioni e di pensionamenti avvenuti nell’ultimo biennio, quest’anno abbiamo assunto sei nuovi dipendenti, giovani e con specializzazioni interessanti e importanti. Anche attraverso scelte, diciamo, strategiche.

Ad esempio?

Abbiamo inserito un avvocato nel settore del sociale. Essendo, infatti, Sona il capofila di numerosi progetti per tutti i 37 Comuni dell’ex ASL 22, oggi il nostro organigramma è significativo anche per tutti gli altri Comuni veronesi. Pertanto, il fatto che uno dei dipendenti del settore sociale abbia competenze giuridiche ci permette di essere un riferimento più solido anche riguardo a bandi e istruttorie, ad esempio. Quest’anno, infine, assumeremo anche un ingegnere ambientale che ci possa affiancare nei grandi temi del nostro territorio.

Ci sono state altre innovazioni interne?

Quest’anno ci ha permesso di spingere molto anche sulla digitalizzazione: a differenza di altre situazioni il nostro Comune ha tenuto le porte aperte anche nei momenti più bui. Da quest’anno riusciamo a gestire tutti i processi aziendali da remoto, dalla progettazione delle pratiche edilizie, alla gestione del personale, alla fatturazione. Altri aspetti, come il servizio bibliotecario, della polizia o della farmacia, chiaramente sono un’eccezione in questo caso.

La digitalizzazione riguarda anche i servizi al cittadino?

Sì. A brevissimo si potranno gestire telematicamente tutti gli appuntamenti, e stiamo lavorando anche nel rendere l’anagrafe del nostro Comune sempre più online. Di fatto, quindi, il cittadino potrà interfacciarsi con l’ente anche in momenti al di fuori degli orari lavorativi, prenotando appuntamenti, perché no, in videoconferenza, o scaricando dal nostro sito i documenti a disposizione.

Ci sono altri aspetti amministrativi che porteranno delle novità o, comunque, degli effetti nei prossimi anni?

A differenza di chi mi ha preceduto nell’amministrazione comunale, nel corso soprattutto di quest’ultimo mio mandato ho continuato ad acquisire terreni e spazi, ampliando il patrimonio immobiliare. Sono convinto, infatti, che manchino centri, servizi e punti di aggregazione pubblici, parcheggi, spazi chiusi e all’aperto a disposizione dei cittadini. Esigenza che si è fatta sentire molto in quest’anno di emergenza sanitaria.

Ci può fare qualche esempio di nuove acquisizioni?

Non più di una settimana fa abbiamo acquisito i terreni vicino alla scuola Anna Frank per completare il nuovo polo scolastico. Un altro acquisto è la Casa Cantoniera sulla statale 11 al fine di creare uno spazio informativo-turistico anche e soprattutto per i giovani. Il ragionamento alla base non è quindi vendere per monetizzare, ma acquistare per sfruttare il potenziale futuro.

Un’obiezione che si potrebbe muovere è perché non valorizzare al massimo ciò che si possiede già? La Casa di Alice a Lugagnano, sulla quale stanno per scadere i sei anni di comodato gratuito, ad esempio.

Sulla Casa di Alice annuncio già che il prossimo anno vorremmo chiudere l’acquisizione, quindi non procedere più con lo scambio del terreno in Via Stadio, ma, se possibile, acquisire l’intera aerea. Un terreno è già stato acquisito nella parte dietro, verso il cimitero, dove vorremmo fare dei parcheggi.

Anche aree in altre frazioni del Comune sono state oggetto di acquisizioni?

Sì, ad esempio il centro civico di Palazzolo e, dopo oltre cinquant’anni, l’acquisizione dei terreni intorno al cimitero di Sona.

In termini di progettazione, invece, che approccio avete?

Spesso una progettazione nasce a posteriori di un bando; negli ultimi anni, invece, abbiamo in un certo senso ribaltato il ragionamento, realizzando dei progetti prima per sfruttare l’uscita successiva dei bandi. È il caso della ristrutturazione della chiesetta di San Salvatore (il cui costo complessivo ammonta a 150 mila euro, NdR), con il recupero di affreschi del ‘300: redigere in anticipo perizie, progettazioni e stime ci ha permesso di non inseguire l’uscita e le scadenze dei bandi, ma di giocare in anticipo sulle tempistiche.

