Lettere ai familiari scritte da un soldato di stanza a Sona nella Prima Guerra Mondiale

Nel 2002 fu pubblicato il libro “Verificato per censura”, a cura di G.Bellosi e M.Savini. E’ una antologia di cartoline e lettere scritte durante la Prima Guerra Mondiale dai soldati romagnoli dalle zone di combattimento ai loro familiari.

Leggendo, con sorpresa abbiamo trovato le missive di un milite cesenate, Giuseppe Brandolini, di professione bracciante, acquartierato a Sona nel gennaio 1917. Per gentile concessione dell’editore “Il Ponte Vecchio” ne riproduciamo ampi stralci oggi, in occasione delle celebrazioni del 4 novembre.

Sona 8 – 1- 1917.

Cara Moglie, e Genitori,

vi scrivo questa letera Col dirvi / che mi trovo in Ottima salutte / Come spero di voialtri tutti / in famiglia. O vi prego miei / Cari Genitori e Moglie di stare uniti / e di andare dacordo e se ci fosse / qualche parola perdonatevi / duna parte e dalatra. tu Cara / Moglie sai che i genitori Biso=/gna portargli rispetto, e  Cosi dovrete / fare voialtri Genitori e poi / non vene e Bisogno che velo dica / perché siete più grandi / di mè e di voler Bene i / Bambini perché Mè a quando / vedo dei Bambini mi pare di vede=/re i miei Trè figli e non pasa // un momento che non li abia / in Memoria. dunque te Cara / Maria anche tè devi voler Bene / la tua Pia e il tuo fratelino / Urbano la tua mama e la / Nona e il Nono, ricordati di andare alla Scuola e in parare che presto / voglio che mi scrivi una Cartolina / i lustratta devi dare molti baci / alla Pia e urbano perme / dunque voletevi Bene/ ieri vi o spedito una cartolina / a voialtri e al mio fratello / e quando li avrete ricevuti / fateci pronta risposta. dunque / Tralasio col salutarvi tutti / in famiglia Baci Baci ai / miei <i> Tre Bambini e mifirmo / Per sempre vosto Giuseppe (…)

Sona 18 – 1 – 1917.

Cara Moglie e Genitori,

Con Molto piacere rispondo alla / vostra lettera e Cartolina nel / sentire che vi trovate in Buo=/ na salute e Così un simile / di mè in quando volete sape=/ re Come sto a dormire vi dirò / che si sta Bene si dorme sul / pagliericio posto sulle asse / si passano due lenzuoli di / tella e due Coperte di lana / grande che si adopiano e così / fa per quatro di più si passa / i lenzuoli in modo che si / dorme Bene e del fredo non / sene patissee. Vi dirò che la / stagione e Bella il fredo ancora / non s’è Conosiutto, in modo che / anche per la stagione si sta Bene, in quando il mangiare // si stà Bene, si pasa il / Brodo e la Carne due volte alla / Settimana e si pasa il riso e la / Pasta una Pagnota / in modo che si mangia Bene / Vi facio sapere che il giorno / 14. di questo Mese vi o spedi=/ to i miei pani e li o spediti / diretti a la Posta a Cesena / e quindi anderette a vedere alla Posta a Cesena (…)

Cara Maria e Pia fate le Buone Bambine rispe=/ tate la vostra Mama la / Nona e il Nono. Voletegli bene / il vostro frattelino urbano // che quando vengo a casa vi porto / la Cicolatta e Tè Maria che / vai alla Scuola cerca din parare / Bene. Basta Cara Moglie / anche tè cerca di far Bene / che Cosi starete Meglio voial=/ tri a Casa e starò melio anchio (…). Altro non mi resta che / Salutarvi a tutti Baci alle / mie Bambine e urbano / che sempre li oh in memo=/ ria non passa un’ora che / non li abia sul Cuore un salutto a tutti Voialtri / Mi firmo Affmo Giuseppe

Sona 26 – 1 – 17.

Cara Moglie e Genitori,

Rispondo alla vostra lettera con / molto piacere nel sentir dire che / state tutti Bene e così e un simi=/ le di me quando scrivete / fatemi sapere se avete vendutto il fieno / o se avete comperatto ancora le vitelle (…). Dicendo il vero adeso / non né o Bastanza di quel vitto / chi si pasa e mi toca prendere / sempre Cinque o sei soldi / di pane al giorno oltra il / vitto che si Passa il mangiare / e Buono ma e poco e se mi Biso=/ gnasse qualche soldo lo mando / a dire. quando poi scrivette / fatemi sapere quando e che non / a scritto mio fratello perche io / cio scritto due volte e non o vuto / nesuna risposta spero che no / gli sarò suceso niente e man=/ datemi anche il suo in dirizo / per vedere se è come quelo che o io // Altro non mi resta che salutar=/ vi Baci a Urbano, a Pia e alla / Maria, Mi firmo vostro Giuseppe

Cara Moglie

Vedo che tù ai un gran / piacere di / scrivermi Tù ma cosa / voi non sei capace perche / io voglio che mi rispondete / a quello che io vi domando / Vedo che tu dici che state / tutti Bene e con questo baste=/ rebe e quando sento e la mia / contenteza. ma non si ariva a / capire proprio niente. dunque / se voi scriver cerca di scriver // Meglio specialmente lindi =/rizo perché inelultima letera / che mi ai mandato non so come / abia fato avenire che lindirizo / si conoseva Apena, e anzi mi / ano mandato a chiamare in fure=/ ria e man deto ce una letera non / si capise che dica Brandolini o Brandolicci. in modo che quando / lo vedutta che o conosutto le / tue zampe da Gatto o detto e / mia e quindi era ma però ti / dico specialmente lindirizo / fallo Bene (…). Altro non mi resta che salutarti / ate e i_ genitori Tanti baci / alla mia Maria Pina e Urbano / che tanto li o in memoria / non pasa una note un giorno che / non li abia da vanti specialmente / la Pina che quella matina no lo veduta / credendo di venire a casa alla sera / e dili quando vengo gli porto la cicolata / a tutti e Tre, Baci e Saluti suo / Babbo, // i pachi dei / Pani sono / duè uno / la Mantela e laltro / il /vestito

Sona 30 – 1 – 17.

Cara Moglie e Genitori,

Vi mando questa Cartolina / col dirti che mi trovo in Buona / salute e Cosi spero di voi tuti / vi diro che ieri laltro o rice=/ vutto una Cartolina dal Mio / frattelo anche lui stà Bene. Vi dirò che mi / Bisogna un po’ di Soldi / e sé melli mandate / mandelli subitto, perché / il mangiare che si passa / e Buono, ma e poco in / modo che se non si Compra / pane o Polenta vi sono / tanti giorni che si patise / anche la fame. Tralasio / Col Salutarvi tuti in fami=/ lia Baci ai miei Trè figli / mi firmo vostro, Affmo Maritto e Filio Giuseppe

Per la cronaca, il fante Giuseppe Brandolini morì il 4 maggio 1917 sul Carso per ferite riportate in combattimento. Chissà come avranno fatto a cavarsela, senza di lui, la moglie e i piccoli Urbano, Pia e Maria.

(Nella foto in alto, soldati della Prima Guerra Mondiale a riposo sulle brande, alcuni dei quali leggono o scrivono lettere. Il quarto da sinistra è il dott. Emanuele Beggiato, che diverrà medico condotto del Comune di Sona).