L’edificio del Municipio di Sona, una vicenda che si lega saldamente alla storia del capoluogo

Il prezioso e fornitissimo archivio storico di Mario Pachera, fotografo professionista con studio a Lugagnano, reporter del Baco fin dalla sua fondazione, ci ha fornito un’immagine dei primi anni ’80 dei lavori di ristrutturazione del Municipio di Sona.

Il Municipio nella sua prima sede era ubicato a fianco dell’attualeall’inizio di Via Roma, nel cortile cui si accede da un volto tuttora presente, dove ha sede un noto ristorante al piano terra, con abitazione al primo piano.

Gli anziani del paese ricordano, dopo l’ingresso, una bella scala in pietra che conduceva al piano superiore dove vi erano le stanze del Sindaco, del Segretario comunale e la sale riunioni, mentre nel sottotetto era ricavato l’archivio. Al piano terra c’era l’abitazione privata del Segretario comunale.

Con provvedimento n. 42 del 12 dicembre 1930, durante il Regime fascista, il Podestà Luigi Tonelato prese atto che la vecchia sede era insufficiente ai bisogni crescenti della Comunità e comunicò che era stato messo in vendita in centro paese il Palazzo Carnesali, con annesse case popolari, che poteva essere adibito a sede comunale ed anche ad abitazione per il Segretario comunale e per il Medico Condotto.

Acquistò quindi l’immobile dalle allora proprietarie Margherita De Dominicis e Laura Carnesali per la somma di 100 mila Lire (95 mila euro a valori attuali).

Dopo una importante ristrutturazione (l’edificio era privo anche di impianto di riscaldamento), la nuova sede fu inaugurata l’8 maggio 1932.

Le sedute del Consiglio comunale fino al 1908 venivano aperte al pubblico solamente se la maggioranza del Consiglio di volta in volta lo deliberava. Dopo quella data, una norma legislativa tuttora vigente, impose l’obbligo di sedute pubbliche, salvo nei casi in cui vengano discusse questioni che chiamavano in causa singoli cittadini.

partire dal 1923 e fino al 1946 non fu presente un Consiglio comunale a causa, inizialmente per le dimissioni anticipate rispetto al termine del mandato del Sindaco Zampieri, e successivamente perché il subentrato Regime fascista, cumulò sul Podestà le funzioni svolte prima da Giunta e Consiglio.

Nel dopoguerra, e fino al 1985, il Consiglio comunale si riunì in sedi improvvisate. Per anni, infatti, vennero usati due uffici del municipio accessibili anche dall’esterno dell’edificio. Nella giornata fissata per il Consiglio comunale venivano spostate le scrivanie lungo le pareti ed i Consiglieri si sedevano nella prima, con casualità negli spazi resisi disponibili.

La porta fronte strada veniva tenuta aperta per consentire ai cittadini che intendevano assistere al Consiglio di essere accolti nella seconda, comunicante.

Per un breve periodo il Consiglio si trasferì nell’Asilo Romani, ma poi si tornò nella sede comunale per la difficoltà di trasferire documenti ed altro ad ogni seduta.

L’ultima soluzione adottata, prima dell’attuale, fu quella di una sala nella sede comunale, che aveva accesso diretto da via Roma, divisa in due parti da transenne, una parte ospitava i Consiglieri, disposti ad U e l’altra il pubblico che poteva sedere per file allineate.

L’Amministrazione comunale nei primi anni ’80, a cinquant’anni dall’inaugurazione del vecchio Municipio, ritenne giunto il momento di ristrutturare la ormai vecchia sede comunale.

La ristrutturazione dell’immobile – testimoniata dalla foto che pubblichiamo – fu decisa con delibera consigliare n. 101 del 24 marzo 1980, Sindaco chi firma questo pezzo, e realizzata con una spesa complessiva di 1,8 miliardi di Lire (2,2 milioni di euro a valori attuali) durante l’Amministrazione del Sindaco Giorgio Gatto.

Il Municipio ristrutturato ed una nuova sala consigliare autonoma, affiancata al vecchio fabbricato, furono inaugurati il 24 marzo 1985.

Durante la ristrutturazione dell’immobile non fu semplice gestire l’Attività amministrativa, che non poteva essere interrotta. Si iniziò trasferendo gli uffici del Sindaco, Giunta e Segretario comunale al primo piano dell’attuale sede servizi sociali in via Roma. Al piano terra dello stesso immobile furono sistemati gli uffici che fornivano servizi di sportello. L’ufficio tecnico fu trasferito nel sito ora sede del Gruppo Alpini di Sona capoluogo. Il piano terra dello stesso immobile venne adibito a sede della Commissione edilizia. Il vicino locale, chiamato “Sala Affreschi”, divenne la sede temporanea del Consiglio comunale. Nel periodo venne ordinato e messo in funzione il primo calcolatore elettronico del Comune.

Il progetto di ristrutturazione, che aveva previsto sostanziali modifiche nella ripartizione degli spazi uffici, consentì la realizzazione di un ampio scantinato tuttora usato quale archivio. Questo intervento fu assai complesso per la presenza a pochi metri di profondità della falda acquifera. L’evento non destò sorpresa però, perché le persone anziane erano a conoscenza che nel piazzale antistante il Municipio per molti anni fu presente un pozzo di uso pubblico.

Inoltre, per disporre di maggior spazio si rimodulò la linea del tetto, alzandolo ed ampliandolo sul lato sinistro. Nella foto sotto si può vedere come si presentava il Municipio prima della ristrutturazione.

Una curiosità: durante lo sgombero dell’immobile venne trovato un bellissimo documento storico, una “Topografia della Decima del Comune di Palazzolo” del 1793 del periodo della Serenissima, che da allora fa bella mostra di sé in sala Giunta.