Quale futuro, invece, sulle partecipazioni in altre società?

Eccetto Acque Vive, tutte le partecipate stanno lavorando molto bene: le entrate extratributarie ci permettono di evitare di alzare i tributi locali. In sette anni, infatti, per quanto di nostra competenza, le tasse non sono mai state toccate. 160 mila euro, una parte degli utili della partecipata Farmacie Sona srl, sono stati quest’anno utilizzati per erogare degli aiuti post Covid sia alle attività economiche, sia alle famiglie per il materiale scolastico, sia all’ecologia.

Su quest’ultimo punto: che riscontri avete avuto in merito al bonus della mobilità sostenibile?

Nonostante per il nostro Comune fosse la prima volta nella storia che si erogasse un contributo con simili caratteristiche, le domande sono state davvero tante, sopra le aspettative. Vedremo se potremo riproporlo.

Come sarà, invece, il 2021 per Acque Vive?

Purtroppo dovremo rivederne le funzionalità. Ci stiamo impegnando col Comune di Sommacampagna, socio alla pari, nel merito. Tanti fatturati sono calati soprattutto a causa del Covid, come i profitti rientranti dalle attività del Palapesca. Sarà una scommessa per il prossimo futuro: dovremo inserire nuove attività e creare nuovo fatturato, senza mettere a rischio il ridimensionamento patrimoniale.

Quali conseguenze potremo osservare il prossimo anno a seguito dello spostamento del campo nomadi in Via Liguria?

Nel 2021 inizierà da parte loro l’impegno civico a beneficio del territorio, in particolare l’assolvimento degli obblighi scolastici da parte dei minori residenti nell’area, il mantenimento in buono stato di beni e attrezzature comunali presenti all’interno dell’area di sosta, il riordino dell’area anche intorno alla Grande Mela.

Qual è lo stato dei grandi temi ambientali che abbiamo citato poco fa? Cà di Capri, Sun Oil, Tav e Matco nello specifico.

Sulla Cà di Capri si sta procedendo verso il completamento della discarica. Probabilmente, se non ci fosse stata la crisi sanitaria del coronavirus, la discarica si sarebbe potuta completare l’anno prossimo. Stando così le cose, terminerà verso il 2022. Mi sono già seduto a un tavolo per capire cosa si può fare dopo, ma, non essendo proprietà comunale, si vedrà.

Sun Oil?

È stata confermata quest’anno la ditta che si occuperà della prima parte della bonifica. A breve cominceranno i lavori di estrazione e successivo smaltimento dei contenuti più pericolosi dalle cisterne. Per far fronte a questa problematica abbiamo portato a casa altri 500 mila euro, arrivando a un totale di contributi nazionali e regionali pari a quasi due milioni di euro. In parallelo conduciamo le annesse pratiche legali nei confronti del proprietario Savoia.

In merito alla Tav che novità ci sono?

A partire dal 18 gennaio verrà chiuso il ponte in Via Segradi a San Giorgio in Salici. In Via Libia, inoltre, verrà risolto il problema di careggiata tra Sona e Sommacampagna che nell’ultimo periodo stava diventando un pericolo per chi transitava in quel tratto, dato il maggior traffico di camion. Sulla questione Ancap, infine, sta per riprendere un confronto, che potrebbe confermare uno scenario diverso dall’ultimo prospettato.

Dopo i recenti interventi ai camini dell’azienda Matco ci sono novità particolari?

Ad oggi si sono ridotte le segnalazioni, e con la Provincia stiamo ancora monitorando. Gli interventi che si sono impegnati a fare, però, non sono ancora ultimati dato che la questione Covid ha spostato in avanti le tempistiche. Una volta completato il tutto, potremo valutare i risultati. Sul tema ambientale vorrei aggiungere un ultimo elemento.

Prego.

Non riguarda una criticità presente del territorio, ma un’opportunità futura: anche a livello comunale stiamo operando per una svolta sempre più green dell’energia, a partire dai pannelli fotovoltaici alle colonnine per le ricariche elettriche delle automobili. Anche a livello strutturale cerchiamo di avere una maggior sensibilità ambientale, optando, ad esempio, per l’efficientamento degli edifici. In collaborazione con gli uffici comunali vogliamo, infine, essere di supporto alla cittadinanza qualora ci vengano poste delle richieste in merito al Superbonus 110%.

