L’edificazione dell’Ossario di Custoza, una storia che riguarda molto da vicino anche Sona

Durante le battaglie di Custoza del 1848 e del 1866, combattute nei territori dei Comuni di Sommacampagna, Villafranca, Valeggio, Castelnuovo e Sona, i morti vennero sepolti nei campi in fosse comuni ricoperte da un cumulo di terra e segnate da croci di legno.

Il 24 agosto 1866 arrivò al Comune di Sona la seguente lettera: “Ritenuto che il Comune di Sona avea l’obbligo di seppellire i cadaveri dei Militi morti nella battaglia del 24 giugno c.a. venne limitato il compenso a soldi 50 per una volta tanto a ciascuno dei n° 297 individui dati requisiti pel seppellimento. La spesa quindi di Fiorini 148,50 viene al Comune rifusa dalla Provincia che emise già il relativo mandato”.

Con la fine delle ostilità cominciarono ad arrivare a Custoza dall’Italia e dall’estero i famigliari delle vittime per vedere e pregare. Dopo un giro presso le varie fosse, si recavano al cimitero, si intrattenevano col Parroco e lasciavano un’elemosina per la celebrazione di messe di suffragio. Per il Parroco don Gaetano Pivatelli quelle visite spesso strazianti, di madri che non trovavano un posto dove posare un fiore, di parenti che trovavano indegna quella sistemazione dei loro cari, provocavano un’emozione infinita.

I resti dei caduti a Sona presenti nell’Ossario di Custoza.

Incominciò a parlarne con tutti e a scrivere ai giornali. Scrisse anche al Re Vittorio Emanuele Il e all’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe perché “si degnassero di concorrere all’erezione di un mausoleo degno di accogliere i resti mortali di tutti i caduti delle battaglie di Custoza del 1848 e del 1866, anche se di popoli diversi”.

Il giornale L’Arena e altri enti aprirono delle sottoscrizioni. Finalmente il 23 luglio 1875, si costituì a Verona un “Comitato promotore dell’Ossario di Custoza”, composto da venti persone e presieduto dal Sindaco comm. Giulio Camuzzoni, che nella seduta dell’8 agosto stilò un programma per costituire una Società che aveva lo scopo della costruzione dell’Ossario, di aprire una sottoscrizione nazionale per finanziarlo, di costituire un Comitato esecutivo per tutto quello che si doveva fare.

Il Consiglio comunale di Sona nella seduta del 9 giugno 1876 deliberò di offrire lire 30 “col vivo rincrescimento di non poter concorrere con somma maggiore” (nell’immagine sotto).

L’undici gennaio 1877 si riunì un sottocomitato incaricato dell’esumazione delle ossa, presieduto dal Conte Carlo Gazola del quale facevano parte anche i Sindaci o loro incaricati dei Comuni di Sommacampagna, Villafranca, Valeggio e Castelnuovo. Decise che si doveva iniziare l’escavazione delle ossa e che queste si dovevano custodire nei rispettivi cimiteri, che i Sindaci dovevano tenere conto del numero dei cadaveri e degli oggetti ritrovati.

Il 20 gennaio il Sindaco Camuzzoni scriveva al Sindaco di Sona invitandolo ad aggregarsi al sottocomitato in quanto era emerso che “anche nel territorio di Sona sono sepolti parecchi dei morti delle battaglie di Custoza”.

Per sorvegliare “l’escavo delle ossa” a Sona vennero nominati i signori don Giobatta Modena, parroco di S. Giorgio in Salici, Cavazzocca Nob. lng. Francesco, Cavazzocca Nob. Ugo, Turrini Benvenuto, Bragastini Bortolo, Troiani Eugenio-Bortolo, Tagliapietra Alessandro in qualità di segretario della Commissione.

Il 21 febbraio il Conte Ugo Cavazzocca dei Mazzanti scriveva al Segretario comunale di Sona Tagliapietra che nei suoi terreni di S. Rocco aveva già esumato 37 valorosi caduti e prevedeva che in tutto fossero 50; quanto a oggetti ritrovati c’erano solo “alcuni bottoni e palle” perché al momento della guerra la maggior parte venne spogliata di tutto e 19 mesi dopo “venne ordinato di approfondirli, così sparirono gli ultimi avanzi”.

Alla fine, dalla lettera del 26 febbraio 1877 si apprende che vennero trovate varie palle di fucile, qualche oggetto in ferro ed ottone, una baionetta, una moneta d’oro da lire 10, una d’argento da lire 5, tre da lire due e quattro da lire 1 per cui venne rimesso al Conte Gazola l’importo di lire 25.

Per il progetto dell’Ossario venne indetto un concorso nazionale gratuito a cui risposero 67 progettisti che offersero 82 progetti; questi vennero esposti alla Gran Guardia dal 10 al 24 giugno 1877, dalle ore 12 alle ore 17 con “viglietto d’ingresso fissato in Centesimi 50”. Risultò vincitore il progetto dell’architetto veronese Giacomo Franco.

L’Ossario di Custoza venne a costare lire 90.000 (euro 340.000 al valore attuale) e fu solennemente inaugurato il 24 giugno 1879 dal Re Umberto I.

La Delibera del Consiglio Comunale di Sona del 9 giugno 1876, per la concessione del contributo per la costruzione dell’Ossario di Custoza

Articolo tratto da “Lugagnano, Palazzolo, San Giorgio, Sona. Fatti, storie, personaggi. Volume I. Dal Regno Lombardo-Veneto al Regno d’Italia (1866-1901)” di Renato Salvetti, Luigi Tacconi e Mario Nicoli. Edizioni “Il Baco da Seta”, 2011.

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