Le visite pastorali nella parrocchia di Sona capoluogo dal 1526 al 1856: una cronaca storica della vita delle nostre comunità

Una fonte importante per la storia del nostro passato è costituita dalle visite pastorali che i Vescovi della diocesi di Verona compivano nelle parrocchie. Al loro seguito avevano un segretario, che redigeva una relazione dettagliata di tutto ciò che aveva visto: i Parroci e i Curati, i Cresimandi, le chiese e i loro arredi sacri, le confraternite, i cimiteri, le autorità comunali. Venivano perfino fatti i nomi delle persone da redarguire per il loro comportamento, come quelli che convivevano senza essere sposati.

Quelle che è possibile scaricare gratuitamente al termine di questo articolo sono le cronache (scritte in latino fino a tutto il ‘700 e da noi tradotte) delle visite eseguite nella parrocchia di Sona capoluogo fra il 1526, epoca in cui era Vescovo Gian Matteo Giberti, al 1856, anno in cui la diocesi era guidata da Monsignor Benedetto De Riccabona.

Le curiosità non mancano: in località San Martino esisteva una cappella dedicata al santo omonimo, la chiesetta del cimitero era tenuta in mediocri condizioni già allora, fu ordinato che la gente doveva depositare le armi fuori dalla chiesa al momento di entrare per la messa, il livello di istruzione dei Parroci era scadente (prima del Concilio di Trento), e molto altro ancora.

Nella foto in alto: busto marmoreo del Vescovo Agostino Valier, che visitò la parrocchia di Sona nel 1569.