Cambiamo capitolo e parliamo di sociale. Sona è stato il Comune capofila di tutti i 37 Comuni dell’Ovest Veronese in merito al Progetto TAG (Territorio, Attivo Giovani). Quale approccio maturate nei confronti delle nuove generazioni?

A mio avviso, è essenziale una premessa: è fondamentale oggi ragionare per tessuto sociale, pensare e rivedere modalità di aiuto e incentivi sia per i giovani sia per gli anziani, nonostante l’invecchiamento e il pesante calo demografico (che stiamo osservando anche per Sona, NdR). Come ente, abbiamo finanziato progetti per 60 mila euro, ma ci preme interessare anche altri Comuni per realizzare un vero e proprio investimento verso le nuove generazioni.

Quali aspetti da parte dei giovani ha visto maturare con il progetto TAG?

Oltre all’elemento imprenditoriale, è nato un confronto con le istituzioni davvero interessante e maturo: le esigenze di progettualità, che non si è fermata nonostante il Covid, hanno innescato un dialogo costruttivo con l’ente.

Quali saranno le leve principali per il futuro del nostro Comune?

Turismo, giovani e agricoltura saranno le tre leve di identità e sviluppo principale del nostro Comune. Fattori interconnessi tra di loro e in grado di creare un circolo virtuoso nel nostro territorio.

In un articolo dell’ultimo numero del Baco abbiamo citato le Consulte di frazione come un mezzo per coinvolgere i giovani o per operare a favore di essi. A che punto siamo?

Il regolamento è stato approvato. Anche qui: lo slittamento è dovuto principalmente all’emergenza sanitaria, che ha ostacolato la possibilità di costituire incontri e riunioni, telematicamente complicate da affrontare. Partiranno, presumo, a brevissimo.

Quali aspetti, invece, ritiene che siano stati valorizzati durante questo periodo di emergenza sanitaria?

La Protezione Civile e la solidarietà. La prima, su cui abbiamo investito, si è rivelata essenziale, e credo che sia stato ben trasmesso il suo ruolo e le sue funzioni alla cittadinanza. La solidarietà, allo stesso modo, è stata davvero preziosa: in questi mesi abbiamo raccolto oltre 28 mila euro di donazioni spontanee da parte dei nostri concittadini. Un gesto bellissimo che è anche una svolta: indirizzare il proprio aiuto in modo così massiccio nella comunità in cui si vive è un cambio di scenario per noi; e questo mi fa pensare che supereremo questa crisi con maggior forza di quanto pensavamo di avere.

A livello personale, invece?

Un aspetto, ecco, bello di questo periodo è stata la relazione col territorio, che si è letteralmente decuplicata: mi sono sentito primo cittadino maggiormente quest’anno che rispetto agli altri anni di mandato.

Per ultimo vorrei toccare l’aspetto politico: alla luce dell’ultimo gesto di protesta della minoranza, che opinione ha in merito?

Soprattutto nell’ultimo periodo posso affermare di aver lavorato bene con la minoranza nel suo complesso. Forse il rapporto di collaborazione è stato meno intenso nei confronti di un paio di loro, ma nulla da poter compromettere i rapporti politici. L’invio dei regolamenti da parte nostra è stato, è vero, molto affrettato, ma volevamo chiudere in linea con la normativa regionale. Francamente reputo il loro gesto un po’ infantile e spero rivedano la loro posizione.

Come sono i rapporti, invece, all’interno della maggioranza?

Le necessità operative e amministrative dettate dalle contingenze del 2020 ci hanno unito maggiormente.

Anche alla luce di nostri articoli su possibili scenari politici futuri, le chiedo se c’è già qualche ipotesi in merito a chi si candiderà a succederle alle prossime elezioni.

Se mi sarà concesso, io governerò fino all’ultimo giorno. È chiaro che mi piacerebbe mantenere una certa continuità politica da quando abbiamo iniziato il nostro percorso nel 2013, ma ad oggi non ho un nome.