“L’esempio, prima di tutto”. Paolo Pietropoli, presidente del NOI di Lugagnano

Ascolta questo articolo

“Meglio che evitiamo di parlare della situazione economica attuale, altrimenti non ne veniamo più fuori”. Ci accoglie così Paolo Pietropoli, il nuovo Presidente del NOI di Lugagnano, quando andiamo ad incontrarlo per approfondire i temi di fondo di quella che vorrà essere la sua presidenza. “La situazione anche nel nostro Comune è ancora critica e si fatica a vedere una via d’uscita. Temo che nei prossimi mesi assisteremo al crescere delle difficoltà per molte famiglie, un problema enorme. Anche se, per come sono fatto, credo fortemente che ci siano le possibilità per venirne fuori, tutti assieme”.

Paolo Pietropoli, 47 anni, sposato con tre figli – due ragazzi di 21 e 17 anni e una ragazza di 13 – nato a Caselle e trasferitosi poi a Lugagnano, titolare di una conosciuta azienda di serramenti, ci invita ad accomodarci in una saletta del suo stabilimento in via Betlemme a Lugagnano. L’ora è quella di cena e si avverte la stanchezza della giornata di lavoro.

Quando è avvenuta la sua elezione quale presidente del NOI? Iniziamo a chiedere. “Lo scorso novembre, e il mandato durerà quattro anni. Quando ci siamo sentiti per concordare questa intervista mi chiedeva le motivazioni per le quali mi sono proposto come Presidente. La risposta è semplice, volevo dare continuità ad un lavoro che come Consigliere portavo avanti da due mandati con molte persone dell’attuale Direttivo. Volevamo che i molti progetti già in essere o in cantiere trovassero continuità anche per i prossimi anni”.

Con quali obiettivi? “Guardi, come giustamente diceva il nostro Presidente Provinciale, i Circoli NOI operano in quella terra di frontiera che sta in mezzo tra il mondo ecclesiale e il mondo laico. Noi operiamo a scavalco di queste due realtà, saldandole assieme per meglio rispondere alle esigenze delle comunità dove operiamo. A Lugagnano – insiste Pietropoli – si lavora bene in questo senso. Anche perché la realtà associativa e di volontariato è di straordinaria qualità e quantità”.

All’inizio della nostra chiacchierata accennavamo ad una situazione sociale non semplice. Proviamo ad approfondire il tema dal punto di vista di un osservatore qualificato quale sicuramente è il Presidente di un’associazione molto inserita nel tessuto locale come il NOI? “Avvertiamo sempre più un forte disagio economico in tante famiglie di Lugagnano. Disagio che resta in parte sommerso solo per la grande dignità e il grande orgoglio di queste persone, che assolutamente non vogliono che alcune situazioni diventino di dominio pubblico. Ma, mi creda – ci dice allargando le braccia – il problema esiste. E sta assumendo forme e dimensioni assai preoccupanti”.

Proviamo a scendere su temi di stretta competenza del NOI. Se le chiedo quale sia un fronte primario sul quale lavorare a Lugagnano cosa mi dice? Senza pensarci un attimo la risposta arriva immediata: “I genitori! Noto come la partecipazione dei genitori alle attività che proponiamo per ragazzi e giovani in parrocchia sia ancora troppo carente. Non è ancora passato compiutamente il concetto che la vera socialità i ragazzi la esprimono fuori di casa, e quindi una presenza qualificata e consapevole dei genitori nei luoghi dove questa socialità si esplica è assolutamente strategica, necessaria. Solo con l’esempio che diamo ai nostri figli, anche vivendo la comunità in prima persona, possiamo pensare di trasmettere alcuni valori cardine. Se poi posso vorrei sottolineare un altro aspetto del problema”. Prego. “A Lugagnano soffriamo per una cronica carenza di spazi di aggregazione aperti ai ragazzi. Ci sono è vero, e sono fondamentali, moltissime associazioni sportive che in maniera meritoria animano il tempo libero. Ma mancano spazi fisici nei quali i ragazzi possano ritrovarsi non in maniera organizzata, semplicemente per stare assieme e socializzare. Parlo di parchi, di aree verdi, di strutture. In questo senso – insiste Pietropoli – la Parrocchia è un’eccezione positiva, ed anche per questo necessita della presenza dei genitori”.

