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Sembrano non avere fine i problemi che tutte le scuole italiane stanno affrontando, e anche a Sona non sembra andare meglio.

Dopo tre settimane dal tanto desiderato primo giorno di scuola, nessuno dei nostri istituti comprensivi sta svolgendo il regolare orario curricolare.

A Lugagnano l’ennesima circolare informa i genitori degli alunni che l’orario di uscita sarà ancora ridotto per la scuola secondaria (nella foto) e solo antimeridiano per materna ed elementari. Se fino ad oggi si temporeggiava di settimana in settimana, in questa occasione la circolare ha validità “fino a nuova comunicazione”.

A Sona invece le scuole medie sono entrate a regime dal secondo giorno di scuola e le elementari dal 28 settembre ma rimane ancora in sospeso l’orario pomeridiano per le due sezioni che raccolgono i bambini di 3 anni.

A questo problema va aggiunto, e in parte ne è anche la causa, che il corpo docenti non è completo per via dei ritardi nei reclutamenti, di conseguenza parte delle ore didattiche è affidato alle supplenze in un macchinoso gioco di incastri dei professori già in ruolo.

Ma non basta. Le procedure di contenimento epidemiologico stanno inevitabilmente rallentando e penalizzando le attività didattiche e la sfera relazionale tra alunni e insegnanti.

Attività interrotte anche dall’assenza forzata degli alunni segnalati come “casi sospetti” dalla scuola o tenuti in osservazione dalle famiglie e messi immediatamente in lista per il tampone veloce perchè nessuno, se non a fronte di un tampone negativo, può certificare che quel colpo di tosse, quel naso gocciolante o un po’ di nausea non sono riconducibili all’infezione da Covid-19.

Non a caso le code di attesa nei vari punti tampone ad accesso diretto predisposti in Verona e provincia sono considerevolmente aumentate al primo abbassamento delle temperature, per non parlare di pediatri e medici di base subissati di richieste e controlli.

Impossibile non puntare il dito sul Ministero dell’Istruzione e della Sanità che non sono riusciti a pianificare un rientro sui banchi effettivo. Effettivo nel senso di completo e concreto a supporto delle famiglie ma soprattutto a supporto degli alunni che si ritrovano con un buco didattico significativo e di cui si parla pochissimo. Eppure, di tempo per organizzare e prevedere ce n’è stato visto che gli alunni italiani sono senza scuola da fine febbraio.

Trovo particolarmente calzante un commento pescato nei social tra i miei contatti: “La scuola in questo modo è stato come ricevere un bel regalo con carta e fiocco luccicante ma poi apri e trovi un gioco che non funziona, chi saprà aggiustare questa scuola?”

Francamente non ho mai visto un lieto fine così lontano.