Amo da sempre sfogliare i miei vecchi libri riguardanti gli animali e la natura. Inutile dire che ne ho tantissimi e una volta inquadrato il personaggio che si andava a delineare, atlanti di anatomia comparata, enciclopedie illustrate e compendi scientifici sono stati i miei regali piu’ graditi a discapito di libri come Piccole donne, Cuore o con tutto il rispetto, qualsiasi altro libro venisse sistematicamente rifilato ai bambini della mia etá, non curanti delle attitudini personali.
Tutt’ora attingo da questa sapienza che negli anni ha subito un’evoluzione ma che come ogni volta risveglia in me emozioni e accende in me scintille da condividere. Un capitolo di un libro che vanta l’edizione Selezione dal Reader’s Digest (tanta roba per chi se la ricorda!) si intitola: La natura è arrivata prima. Vero. Verissimo. Crediamo di avere la verità in tasca. Noi ci siamo autonominati specie più evoluta ma nessun altro ha partecipato alle elezioni. Il sottotitolo è ancora meglio: nel campo delle invenzioni, la natura ci ha preceduto e ci ha anche indicato il cammino. Magari, penso.
Come specie suprema autoeletta, noi abbiamo da tempo abbandonato il cammino che la natura ci ha insegnato. Certo ci sono anche i pro, non metto in dubbio ma uno dei contro che viviamo tutti i giorni e di cui sento lamentele tutti i giorni, è il caldo.
E la cosa divertente è che ce lo siamo voluti da soli questo cambiamento. Già sui miei vecchi libri si parlava di surriscaldamento globale, scioglimento dei ghiacciai e buco dell’ozono.
E qui le nostre strade si dividono. Noi umani continuiamo imperterriti a modificare l’ambiente a nostro piacimento vivendo reclusi in spazi climatizzati, che ricordo, consumano energia ed emettono calore all’esterno. Gli animali invece, che c’erano ben prima di noi, si adattano, grazie all’evoluzione.
Caldo estremo? Vi presento gli estremofili, per la precisione ipertermofili, batteri in grado di sopravvivere in condizioni di temperatura impensabili per noi! Il microrganismo Strain 121 (un archeobatterio) sopravvive, e si riproduce a 121 °C. (Alla faccia di Antò fa caldo!) Vive nelle sorgenti idrotermali oceaniche profonde dove l’acqua resta liquida a temperature altissime. Il Thermus aquaticus invece, vive nelle acque a 70-80 °C del parco di Yellowstone. Chiunque altro, verrebbe cotto!
Lasciando però il mondo dei supereroi, il resto degli animali si divide in due grandi gruppi. Eterotermi, la cui temperatura dipende dall’esterno e omeotermi, la cui temperatura è fissa entro alcuni range a adottano delle strategie come la sudorazione e brividi con orripilazione (la famosa pelle d’oca) per mantenerla costante in caso rispettivamente di caldo e freddo. Del primo gruppo, fanno parte insetti, pesci, anfibi e rettili. Del secondo mammiferi e uccelli.
Indipendentemente dal gruppo, molti gruppi animali adottano le stesse strategie. Ad esempio chi vive e costruisce tane sottoterra (per citarne alcuni, cane della prateria e formiche) costruisce queste vere e proprie case in maniera asimmetrica, il che crea una differenza di pressione atmosferica tra le aperture. In questo modo l’aria viene “aspirata” dentro la tana, garantendo una ventilazione continua e un ricambio d’aria fresca senza spendere un soldo.
Alcuni animali invece, hanno modificato la loro anatomia per resistere alle alte temperature. Ne sono un esempio gli elefanti e i fennec, piccoli mammiferi che vivono nel deserto. Entrambi hanno orecchie grandissime riccamente vascolarizzate. Il sangue che arriva alle orecchie cede calore e si raffredda con l’aria tornando nel corpo con qualche grado in meno.
Probabilmente anche le placche sulla schiena dello stegosauro avevano questa funzione. Di fatto, soluzione identica ai radiatori delle nostre automobili e alle unità esterne dei climatizzatori. Anche il cammello, non certo simbolo di bellezza, quanto di adattamento può resistere a importanti escursioni termiche tra il giorno e la notte grazie alla pelliccia che isola dal caldo e dal freddo ma soprattutto, per non sprecare acqua preziosa lascia che la sua temperatura corporea salga con quella esterna iniziando a sudare quando noi saremmo già sciolti!
L’EDITORIALE DEL BACOSona: Suona la campanella tra volti nuovi e l’entusiasmo di sempreMolti ungulati raffreddano il sangue nelle cavità nasali prima che raggiunga il cervello mandandolo in shock… cosa che sarebbe molto utile a noi umani che con il caldo diventiamo particolarmente irascibili!
Oltre alle modificazioni anatomiche gli animali sfruttano adattamenti comportamentali diventando strettamente notturni o crepuscolari per azzerare l’esposizione ai raggi solari. Nessun animale si sognerebbe di fare nulla tra le 11 e le 15 del pomeriggio!
I nostri nonni e chi prima di loro vivevano secondo ritmi e leggi della natura. Camminavano con essa e imparavano osservando gli animali. L’adattamento animale è a “impatto zero” e integrato nell’ecosistema. Il climatizzatore umano è una soluzione che alimenta il problema globale (emissioni e riscaldamento). Troviamo un sollievo temporaneo ma ci discostiamo ancora di più da ciò che siamo davvero. Mammiferi omeotermi figli di un’unica Madre Terra. Come tutte le madri, non ha energia infinita.
Pensiamo davvero che la cosa non ci riguardi o forse potremmo pensare di adattarci un pochino tutti quanti? Vi lascio alle vostre riflessioni con questa citazione tratta da “Lessons from Europe for American Business” di Leon C. Magginson che nel 1963 parafrasò il pensiero di Darwin: “Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva al cambiamento. Se la nostra unica risposta al cambiamento climatico è un termostato più basso, stiamo programmando la nostra stessa estinzione”.
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