Accennava alla Parrocchia di Lugagnano, come vede il suo stato di salute in questi tempi? “Mi spingo senza dubbi a dire che quello che stiamo vivendo è un periodo assolutamente positivo. Abbiamo trovato la chiave per un’azione di grande coordinamento tra i vari gruppi, con un forte spirito di collaborazione. Questo permette di portare avanti in maniera efficace progetti e obiettivi condivisi. Non posso non sottolineare come moltissimo di quanto sta accadendo sia assolutamente merito del prezioso lavoro e delle intelligenti vedute dei nostri due Parroci, Don Antonio Sona e Don Roberto Tortella. Sono i primi a credere in questo lavoro di squadra e a spingere sempre e comunque in questa direzione”.

E i ritorni in termini di partecipazione? “Ottimi, solo come esempio le accenno alla Festa del Tesseramento, con la presenza di 330 persone. Certo, lo scopo rimane comunque quello di aggregare più persone possibili. Abbiamo più di mille soci ma non ci fermiamo. Vogliamo che la nostra realtà sia sempre aperta a tutti, vecchi e nuovi cittadini di Lugagnano. Vero è, e questo secondo me deve restare un punto cardine, che il volontariato non deve costituire un modo come un altro per occupare i ritagli del tempo libero ma deve essere caratterizzato sempre da impegno e sacrificio, per donare agli altri tempo prezioso. Perché solo così il tempo che doniamo può assumere le caratteristiche di qualità e quantità che da anni sappiamo offrire come NOI. Consapevoli, e forse non tutti se ne rendono conto, che poi i ritorni in termini di soddisfazioni personali e gioia che arreca il servire sono immensi. Purtroppo la situazione sociale – e qui la voce del Presidente si fa grave – richiederà sempre più gratuità ed impegno nel sociale, per rispondere a problemi temo sempre più grossi”.

Alziamo un attimo lo sguardo, quale secondo lei deve essere oggi il ruolo della Parrocchia in un paese come Lugagnano? “Il ruolo? Quello di sempre: testimone del Vangelo. Concetto che può esplicitarsi in moltissime forme. Ad esempio un grande sforzo lo stiamo facendo verso chi è meno inserito nella nostra comunità. Non le nascondo la profonda gioia che viviamo quando in qualche attività riusciamo a coinvolgere persone o famiglie che usualmente non frequentano i nostri ambienti. Significa che si sta seminando bene”. 

Per chiudere, quali iniziative avete in cantiere? “Sicuramente di riproporre e consolidare tutti quei progetti di animazione e formazione che da anni portiamo avanti, per le differenti fasce d’età. Ad esempio stiamo lavorando molto per proporre ai ragazzi delle medie, e già lo facciamo, dei momenti specificatamente dedicati a loro. Come il sabato sera nel bar NOI, dove i ragazzi possono ritrovarsi e stare assieme in una situazione non organizzata ma comunque sicura e sana. Grande attenzione quest’anno porremmo poi alla Missione Giovani che si terrà la prossima primavera e che ci vedrà coinvolti in prima linea con i nostri gruppi. Vorrei poi sottolineare che il Direttivo del NOI è sempre pronto a recepire progetti ed idee dei soci. Vorremmo proprio che si creasse questo circolo virtuoso di trasmissione di idee, per crescere assieme. Il mio ruolo di Presidente, come lo concepisco io, è infatti proprio quello di mediare e di coordinare posizioni ed istanze differenti, per raggiungere gli obiettivi prefissati. Abbiamo un Direttivo molto ben strutturato e motivato, che vuole proseguire il grande lavoro svolto dal Direttivo che ci ha preceduti, e che mi sento di ringraziare per l’enorme lavoro svolto. Sono certo che sapremmo lasciare un segno del nostro lavoro”.

Ci salutiamo, non prima di un piccolo aneddoto personale (“sono arrivato a Lugagnano da Caselle a 23 anni quando mi sono sposato. E da subito ho avvertito negli abitanti di Lugagnano un grande spirito di accoglienza, che constato ogni giorno non essere andato perso. Serve però lavoro ed impegno”) e di un arrivederci. I temi di cui parlare in futuro non mancano sicuramente.