Le tre P della Musica: Il circolo virtuoso, un viaggio che ci porta a realizzare i nostri sogni

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Oggi vorrei parlarvi della regola delle “3 P” che ho imparato studiando uno strumento musicale. Se dovessi dirvi di cosa si tratta in poche parole, direi che è un circolo virtuoso, ovvero una catena di eventi che si rafforzano in un ciclo continuo che porta ad un miglioramento costante.

In un circolo, ogni cosa è la naturale conseguenza di quella precedente, e prepara quella successiva in un floating continuo di pensieri e azioni. La Passione, la Pratica e la Perseveranza saranno gli ingredienti alla base di questa semplice formula di cui vorrei parlarvi e che hanno il potere di creare un circuito perfetto se compreso.

Al centro del circolo metteremo la Pratica, che è il cuore pulsante di tutto, ed è con essa che possiamo rendere reale un sogno, un’aspirazione, una visione. La pratica deve avvalersi di azioni chiare che cambiano in relazione agli obiettivi che abbiamo. Significa individuare da soli o con un insegnante le forme di esercizio che ci permetteranno di imparare un’abilità.

Non abbiate dubbi però, la pratica è difficile e richiede un sacrificio pesante, soprattutto in termini di tempo, che è sicuramente limitato ed è anche l’unico vero tesoro della nostra esistenza: va speso bene. D’altronde, la verità si difende dalla pochezza attraverso le difficoltà.

Ci vuole necessariamente una prova, un viaggio, per trovare qualsiasi cosa desideriamo. Lo imparò anche Ulisse quando partì da Itaca e non poteva certo immaginare il viaggio che lo avrebbe portato così lontano dalla sua isola. Così l’Odissea è diventata, anche dopo secoli, il simbolo incrollabile della ricerca umana, che fa del viaggio la meta.

Per riuscire nel cammino, dunque, serve un motivo incrollabile, qualcosa che ci spinga ad avere una fiducia in quello che facciamo, perché i risultati potrebbero tardare ad arrivare, e le prove essere tremendamente ardue.

Il motivo di ogni viaggio non può che essere una Passione, da qui deve cominciare il nostro circolo virtuoso. La passione nella vita può arrivare come un dono, oppure si crea semplicemente iniziando ad interessarsi di qualcosa. In ogni caso si deve alimentare con cura e si deve proteggere: si deve difendere dagli attacchi della vita, che ci farà sentire il peso delle “sue” priorità. Non è una cosa immortale e non è un dono illimitato, ma infinitamente importante perchè significa rimanere fedeli a se stessi e alle proprie aspirazioni. Assomiglia ad una fiamma che ci dona nuova vita, sempre nuove energie per continuare il viaggio.

La passione si può proteggere solo con la Perseveranza (la terza “P”), che è fondamentalmente la volontà di persistere, di non mollare mai, di trasformare la nostra passione in un’abitudine irrinunciabile. Si può perseverare in diversi modi: pianificando; organizzandosi; creando delle routine; gestendo il tempo con precisione; usando agende e liste; abituandosi alla fatica. Si tratta, dunque, di trasformare la pratica in uno stile di vita, un’abitudine irrinunciabile, giorno per giorno. Perseverare significa anche imparare a gestire la rabbia, convivere con le frustrazioni dei fallimenti, ed infine riuscire a gioire delle vittorie facendone tesoro.

Il circolo è completo. Così quando la passione dal cuore passa alle mani e diventa pratica, la ruota comincia a girare e se perseveriamo nel tempo inizieremo a muoverci in avanti. Lì ha inizio il nostro viaggio per affermarci a dispetto della fortuna che possiamo avere o meno.

Ora pensando ad un film che potesse parlarvi di questo argomento e ispirarvi, me ne sono venuti in mente tanti, perché quello della realizzazione, è un tema da sempre caro al cinema. Però dovendone scegliere uno solo, non posso che esortarvi a (ri)guardare con occhi nuovi e particolari il primo “Rocky”, simbolo senza tempo della motivazione e del riscatto attraverso l’allenamento. Questa pellicola è l’emblema di tutto quello di cui vi ho parlato ed è anche l’occasione per risentire il grande Gigi Proietti (recentemente scomparso) che per primo diede la voce a Sylvester Stallone in Italia.

Guardando nella mia discoteca ho trovato un album che fa qui al caso nostro. Nel 1997 dopo dieci anni di inattività la PFM torna sulle scene con un concept album che fece emozionare, dal titolo “Ulisse”. Hanno scelto il tema del viaggio per tornare a fare musica e può essere un’ottima colonna sonora per questo tema. Sentite qui l’intro recitato da Ricky Tognazzi a inizio album e, se vi va, ascoltate l’album.

Se invece preferite leggere un libro, quello che fa per voi è proprio “Il Circolo Virtuoso” di Osho.

La controversa figura del famoso guru indiano, spesso oscurata dalla sua condotta di vita incongruente, non deve distrarci dalla bellezza dei suoi discorsi. I suoi libri, infatti, sono spesso trascrizioni di discorsi che teneva davanti a centinaia di adepti, illuminati dalla sua indiscutibile luce – “Hai sentito parlare del circolo vizioso: una cosa porta a un’altra, e la seconda riporta alla prima, creando un circolo vizioso. Questo invece io lo definisco il circolo virtuoso: una cosa porta all’altra, e tu ti elevi sempre di più, sali a sempre maggiori altezze, a una sempre maggiore pienezza.” – Osho.

Cari lettori, ringraziandovi per l’attenzione vi saluto e in attesa di ritrovarvi al prossimo appuntamento su queste pagine, non mi resta che augurarvi di riuscire ad ascoltare le vostre fiamme.

Se facciamo silenzio, le sentiremo scoppiettare piano, coperte dal rumore della vita. Tutti ne abbiamo almeno una.

Trovate le lezioni di Erik Spedicato, batterista e presidente del scuola di musica Onemusic Academy di Lugagnano, nel suo blog su questo sito: “La Versione di Erik”.